Pasqua aramaica


Un’altra notizia di portata storica. A Merdin e Midyat, nel sud-est della Turchia, quest’anno la Pasqua è stata festeggiata anche dagli aramaici (ortodossi che usano il siriaco-aramaico come lingua liturgica) della diaspora: circa un centinaio, molti tornati in patria dopo parecchi decenni e residenti in Europa o negli Stati Uniti. Ad organizzare questo “viaggio spirituale verso casa”, l’Alleanza universale siriaca con la piena collaborazione delle autorità locali: un altro piccolo tassello nella fondamentale politica di apertura e di riscoperta della straordinaria diversità culturale della Turchia.

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11 risposte a Pasqua aramaica

  1. Miguel Martinez ha detto:

    Arrivo per controllare che abbia funzionato il link che ho fatto qui dal tuo ultimo commento :-)

  2. mirkhond ha detto:

    Una domanda mi sorge spontanea: in questa condivisibilissima politica di apertura verso le minoranze cristiane, politica che mi riempie di gioia proprio per l’amore che ho per queste terre e per queste cristianità, in questa politica pro-cristiana dicevo, può giocare anche il fatto che la moglie di Erdoğan, signora Emine Gulbaran sia nata a Siirt, isola linguistica semitica, seppure araba, nel Kurdistan turco, e vicina alle roccaforti suroyo di Midyat e Mardin?
    Insomma una vicinanza geografica e una sensibilità “familiare” a quell’isola di tenace cristianesimo aramaico, risalente ai discepoli di Gesù, Mar Touma (San Tommaso) e ai suoi collaboratori Addai (Taddeo) e Mari?
    ciao

    • Istanbul, Avrupa ha detto:

      bisgnerebbe chiederlo al primo ministro in persona ;-)

      pero’ non parlerei di politica ‘pro-cristiana': parlerei di una politica di riscoperta delle origini, della propria autentica cultura e peculiarita’… quasi del tutto spazzata via dai deliri ultranazionalisti del XX secolo!

  3. Pingback: Pasqua aramaica - Istanbul Avrupa - Webpedia

  4. beer ha detto:

    alleanza unuvarsala siriaca e non raprezanta nesunu del nostro popolo . si e cosi amici (sono dei buratini)

  5. Pingback: Turchia, il ritorno dei cristiani siriani | Kelebek Blog

  6. hlder mirko adolf salvador rozzo ha detto:

    La Turchia non può definirsi un paese tollerante: se la comunità aramaica fosse il 30 per cento poniamo, non avrebbe libertà di culto,anche se fosse la religione della signora erdogan. La prigioni turche si, e non le prigioni borboniche, sono la negazione di Dio.ma come potete parlare della Turchia come un paese democratico? ha tante etnie ma comanda una sola, anzi una persoona sola erdogan

    • Istanbul, Avrupa ha detto:

      ciao, benvenuto. posso chiederti quali sono le tue fonti? purtroppo hai una percezione un po’ falsata di cos’e’ la Turchia oggi (un paese decisamente con molti problemi, ma che sta velocemente cambiando): e certa stampa italiana di certo non aiuta a farsi un’idea precisa…

  7. Pingback: Pasqua a Istanbul | Istanbul, Avrupa

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