Inside, Outside: 10 Years of the Ak Parti Government Revisited


(spero di avere la possibilità di andarci e di parlarne diffusamente; spero possano farci un salto tutti quei colleghi – giornalisti e analisti politici – che sul tema hanno idee bizzarre)

31 maggio e 1° giugno, alla Şehir Üniversitesi di Istanbul (la lingua della conferenza è l’inglese)

31 May 2013, Friday

09.00-09.20 Opening Speeches
Ahmet Ademoğlu, Rector
Ümit Cizre, Center for Modern Turkish Studies

09.20-10.00 Keynote Address
Fawas A. Gerges, London School of Economics and Political Science
Wither the Arab Spring: Disentangling Myth from Reality?

10.00-10.15 Break

10.15-10.45 Plenary Speech
Yalçın Akdoğan, Member of Parliament, Chief Advisor to Prime Minister
Setting the Agenda for the Tenth Year of the AK Party
10.45-12.00 I. Session: The AK Party’s Political Identity and Leadership
Chair: Ümit Cizre, İstanbul Şehir University
Panelists:
Menderes Çınar, Başkent University
Identity Problems of the AKP in its Tenth Year
Ahmet T. Kuru, San Diego State University
The AK Party’s Conservative Democracy: Can It Be A Model for Arab Islamists?
Ertan Aydın, Advisor to Prime Minister
The Principles of the AK Party’s Politics and Erdoğan’s Leadership

12.00-12.15 Break

12.15-13.15 II. Session: The AK Party and the Politics of the Kurdish Question
Chair: Abdülhamit Kırmızı, İstanbul Şehir University
Panelists:
Mesut Yeğen, İstanbul Şehir University
Denial to Recognition, Warfare to Negotiation: The AK Party and the Kurdish Question
Ahmet Yıldız, Grand National Assembly of Turkey (TBMM) Research Service
Kurdish Islamists’ Conceptualisation of the so-called “Kurdish Question”: A Critical Appraisal

13.15-14.30 Break

14.30-16.00 III. Session: Politics of the Social and Economic Changes of the AK Party
Chair: Coşkun Çakır, İstanbul Şehir University
Panelists:
Erdal Tanas Karagöl, Yıldırım Beyazıt University The Political Economy of AK Party governments
Ferhat Kentel, İstanbul Şehir University
The AK Party between Revolution and Order
Murat Güvenç, İstanbul Şehir University
Emergence, Consolidation and Dismantling of Urban and Regional Landscapes in the Last Decade: an Overview
16.00-16.30

16.30-18.00 IV. Session: Identity Politics
Chair: Eda Ünlü Yücesoy, İstanbul Şehir University
Panelists:
Sultan Tepe, University of Illinois at Chicago
Escaping Polarization?
Yıldız Atasoy, Simon Fraser University
Politics Without Guarantees: The AKP Government and the Headscarf Ban in Turkey
Ayhan Aktar, İstanbul Bilgi University
AKP and Non-Muslims of Turkey: A Re-assessment

18.00-19.30 Break

19.30-21.30 Dinner and Address by Mohammed Ayoob, Michigan State University
The AK Party’s Foreign Policy: From the War on Terror to the Syrian Imbroglio

01 June 2013, Saturday

10.30-12.00 V. Session: Issues of Democracy and the AK Party
Chair: Engin Deniz Akarlı, İstanbul Şehir University
Panelists:
Ergun Özbudun, İstanbul Şehir University
Constitution-Making Process and the AKP
Quinn Mecham, Middlebury College
Electoral Processes and the Renegotiation of Power: The AKP Confronts the Turkish State
Ali Balcı, Sakarya University
Fighting over the Kurdish Regional Government: How Northern Iraq Turned into a Battlefield between the AKP and the Military

12.00-14.00 Break

14.00-15.30 VI. Session: Problematizing the Intellectual and Political Critiques of the AK Party
Chair: Yüksel Taşkın, Marmara University
Panelists:
Ümit Cizre, İstanbul Şehir University
The AK Party as Viewed through the Lenses of Birikim’s Socialism
Nuh Yılmaz, Marmara University
The Mutually Changing and Transforming Adventure of the AKP-Liberal Alliance
Burhanettin Duran, İstanbul Şehir University
From Securitization to Empowerment: Dilemmas of Islamic Intellectual Opposition to AK Party

15.30-16.00 Break

16.00-18.00 VII. Session: Turkish Foreign Policy during the AK Party Years: Change and Continuity
Chair: İlter Turan, Istanbul Bilgi University
Panelists:
Şaban Kardaş, TOBB – ETU University
Debating Turkish Foreign Policy under the AK Party: A Regional Power Facing an International System in Flux
Taha Özhan, SETA Foundation
Paradigm Shift: Foreign Policy during AK Party Rule
Philip Robins, Oxford University
‘What You Make of It’: The AKP, State Power and Foreign Policy Over a Decade
Talha Köse, İstanbul Şehir University
Turkey’s Non-Coercive Power in the MENA Region in Comparative Perspective
Hasan Kösebalaban, İstanbul Şehir University
Turkey and the New Middle East: Identity and Interests

