Davutoğlu a Bengasi


Il ministro degli estri Ahmet Davutoğlu è tornato a Bengasi. C’erano già stato all’inizio di luglio, quando si era lanciato in mezzo alla folla salutando “i figli di Omar al-Mukhtar” (il leader senussita della resistenza anti-italiana, fatto impiccare dal Duce: quello della famosa foto esibita da Gheddafi in visita in Italia) e promettendo un futuro condiviso – tra Libia e Turchia – sulla base di una storia condivisa; c’è tornato ieri, anche come presidente di turno del Gruppo di contatto. Ha incontrato Jalil – ex ministro della giustizia del regime – che presiede il Cnt, ha parlato della caduta di Gheddafi come un esempio per tutti gli altri (Assad compreso?). Il Gruppo di contatto tornerà a riunirsi a Istanbul giovedi, dopo il summit del 15 luglio, ma solo a livello di direttori politici dei ministeri degli esteri: in preparazione del vertice vero e proprio che si terrà a breve a Parigi; ma si parlerà anche di come sbloccare i fondi per gli ormai ex ribelli, mentre in conferena stampa è stato rivelato che la Turchia ha già versato direttamente – nell’ultimo mese – cospicui aiuti (200 milioni di dollari, senza contare gli aiuti umanitari: e altri 200 milioni sono in arrivo).

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4 risposte a Davutoğlu a Bengasi

  1. niccolò scrive:

    posso chiederti quale ruolo secondo te rivestira la Turchia nella ricostruzione della Libia (partendo dal presupposto che la guerra stia per finire)? inoltre, trovera, nello svolgimento di questo ruolo, eventuali contrasti da parte di Paesi Europei (mi viene in mente la Francia), o riuscira ad imporre la propria posizione?
    t ringrazio

    • un ruolo da protagonista, indubbiamente (gia’ presente massicciamente nella Libia di Gheddafi, come ho scritto in questo post i rapporti col Cnt sono ottimi). e certamente, Uk e Francia soprattutto cercheranno di imporre in futuro le proprie preferenze: ma in politica internazionale la ‘riconoscenza’ non esiste, otterra’ di piu’ chi offrira’ di piu’ (anche in termini politici)…

  2. Suleiman Kahani scrive:

    Per i libici molto meglio un futuro di collaborazione e sviluppo con la Turchia che di servaggio a Londra, Parigi e Washington, speriamo che sappiano fare le scelte giuste!!!

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