La Turchia e l’inattualità di un’agenzia stampa: l’ANSA (di Ester Cristaldi)


L’oggetto di discussione è il report “Society at a Glance” del 2014, pubblicato con cadenza dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Sul sito web dell’OCSE, si parla del report succitato già il 18 Marzo 2014. L’ANSA ce ne dà però conto solo oggi, lunedì 14 Aprile 2014! Loro sì che sono sempre sulla notizia, eh?

Ma c’è di più. Noterete che il lancio ANSA non cita il report quale fonte diretta della notizia, ma si rifà a quello che il giornale online SES Türkiye ha scritto in merito in data 7 Aprile 2014 (trovate qui il link specifico).

Notizie di prima mano, insomma ;)

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Il grande Oriente


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nemrut_est Il monte Nemrut

Il grande Oriente: un itinerario lungo gli estremi confini orientali – da nord a sud – della Turchia. Inizieremo a Trabzon sul mar Nero, dove la lussuriosa natura verdeggiante e boschiva – entro cui è custodito il monastero di Sümela – lascia via via il passo all’altopiano rosso ocra di Erzurum, capitale selgiuchide dal fascino intatto. Poi ancora boschi, salti d’acqua sorgiva ed i verdi pascoli di Kars. Il biblico monte Ararat, con le sue nevi perenni e l’immenso lago di Van dalle acque con tonalità dal turchese allo smeraldo, i palazzi Arabesque e le prime Chiese Cristiane. Fino alla Mesopotamia, percorrendo le rive del Tigri da Hasankeyf a Diyarbakır, navigando l’Eufrate da Şanlıurfa al monte Nemrut.sumela8Il monastero di Sümela

Quando: tutto l’anno, con l’invito a concentrarsi nei mesi di bassa stagione, quando il clima è favorevole alle escursioni giornaliere…

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La Turchia di Esmahan Aykol


Esmahan Aykol è una scrittrice turca, autrice di alcuni simpatici e piacevoli romanzetti gialli: ho letto il primo – Hotel Bosphorus – e ho in programma di leggermi tutta la serie!

Ieri, per puro caso, mi sono però imbattuto in una sua intervista pubblicata su La Stampa: ennesimo esempio di come i lettori italiani – riguardo la Turchia – vengono sistematicamente disinformati. Dico: ma un intervistatore serio, non dovrebbe incalzare l’intervistato quando le sue risposte fanno a cazzotti con la realtà?

Faccio un esempio:

Come spiega il disamore dei turchi per l’Europa, che un tempo sembrava la loro unica ambizione?

«La Turchia sotto questo governo islamico sta diventando sempre più conservatrice. E anche sempre più xenofoba. Stiamo lì lì per dichiarare guerra alla Siria, siamo ai ferri corti con l’Iraq e tre anni fa lo siamo stati con Israele, cinque anni fa abbiamo avuto problemi con la Georgia… La diffidenza verso Bruxelles e verso l’America sta aumentando, la logica conseguenza di ciò e che i turchi non vogliano più entrare a far parte dell’Europa”.

Ci sarebbe un discorso lungo e complesso da fare sulla Turchia “sempre più conservatrice”: ma ve lo evito. Però, la Turchia “sempre più xenofoba” è qualcosa di inaccettabile: perché non corrisponde ai fatti, che vanno invece in senso contrario! Quali esempi vengono prodotti, infatti? Dei semplici contrasti politici con alcuni vicini: che con la xenofobia nulla hanno a che vedere!

Ma nell’intervista c’è di peggio!

Come riesce Ankara a conciliare islam e democrazia, un modello di sintesi molto apprezzato nel mondo islamico e molto studiato in occidente?

In Turchia un secolo fa c’è stata una grandissima rivoluzione, quella di Ataturk. Ora purtroppo i suoi effetti si stanno indebolendo perchè questo governo islamico ha instaurato un sistema abbastanza autoritario e mette a dura prova i nostri valori. Il problema non è tanto nell’islamicità del governo, dal momento che siamo stati un Paese musulmano e democratico per 70 anni, ma nel suo autoritarismo

La Turchia un paese democratico per 70 anni??? Ma scherziamo? Ma come si fa a parlare di 70 anni di democrazia, se le prime elezioni multi-partitiche sono state indette nel 1946? Ma come si fa a parlare di 70 anni di democrazia, se successivamente ci sono stati 4 colpi di stato – 1960, 1971, 1980, 1997 (quelli riusciti: perché ce ne sono stati anche altri non riusciti) – e se addirittura nel 2007 le forze armate hanno cercato di imporre la propria volontà sull’elezione del presidente della Repubblica?

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Istanbul, Europa: Il parco di Gülhane (con tulipani) e la colonna dei Goti


410_ISTANBUL_2009_051Aprile, a Istanbul, è il mese dei tulipani: ne ho già parlato lo scorso anno, vorrei trovare il modo di parlarvi – quest’anno – anche del museo inaugurato nel 2014 a Emirgan (ma non ho ancora avuto modo di visitarlo). Per il momento, mi concentro invece su di un’altra sede del festival: il parco di Gülhane, proprio sotto il palazzo di Topkapı e quindi in zona fittamente turistica; il mio giudizio però non è particolarmente positivo: il parco merita una passeggiata (se non altro per motivi panoramici), ma i tulipani sono solo un ulteriore abbellimento e non – come a Emirgan, o a Göztepe – i protagonisti indiscussi.

