Giulio Meotti e la propaganda anti-Erdoğan


Giulio Meotti è un giornalista del Foglio: ma è prima di tutto un tifoso di Israele, uno di quelli duri e puri, uno con la bava alla bocca, per il quale Israele – qualunque cosa faccia, tutto e il suo contrario – ha sempre ragione. C’è un suo articolo, sul quotidiano di oggi, che merita di essere commentato; e già il titolo è tutto un programma: “Processo al generale Evren, il kemalista che tolse il velo alla Turchia” (Il Foglio, 8 giugno 2011, p.2).

Ci torno dopo, prima è bene dare un’occhiata al suo blog: sul quale, prendendo spunto da un articolo di Barry Rubin (un neoconservatore persistente, già sostenitore dell’invasione dell’Iraq e oggi di un attacco contro l’Iran), il primo ministro Erdoğan viene definito nell’ordine “antisemita”, “antiamericano”, “alleato dell’Iran”. E il bello è che il sito non è stato hackerato per far fare a Meotti la figura del fesso, quelle cose le ha scritte direttamente lui: Erdoğan brutto e cattivo, che ce l’ha con Israele perché pensa che i palestinesi abbiano qualche diritto e che non debbano essere ammazzati impunemente. E poi continua, farneticando: “In questi anni Erdogan ha spezzato l’alleanza con gli Stati Uniti che durava da 65 anni; si è allineato a Iran, Siria, Hamas e Hezbollah; sta trasformando la società turca per farne un modello di populismo islamista e reazionario; sta cercando di demolire il vicino Israele.” Ma cosa sarebbe questo condensato di idiozie, un’analisi forse? Magari aspira anche lui – se ancora non l’ha ricevuto – ad essere insignito del titolo di Shekal di primo grado.

Vengo al dunque, all’articolo di oggi. In buona sostanza, si fa uno sperticato elogio di Evren: “che impedì la guerra civile e riconsegnò il paese al suo solitario modello istituzionale demo-liberale”. Il tutto al modico costo di centinaia di migliaia di arrestati e processati (per reati d’opinione, ovviamente), di lunghe pene detentive e ben diffuse torture, di qualche impiccagione: che Meotti ricorda ma che minimizza dietro un “però”. La realtà, ovviamente, è molto diversa: perché il golpe del 1980 – al di là degli inaccettabili costi umani – creò in Turchia un sistema politico non democratico ma autoritario (ed Evren si fece eleggere presidente nel 1982), che solo negli ultimi anni l’Akp ha smantellato quasi completamente avvicnandolo di molto agli standard occidentali. Però Erdoğan è musulmano (e davvero non riesco a capire qual è il problema!), “nemico di Israele” (ma ne è stato amico fino al massacro di Gaza del dicembre 2009), “alleato dell’Iran” (nei fatti e al di là della propaganda sionista, la Turchia è un membro della Nato e quindi alleata degli Usa: con l’Iran ha stabilito un’intesa commerciale e i due paesi sono divisi da una profonda rivalità geopolitica). E Meotti riesce persino a lodare la politica estera isolazionista e militarizzata di Evren, nella cui visione del mondo esistevano solo nemici (“islamici, greci, armeni, iraniani, arabi e curdi”): preferendola a quella del ministro Davutoğlu, che sta oggi trasformando la Turchia in fattore di stabilità e di sviluppo regionale, in pace coi suoi vicini e in marcia verso l’Europa.

L’impostazione filosionista del Foglio la conosciamo tutti: ma come si fa a pubblicare una porcheria del genere?

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7 risposte a Giulio Meotti e la propaganda anti-Erdoğan

  1. Mattia Bordignon ha detto:

    Ma al signor Meotti la sintesi turco-islamica non dice niente? Dipingere Evren come un riformatore è ridicolo…

    • Istanbul, Avrupa ha detto:

      mah, io non credo che al collega Meotti interessi informarsi e informare: i suoi intenti sono manifestamente altri. il problema e’ che, leggendolo, qualcuno puo’ farsi un’idea profondamente sbagliata della Turchia e dell’Akp…

  2. Pingback: Giulio Meotti e la propaganda anti-Erdoğan - Istanbul Avrupa - Webpedia

  3. Buleghin il vecio ha detto:

    Caro amico che scrive dal Corno d’Oro non sprecar tempo con i imbecili crapon che il critica i otomani de l’AKP per partito preso e perchè il xè a libro paga dei atlantisti sionisti!

    Lascia star lo sbavante MEOTTI e prendi il LUCA SOFRI, talis pater talis filius, bel giornalista de l’ostaria che il copia la “fonte autorevole” e poi la spacia come farina del suo saco e intanto zeta fango contro i nemici dei suoi paron!

    Il suo degno padre xè stato favorevole a l’intervento de quei sasin de la NATO in Serbia, cosa che la xera molto logica visto che il quotidiano “LOTA CONTINUA” veniva stampato in una stamperia proprietà de la USIS che poi la saria stata una de le face “kulturali” dei servizi di “DISINFORMATJA” dei mericani. A quel tempo la serviva spaventar la zente tranquila e scasar auto e vetrine per farla votar DC!

    La zente come il LUCA SOFRI la xè la più pericolosa perché il fa finta anca de eser “neutrali” mentre rapresenta il livello de propaganda de intrusion, insoma il MEOTTI te da la bota sul crapon e il LUCA SOFRI riva dopo per dirte che il bozo che ghai su la testa xè espresion de dibatito dimocratico!

    Una considerasion va tutavia fata sui turchi otomani, la UROPA il trata come dei can e li prende in giro da diese ani! Come non imaginar che se risentan coletivamente e che diano un indiriso politico diverso a la loro dirigensa?!

    Per giunta la economia dei TURCHI la va a gonfie vele mentre l’UROPA la gha la zavora de l’EURO che costringe i governi de ridure le spese per lo stato social e dimenticar anca che in periodi de recesion la eventual riceta neo Keynesiana la diventa la unica!

    Raglio di MEOTTI non và in ciel e belar de SOFRI non te fa sofrir! Il primo dise ben de GOLPISTI e il secondo, vanta dir più elegante! Te manda una mail per dirte che il ghà COPIATO! La xe na banda che qualsiasi aventor de ostaria ben frequentata la zetaria in strada con un calcion nel dedrio!

    Lo spesor cultural moral de sti sogeti si comenta da se, o can rabià o copiator auto referensial!

    Buleghin il vecio

  4. Istanbul, Avrupa ha detto:

    il problema non solo e non tanto e’ che hanno copiato, ma chi si vantano di fare un giornalismo d’avanguardia, alla Huffington Post. e invece scopiazzano, senza neanche citare la fonte…

  5. Pingback: Secondo protocollo e il Califfato ottomano | Istanbul, Avrupa

  6. Pingback: Giulio Meotti e il plagio | Istanbul, Avrupa

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