Dalla Turchia alla Siria, ecco la Schengen del Medio Oriente


(pubblicato sul quotidiano elettronico Linkiesta il 6 maggio 2011: qui riporto il riassunto e la parte introduttiva)

Il governo turco considera la primavera araba una preziosa opportunità per costruire in Medio Oriente società floride e istituzioni più solide. Parte del suo piano è l’accordo Shamgen, modellato su quello di Schengen. Un’area di libero scambio che in questo caso interessa Siria, Giordania e Libano, ma aperta a tutti i Paesi mediorentali, in primo luogo Iraq e Iran, accompagnata dall’abolizione, già avvenuta, dei visti d’ingresso. La nuova entità dovrà occuparsi anche di grandi progetti infrastrutturali. Fra cui una diga sul fiume Asi al confine tra Turchia e Siria, con l’interesse del Libano, ed un treno ad alta velocità tra la turca Gaziantep e la siriana Aleppo. Il progetto Shamgen è da realizzare entro i 2023, qualsiasi cosa capiti al presidente siriano Assad.

Dalla Turchia alla Siria, ecco la Shengen del Medio Oriente

«Non abbiate paura dei vostri popoli, quello che sta accadendo oggi nella regione porterà alla prosperità». È il succo del messaggio di Mehmet Şimşek, ministro delle Finanze della Turchia ed economista di origini curde, alla folta platea del sesto Forum economico turco-arabo (Taf 2011) tenutosi la scorsa settimana a Istanbul. Convinto ottimista, Şimşek considera la primavera araba una preziosa opportunità per costruire in Medio oriente società floride e istituzioni più solide. La Turchia ha assicurato il proprio sostegno per incrementare gli investimenti e l’interscambio commerciale bilaterale che, grazie alle politiche di apertura dell’Akp, il partito al potere, ha raggiunto i 33,5 miliardi di dollari nel 2010 contro i 6,9 del 2002. Un approccio di cui ha riconosciuto l’invidiabile successo Rouf Abou Zaki, amministratore delegato di Al-Iktissad Wal-Aamal, il gruppo che ha realizzato l’evento insieme al Comitato turco per le relazioni economiche estere (Deik): «l’esperienza turca è la miglior prova che politiche economiche adeguate possono condurre a risultati altisonanti a livello internazionale». Applausi di consenso e ammirazione.

La ricetta del governo di Erdoğan è semplice e s’ispira alla visione di «profondità strategica» elaborata dal ministro degli Esteri Ahmet Davutoğlu, cioè: superare il contenzioso bilaterale con tutti i vicini, anche quelli “storici” (Grecia e Armenia); creare nelle proprie periferie (Balcani, Russia, Caucaso, Asia centrale, Medio oriente) meccanismi istituzionalizzati di cooperazione politica ed economica; dar vita a medio-lungo termine ad aree regionali di libero scambio in regime di libera circolazione delle persone, diversificando al massimo i mercati di sbocco; ricostruire, più in generale, le interconnessioni proprie dell’era ottomana – politiche, economiche e culturali – spazzate via dalla dissoluzione dell’Impero e dall’imposizione dei mandati dopo la fine della Prima guerra mondiale, su base paritaria e non più egemonica.

(continua sul sito de Linkiesta)

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10 risposte a Dalla Turchia alla Siria, ecco la Schengen del Medio Oriente

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  2. rafiqqq scrive:

    a Rabat, dove abito adesso, sento sempre più giovani parlare benissimo della turchia e di quanto sia meglio emigrare lì piuttosto che nell’italia della crisi economica e del permesso di soggiorno impossibile. Parlano con ammirazione del fatto che la turchia non richiede visto d’entrata. Mi vergogno molto dell’italia…

    • Andrea Di Vita scrive:

      per rafiqqq

      Poco prima delle rivolte in Tunisia, Egitto ecc. c’erano parecchi servizi giornalistici da noi in Italia che indicavano i paesi dell’ex Impero Ottomano come l’area del mondo dal più tumultuoso sviluppo economico dopo i meglio noti BRIC (Brasile, Russia, India e Cina). Si consigliava agli impreditori Italiani di investirvi.

      Oggi, nel marasma, la Turchia brilla per la sua stabilità per cui nulla di strano che il Paese sia attraente. certo, è ancora in fondo a molte classifiche OCSE, ma non è detto che ci resti. Probabilmente la sua competizione non ci farà che bene.

      Lo stesso discorso potrebbe forse valere anche per il Marocco con le sue recenti riforme, almeno se la questione del Sahara ex Spagnolo troverà soluzione.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  3. mirkhond scrive:

    Per andare in Turchia dall’Italia è necessario il passaporto o è sufficente la carta d’identità valida per la Comunità Europea?

  4. Suleiman Kahani scrive:

    Non é per fare quelli che: “Noi l’avevamo detto prima”,

    però,

    in effetti l’avevamo detto 33 giorni prima!

    http://palaestinafelix.blogspot.com/2011/04/una-schengen-per-iran-irak-siria-e.html

    ;-D

    Ovviamente si dice per ridere, eh!

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