Marta Ottaviani e Giuseppe Mancini a confronto


vi rimando alla pagina del webmagazine Il Fondo per un’intervista – realizzata dall’amico Raffaele Morani – al sottoscritto e alla collega kemal-leghista Marta Ottaviani, di cui ho già parlato su questo blog.

AGGIORNAMENTO
6 luglio 2011, ore 8.30 (ora turca)

scrive Raffaele Morani sulla sua pagina facebook: “Con un’intervista doppia a due giornalisti dalle opinioni molto diverse, anzi discordanti, concludo il mio reportage sulla Turchia e le sue prospettive dopo le recenti elezioni politiche. Ho messo a confronto due opinioni molto diverse e qualcuno se ne è risentito, mi dispiace ma una corretta informazione secondo me passa anche dal confronto anche aspro tra opinioni anche molto diverse.”

ho così risposto: “specifico che non sono io a essermi risentito: e anzi, sono convinto che chi fa informazione professionalmente debba accettare il confronto con chiunque; debba accettare che le proprie idee e le proprie interpretazioni vengano costantemente poste al vaglio dei fatti e delle idee e opinioni altrui. chi non accetta il confonto di solito: ha posizioni di rendita (spesso immeritata) da difendere, ritiene di essere ‘superiore’, teme di venire sbugiardato. grazie comunque a Raffaele per l’interessante esperienza…”

torno alle brevi considerazioni di ieri.

ma prima di avventurarsi a esprimere giudizi sui risultati elettorali, non sarebbe preferibile documentarsi su come funziona la legge elettorale e soprattutto esaminare dettagliatamenti i dati elettorali (l’Akp ha perso seggi perché ha perso voti in alcuni distretti del sud-est, perché nella redistribuzione regionale dei seggi in base alla popolazione le roccaforti del partito di Erdoğan sono state penalizzate: questa non è una mia interpretazione, sono i dati oggettivi a stabilirlo)?

la Ottaviani ha candidamente confermato – come avevo sospettato – di essersi acriticamente bevuta la campagna di disinformazione dell’Economist e di altri organi della stampa anglosassone contro l’Akp: contrariamente a quello che la collega continua inspiegabilmente a raccontare, Erdoğan non ha mai dichiarato di voler scrivere la nuova costituzione da solo e ha sempre affermato di volerlo fare con la più ampia partcipazione (e in ogni caso è l’Akp che in questi anni ha realizzato profonde riforme costituzionali; è il Chp per cui fa il tifo la Ottaviani a essere la forza dello status quo, dei poteri forti e anti-democratici legati alla burocrazia e alle forze armate).

riguardo la questione Ergenekon, già ho risposto nell’intervista: ma la collega si ostina a dar credito alle giustificazioni innocentiste che provengono dagli ambienti politici e mediatici che appoggiano gli accusati – giustificazioni di parte, insomma. che poi, ma che senso ha sostenere che l’inchiesta è stata utilizzata per mettere a tacere i critici dell’Akp? ma perché, forse sono i membri e i sostenitori di un governo che lo fanno cadere con un golpe? mi sembra ovvio che i golpisti siano dei critici del governo, no? essu’, non si possono mettere sullo stesso piano l’azione della magistratura che ha sequestrato migliaia e migliaia di pagine di documenti e materiale incriminante assortito (molti documenti sono stati pubblicati sulla stampa) e le autoassoluzioni degli inquisiti (certo, possono esserci dei dubbi sulla legalita’ formale delle indagini e non è detto che tutti gli accusati – centinaia – risultino effettivamente colpevoli: ma questo è tutt’altro discorso). ma non dobbiamo stupircene; dopotutto, la Ottaviani è quella che, sul blog del giornalista del Giornale Marcello Foa, nel 2007 scrisse:

In questo momento la Turchia che piaccia o no dei militari ha ancora bisogno perché, a fronte di un’opposizione parlamentare ridicola, sono l’unica garanzia per tutte quelle persone a cui Erdogan per un motivo o per l’altro non piace e che in questo momento si sentono minacciate.

davvero, i lettori italiani non meritano questa disinformazione conclamata basata su pregiudizi e su di una visione propagandistica ed estremizzata della realtà: ancor peggio, sul tifo smodato e truffaldino per le forze anti-democratiche che in Turchia hanno imprigionato, torturato, ucciso un numero cospicuo di persone e che hanno imposto al paese un sistema autoritario! perché un conto è avere opinioni diverse, che sono il sale della democrazia; tutt’altro conto è questa sistematica distorsione della realtà, ottenuta piegando i fatti alla propria ideologia!

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