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Se torna d’attualità una visione neo-ottomana (e adriatica) della geopolitica


Il 15 maggio, Ankara ha ospitato il “Vertice trilaterale dei Balcani”: a cui hanno partecipato il padrone di casa, il presidente Abdullah Gül; il presidente della Serbia, Tomislav Nikolic; i tre membri della presidenza collettiva della Bosnia Erzegovina, Bakir Izetbegović, Željko Komšić e Nebojša Radmanović. La dichiarazione finale è la riaffermazione – convinta e operativa – di una volontà di maggiore cooperazione regionale, di una comune prospettiva europea, di progetti condivisi di rilevanza culturale ed economica: e proprio il giorno precedente – sempre ad Ankara – è stato istituito un comitato trilaterale per il commercio. “Sono felice di dire che i leader dei paesi balcanici hanno deciso di lasciarsi alle spalle le agonie e le influenze del passato, aprendo la strada a una trasformazione delle mentalità oggi orientate in direzione di un brillante futuro”: queste le parole di Gül nell’indirizzo di benvenuto del vertice, a cui è stato assegnato l’impegnativo slogan “costruire il futuro insieme”. E in questa trasformazione, il ruolo della Turchia è stato determinante.Nella nuova politica estera ideata e poi condotta dal ministro Ahmet Davutoğlu, infatti, i Balcani ricevono massima attenzione e visibilità: l’obiettivo dichiarato è quello di ripristinare i legami di epoca ottomana – culturali, economici e politici – recisi con la fine dell’impero e la nascita della repubblica; legami di natura diversa, oggi paritaria e condivisa: per questo motivo il capo della diplomazia di Ankara ha sempre respinto la definizione di “neo-ottomanismo” data al suo approccio, che suggerisce – erroneamente – pulsioni imperialiste.

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(il resto lo leggete su Segnavia, il blog – ormai un sito informativo vero e proprio – dell’amico Luciano Lanna; quando a dirigere Il Secolo c’erano lui e Flavia Perina, sulla Turchia abbiamo fatto grandi cose…)

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Istanbul, Europa: Consigli di viaggio, Artwalk Istanbul


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Le guide ufficiali, molto poco fantasiose nei percorsi che propongono e interessate soprattutto alle orde di crocieristi, contribuiscono direttamente allo scempio. Tuttavia, ho l’impressione che si stia muovendo qualcosa: che stiano nascendo delle agenzie con proposte alternative, per un turismo “intelligente”; vi ho parlato qualche settimana fa delle visite in bicicletta, Istanbul on Bike; oggi vi parlo invece delle passeggiate tra le gallerie di arte contemporanea, Artwalk Istanbul.

La formula è semplice: sono stati individuati quattro itinerari nella Istanbul più dinamica e frizzante (tutti quattro sulla sponda europea: Galatasaray-Galata, Tophane–Karaköy, Nişantaşı, Akaretler), un esperto del settore – non necessariamente una guida turistica – conduce i gruppetti alla scoperta di mostre e artisti; i percorsi sono flessibili: si va nelle gallerie in cui – nel giorno prescelto per la visita – c’è qualcosa in programma.

[...]

(per continuare a leggere, cliccate qui)

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Il 29 maggio di Cipro


Il nazionalismo cipriota – dei greco-ciprioti come dei turco-ciprioti – sfocia costantemente nel feticismo delle bandiere, dei simboli politici in generale, delle date e celebrazioni: ognuno i propri, senza condivisioni; ho vissuto il fenomeno in prima persona, ne ho anche scritto in passato.

Però, quello che sta succedendo in questi giorni ha sorpreso anche me. In buona sostanza, tramite i buoni uffici dell’Onu era stata fissata la data del 29 maggio per la ripresa dei negoziati di riunificazione tra il leader turco-cipriota Derviş Eroğlu e il nuovo presidente greco-cipriota Nicos Anastasiades. Tuttavia, la stampa greco-cipriota si è scatenata contro “il traditore della patria” (Anastasiades), che è stato costretto a chiedere una data alternativa. Ma cosa ha che non va il 29 maggio? Semplice: è la data della conquista di Costantinopoli – il 29 maggio 1453 – da parte di Mehmet II “Il conquistatore”; in effetti, io tutta questa attinenza con le questioni cipriote non ce la vedo: e anzi, quando gli ottomani conquistarono l’isola eliminando la dominazione franco-veneziana – un secolo più tardi – vennero accolti come liberatori, sia dai musulmani sia dai greco-ortodossi.