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Grandi opere italiane in Turchia


Autostrade, metropolitane, ponti. La Astaldi è in Turchia dal 1985, con appalti di prestigio: un tratto dell’autostrada da Istanbul ad Ankara, uno dei rami della metropolitana sulla sponda asiatica già portati a termine; l’autostrada da Istanbul a Izmir sull’Egeo e il terzo ponte sul Bosforo – ferroviario e viario, parte del progetto “Nord Marmara Highway” – in via di rapido completamento. Appalti pesanti e prestigiosi: al centro del processo di sostanzioso adeguamento infrastrutturale dell’ultimo decennio.

Durante la campagna elettorale per le amministrative del 30 marzo, il primo ministro Recep Tayyip Erdoğan e il sindaco di Istanbul Kadir Topbaş hanno inaugurato un nuovo collegamento ferrato: la metropolitana che congiunge la penisola occupata dall’antica Costantinopoli al centro più recente e pulsante di Beyoğlu, da Yenikapı in riva al mare di Marmara a piazza Taksim; e la Astaldi è stata la grande protagonista del progetto: perché, in joint venture con la turca Gülermak, ha realizzato il ponte sul Corno d’oro (Haliç, in turco) che ne consente il passaggio sul braccio di mare, all’altezza di Unkapanı e Azapkapı. Una sfida ingegneristica molto complessa – a causa della natura del suolo e della propensità spiccata per i terremoti – affrontata in modo impeccabile.

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Barbara Spinelli e la Turchia (“Potenza con immunità”)


Nei giorni scorsi, Repubblica ha pubblicato un editoriale di Barbara Spinelli dedicato alla Turchia: immagino che molti di voi lo abbiano letto; io ero impegnato su altri fronti, commento solo ora.

Se la Turchia è una potenza con l’immunità” ha origine da un altro articolo: quello di Seymour Hersh – sulla London Review of Books – in cui la Turchia viene accusata di essere più o meno responsabile dell’attacco chimico in Siria ad agosto, un espediente per spingere gli Usa e la comunità internazionale a intervenire contro il regime di Assad; un articolo che è stato confutato da un numero cospicuo di esperti di fama mondiale: perché cita solo fonti anonime, perché ignora obiezioni tecniche già sollevate (e i rapporti dell’Onu), perché l’unica “prova” offerta proviene dall’intelligence russa che sostiene Assad!

Tutto ciò – le confutazioni – per Barbara Spinelli non esiste: e infatti la giornalista definisce l’inchiesta di Hersh, tradotta e pubblicata il giorno prima sullo stesso quotidiano, “come sempre accuratissima”. Beh, no: le opinioni – l’inchiesta “accuratissima” – vanno sempre suffragate da fatti! Fatti e opinioni non sono la stessa cosa: lo dovrebbe sapere un qualsiasi scolaretto, figuriamoci un intellettuale! Cioè, Barbara Spinelli è liberissima di sostenere che l’inchiesta di Hersh è “accuratissima”: ma poi deve esplicitare il suo ragionamento e soprattutto confutare i confutatori! Altrimenti le sue sono parole in libertà, chiacchiere da bar! “Accuratissima” è il risultato di un ragionamento, non può esserne il punto di partenza!

Ma qual è il vero dramma? Che dall’accettazione acritica dell’inchiesta di Hersh parte poi un attacco senza quartiere contro la Turchia: accusata di usare “la Nato per dilatare nazionalismi e squilibri regionali senza mai doverne rispondere”; che sulla base di una congettura già confutata – e in virtù di una palese strumentalizzazione delle tragedie del passato  (ma cosa c’entra adesso “il genocidio degli armeni del 1915-1916″?) – Barbara Spinelli nega alla Turchia la scelta europea: “Non si entra [nell'Unione europea] neppure senza la memoria dei propri misfatti: nel caso turco, il genocidio degli armeni nel 1915-16. Non è una questione minore, visto che Erdogan non esita a produrre e distribuire nel mondo il gas nervino, e a provocare massacri pur di raggiungere – sotto l’ombrello della Nato – le proprie mire nazionaliste.”

“Erdogan non esita a produrre e distribuire nel mondo il gas nervino, e a provocare massacri pur di raggiungere – sotto l’ombrello della Nato – le proprie mire nazionaliste”? E chi lo ha stabilito? Opinioni, congetture, fatti, confutazioni: ma leggersi Conjectures and Refutations (Congetture e confutazioni) di Popper proprio no, eh?

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Cappadocia, Pamukkale, Efeso


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katpa_caminifate Cappadocia – I camini delle fate (Lashin Yasser)

Terra fascinosa e mistica, immersa in un contesto naturale e geologico assolutamente unico, la Cappadocia è una regione difficile da esplorare, specie se ci si reca per la prima volta. In 3 giorni pieni, avrete modo di conoscere le destinazioni di punta annoverate nel patrimonio Unesco e quelle più nascoste e autentiche, rivelatrici dell’identità, delle atmosfere e dei sapori locali: i musei all’aria aperta di Göreme e quello meno noto di Zelve, i camini delle fate, i caravanserragli e le case di pietra, le chiese affrescate e i monasteri nel tufo, i canyon, le città sotterranee i laghi vulcanici. Immancabile il volo in mongolfiera all’alba, quando i colori delle valli dal bianco notturno iniziano ad articolarsi dentro una paletta vivida di sfumature gialle, rosse, rosa, verdi, indaco e viola.

Sarà poi la volta del off road verso Pamukkale

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