Pensavo di dedicarmi a un articolo un tantinello tendenzioso pubblicato da Giornalettismo qualche giorno fa: ma oggi pomeriggio mi sono imbattuto in un concentrato di kemal-leghismo apparso sul Post (altra pubblicazione elettronica italiana, diretta da Luca Sofri) che grida vendetta.
In base a quello che leggo sul suo profilo, la collega che ha scritto l’articolo non si occupa né di politica internazionale, né di Turchia: e allora mi domando perché si è avventurata a scrivere questo pezzo infarcito di inesattezze e accuse infondate – in cui per l’appunto non vengono mai citate le fonti delle singole affermazioni (qualche sospetto ce l’ho).
Le perle:
- secondo gli ultimi sondaggi il partito di Erdogan – Partito per la Giustizia e lo Sviluppo – potrebbe ottenere oltre il cinquanta percento dei voti e conquistare una super-maggioranza con cui cambiare la Costituzione in totale autonomia. C’è molta preoccupazione quindi per le possibili derive autoritarie che un governo del genere potrebbe assumere, soprattutto alla luce di alcune tendenze accentratrici che il primo ministro ha già dimostrato di avere.
in cosa consisterebbero, nei fatti, queste tendenze accentratrici? in cosa consistrebbero, nei fatti, le possibili ‘derive autoritarie’? di autoritario, in Turchia, ci sono delle forze politiche che – servendosi di una costituzione (frutto del golpe del 1980) e di una magistratura per l’appunto anti-democratiche – osteggiano il governo dell’Akp: che invece ha saputo riformare in profondità – e in senso democratico – il sistema politico turco. Erdogan propone anche di introdurre in Turchia il sistema semi-presidenziale alla francese: ma c’è qualcuno in grado di citarmi un solo politologo o costituzionalista autorevole che che definisce il semi-presidenzialismo alla francese ‘autoritario’? ma per favore…
- Eppure i metodi di Erdogan lasciano ancora molte perplessità, soprattutto tra le classi sociali più secolarizzate e rivolte all’Europa. La sua campagna elettorale ha assunto toni particolarmente nazionalisti e negli ultimi mesi si è orientata su un’agenda politica particolarmente filo-islamica. Le donne dovrebbero avere tre bambini, dice Erdogan. Facebook è una tecnologia brutta perché permette la pubblicazione di contenuti immorali. I minori di 24 anni non possono entrare nei locali che vendono alcol. Molti siti web sono censurati. E a partire da agosto entrerà in vigore una nuova legge particolarmente restrittiva sull’accesso alla Rete.
mah, io di questa presunta agenda ‘filo-islamica’ non me ne sono accorto. è vero che è vietata la partecipazione degli under-24 alle manifestazioni sponsorizzate da produttori di bevande alcoliche, ma non capisco cosa ci sia di ‘islamico’ nell’introdurre restrizioni ai contenuti pornografici o relativi alle scommesse online diffusi su Internet (io sono personalmente contrario a filtri o restrizioni di qualunque tipo: ma queste restrizioni esistono anche in paesi occidentali). ho anche mancato l’invito alla procreazione, magari sono stato distratto: ma anche in questo caso non capisco cosa ci sarebbe di ‘islamico’. che poi, se anche fosse il problema qual è? cosa c’è di male nell’essere musulmani? che differenza c’è tra le proposte (presunte o reali) dell’Akp e quelle di Giovanardi?
- Sotto il suo governo la polizia è diventata notevolmente più forte ed è ormai dominata dai membri di una minoranza musulmana guidata dalla controversa figura dell’imam Fetullah Gulen.
questa sono sicuro di averla letta da qualche parte: un’accusa priva di fondamento mossa da ambienti pro-Ergenekon (l’organizzazione golpista) e kemal-leghisti. e sul ‘controverso’ Fethullah Gülen la collega potrebbe semplicemente informarsi: di libri su di lui e sul suo movimento ne sono stati pubblicati un bel po’ (non tutti onesti, a dir la verità).
- Oltre cinquanta giornalisti sono in carcere al momento, nella maggior parte dei casi accusati di cospirazione contro lo stato.
quindi? ma è forse colpa dell’Akp se parte della stampa – come denunciato recentemente da Mehmet Ali Birand – si è schierata apertamente con le forze golpiste, partecipando in alcuni casi attivamente ai complotti anti-governativi?
- E qualche settimana fa uno scandalo di video erotici ha coinvolto una decina di politici del partito della destra conservatrice turca, togliendolo di fatto di mezzo dalla competizione elettorale.
a parte che l’Mhp è pienamente in corsa (ma non è detto che superi la soglia di sbarramento del 10%), anche in questo caso cosa c’entra l’Akp? Anzi, è da ipotizzare un convolgimento proprio di Ergenekon (ma di questo specifico problema parlerò presto)!
Insomma, ci risiamo: invece di giudicare i fatti ci si perde in fantasmagoriche ricostruzioni di chissà quale pericolo islamico (che poi, alcune delle critiche prese singolarmente sono anche opportune: quello che stona è l’interpretazione che ne viene data che ribalta vergognosamente la realtà, perché se oggi la Turchia è più democratica che in passato il merito è tutto di Erdoğan e del suo partito)

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