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La Turchia e i pregiudizi degli italiani (138)


(questo è davvero notevole…)

Esteticamente i turchi sono piuttosto bassi, i tratti somatici un perfetto mix di Medio Oriente ed Europa dell’Est, poi devo confessarvi che i giovani -e non solo- mi son parsi tutti molto somiglianti fra di loro… non so, ma il cameriere dell’hotel mi sembrava fosse lo stesso cameriere di quel ristorante e di quell’altro ancora, ecc ecc XD (magari era lo stesso che per davvero lavorava in più posti). Non tutte le turche portano il velo, direi che ci assestiamo sul 60% con e 40% senza, per il resto è una gioventù normalissima che va a spasso mano nella mano per i giardinetti pubblici. Più che altro ho notato la totale assenza di negozi d’abbigliamento o di grandi firme, credo che per il vestiario si riforniscano unicamente al Grand Bazaar, un enorme dedalo di stradine -una città nella città- fatto solo di negozietti e bancarelle.

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Cucina, cultura e arte della Turchia Ottomana (di Roberto Astuto)


A cena con gli OttomaniL’evento “Cucina, cultura e arte della Turchia Ottomana” è stato un organizzato da Antrocom Onlus con il sostegno e il Patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica di Turchia in Italia. Si è tenuto a Roma lunedì scorso – il 20 maggio 2013 – presso il Museo Nazionale d’Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’; si è aperto con la presentazione del libro di Maria Pia Pedani La grande cucina ottomana. Una storia di gusto e di cultura (Mulino, 2012).

Il saluto dell’ambasciatore della Türkye Cumhuriyeti a Roma Hakki Akil ha evidenziato l’importanza dell’evento e il ruolo della gastronomia nel far conoscere la storia e lo spirito di un popolo; quindi l’ambasciatore ha invitato tutti a gustare direttamente in Turchia i sapori tipici della cucina ottomana.

La relatrice Maria Pia Pedani, docente di Storia dell’Impero ottomano all’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha mostrato il carattere cosmopolita della cucina turca: le origini della tribù di Osman nelle steppe orientali si rispecchiano nei cibi caratteristici della vita nomade e nelle abitudini pastorali; quindi la fusione con le tradizioni bizantine, l’influsso persiano e dei dettami della religione islamica hanno influenzato la cucina turca soprattutto nel ‘500. Nel seicento cominciarono a diffondersi anche nell’impero ottomano i cibi originari nel nuovo continente americano e si fecero sempre più forti le influenze culinarie francesi ed italiane mentre le crisi balcaniche incisero anche sulla disponibilità e sulla qualità dei cibi.

Dopo la relazione della prof.ssa Pedani, Anna Maria Pellegrino – creatrice del blog “La Cucina di QB” – è stata proclamata vincitrice del concorso gastronomico abbinato all’evento, con la ricetta ”Budin de risi e puina“, ovvero Budino speziato di risi e ricotta con caffè e pistacchi. Le motivazioni della vittoria sono legate all’ottima presentazione del piatto e alla sua stretta attinenza al tema del contest: si tratta di una ricetta originale e creativa basata sulle similitudini tra la cucina turca e quella veneziana. È stata presentata inoltre l’App per iPhone e iPad della giornalista Katie Parla che consente di “gustare” Istanbul attraverso il cibo.

In programma anche la visita al museo nazionale di arte orientale di via Merulana con le bellissime sale ricche di pezzi unici. Eccezionalmente in esposizione anche alcuni reperti di arte turca normalmente non disponibili, ceramiche di Iznik, un “firmano” autografo del sultano Mahmud II e un trittico sulle qualità del Profeta.

Il banchetto storico è stato allestito e curato dallo chef dell’Ambasciata turca di Roma. Le ricette tipiche erano spiegate nel depliant per chi volesse cimentarsi nell’imitazione. I cibi tutti ottimi così come l’ayran e i vini. Il successo è stato testimoniato dalla calca nei locali del buffet, forse troppo angusti per il gran numero di partecipanti.

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Defter – Poesia Turca Contemporanea (di Nicola Verderame)


Il blog “Defter – Poesia Turca Contemporanea” è nato con l’intento di dimostrare, attraverso traduzioni e notizie, che in Turchia si continua a scrivere poesia, e che il panorama poetico è vivo e dinamico.

Il blog non ha la pretesa di essere esaustivo, per cui ogni contributo dei lettori/traduttori è più che benvenuto. L’idea di usare il web per tradurre e condividere poesia turca contemporanea è una scelta dettata dall’immediatezza del mezzo e dalle difficoltà per gli editori italiani nel pubblicare poesia straniera.

Dato che in Turchia si scrive e si legge poesia, oltre a pubblicare traduzioni italiane da poeti turchi viventi, l’idea sarebbe di informare su festival e nuove pubblicazioni. Ho scelto l’inglese per questo genere di posts, perchè ovviamente eventi, riviste e nuove raccolte di poesia possono interessare non solo i lettori italiani.

In breve, l’intento è di aprire una finestra – personale, variabile, giocosa e incompleta – sulla poesia scritta in Turchia al giorno d’oggi.

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