Un’altra notizia di portata storica. A Merdin e Midyat, nel sud-est della Turchia, quest’anno la Pasqua è stata festeggiata anche dagli aramaici (ortodossi che usano il siriaco-aramaico come lingua liturgica) della diaspora: circa un centinaio, molti tornati in patria dopo parecchi decenni e residenti in Europa o negli Stati Uniti. Ad organizzare questo “viaggio spirituale verso casa”, l’Alleanza universale siriaca con la piena collaborazione delle autorità locali: un altro piccolo tassello nella fondamentale politica di apertura e di riscoperta della straordinaria diversità culturale della Turchia.
Istanbul, Avrupa
-
Articoli recenti
- La moda del made in Turkey
- sono sposata in europa il mio matrimonio vale in turchia?
- La Turchia e i pregiudizi degli italiani (135)
- La Turchia e i pregiudizi degli italiani (134)
- cosa hanno di speciale i maschi turchi
- cosa piace agli uomini turchi
- Istanbul, Europa: Dan Brown, l’Inferno e Istanbul
- Istanbul, Europa: A cena con gli Ottomani (a Roma)
- La Turchia e la “difesa della pace”
- La Turchia e i pregiudizi degli italiani (133)
Archivi
- maggio 2013
- aprile 2013
- marzo 2013
- febbraio 2013
- gennaio 2013
- dicembre 2012
- novembre 2012
- ottobre 2012
- settembre 2012
- agosto 2012
- luglio 2012
- giugno 2012
- maggio 2012
- aprile 2012
- marzo 2012
- febbraio 2012
- gennaio 2012
- dicembre 2011
- novembre 2011
- ottobre 2011
- settembre 2011
- agosto 2011
- luglio 2011
- giugno 2011
- maggio 2011
- aprile 2011
- marzo 2011
Blogroll

Arrivo per controllare che abbia funzionato il link che ho fatto qui dal tuo ultimo commento
perfetto, grazie ancora…
Una domanda mi sorge spontanea: in questa condivisibilissima politica di apertura verso le minoranze cristiane, politica che mi riempie di gioia proprio per l’amore che ho per queste terre e per queste cristianità, in questa politica pro-cristiana dicevo, può giocare anche il fatto che la moglie di Erdoğan, signora Emine Gulbaran sia nata a Siirt, isola linguistica semitica, seppure araba, nel Kurdistan turco, e vicina alle roccaforti suroyo di Midyat e Mardin?
Insomma una vicinanza geografica e una sensibilità “familiare” a quell’isola di tenace cristianesimo aramaico, risalente ai discepoli di Gesù, Mar Touma (San Tommaso) e ai suoi collaboratori Addai (Taddeo) e Mari?
ciao
bisgnerebbe chiederlo al primo ministro in persona
pero’ non parlerei di politica ‘pro-cristiana’: parlerei di una politica di riscoperta delle origini, della propria autentica cultura e peculiarita’… quasi del tutto spazzata via dai deliri ultranazionalisti del XX secolo!
Pingback: Pasqua aramaica - Istanbul Avrupa - Webpedia
alleanza unuvarsala siriaca e non raprezanta nesunu del nostro popolo . si e cosi amici (sono dei buratini)
poi spiegarti meglio? non necessariamente in italiano, scegli la lingua che vuoi…
Pingback: Turchia, il ritorno dei cristiani siriani | Kelebek Blog
La Turchia non può definirsi un paese tollerante: se la comunità aramaica fosse il 30 per cento poniamo, non avrebbe libertà di culto,anche se fosse la religione della signora erdogan. La prigioni turche si, e non le prigioni borboniche, sono la negazione di Dio.ma come potete parlare della Turchia come un paese democratico? ha tante etnie ma comanda una sola, anzi una persoona sola erdogan
ciao, benvenuto. posso chiederti quali sono le tue fonti? purtroppo hai una percezione un po’ falsata di cos’e’ la Turchia oggi (un paese decisamente con molti problemi, ma che sta velocemente cambiando): e certa stampa italiana di certo non aiuta a farsi un’idea precisa…
Pingback: Pasqua a Istanbul | Istanbul, Avrupa