La politica del genocidio armeno


Un episodio illuminante. Nei giorni scorsi, in Armenia – con l’automatico coinvolgimento della diaspora – si è scatenata un’aspra polemica politica, che ha direttamente investito il presidente Sargsyan. Il motivo? Un’indiscrezione pubblicata da un quotidiano elettronico, secondo la quale Sargsyan avrebbe intenzione di accettare – così come previsto dai protocolli turco-armeni firmati il 10 ottobre 2009 a Zurigo – la costituzione di una commissione mista di storici col compito di investigare quanto accaduto nel 1915 in Turchia. Il portavoce del presidente ha dovuto smentire in tutta fretta: Sargsyan è sì disponibile a dare il suo via libera alla commissione, ma solo dopo che la Turchia “avrà ammesso le sue colpe” e solo per investigare sulle cause – e non già sulla natura – di quello che per gli armeni – soprattutto per quelli della diaspora – è oggettivamente un genocidio. Decisione presa, niente da discutere. Sbaglio, o si tratta di un atteggiamento poco costruttivo e molto indisponente?

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8 risposte a La politica del genocidio armeno

  1. mirkhond scrive:

    Il cammino per superare odi scaturiti da tragedie etniche-nazionalistiche, è molto difficile e pieno di spine e rovi, di sassi e buche in cui si inciampa…
    Non è facile per leaders pur ben disposti, superare questi ostacoli, soprattutto perchè grazie alla propaganda scolastica obbligatoria, queste tragedie sono diventate parte essenziale della propria identità, vedasi gli Ebrei tra Shoah e Palestinesi…
    Questi leaders devono, per ragioni politiche ed elettorali, tener conto degli umori nazionali, umori che spesso torna utile agitare, magari per distrarre l’opinione pubblica dalle magagnelle interne….
    Del resto anche in Italia, la commissione mista di storici sloveni e italiani, incaricata dai rispettivi governi di far luce sui recenti drammi di quelle aree di frontiera, soprattutto sulle Foibe, pur producendo un ottimo lavoro storico sul periodo 1880-1956, non è riuscita di molto a superare vecchi rancori reciproci, e parliamo di due paesi a base cristiana cattolica, europei e membri della comunità europea e con l’euro!
    Figuriamoci per la ripresa giusta e necessaria dei rapporti turco-armeni!
    ciao

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    • benvenuto/a

      sono d’accordo con te: il massacro degli Armeni nel 1915 e’ qualcosa di storiograficamente accertato; tuttavia, e’ invece ancora aperto il dibattito sul fatto che quei massacri possano essere qualificati come ‘genocidio’, anche perche’ l’esplorazione degli archivi e’ ancora molto parziale (e a causa della guerra dei documenti indispensabili potrebbero essere andati perduti). resta il fatto che la natura e le cause di quei massacri non possono essere comprese se non nel contesto piu’ ampio della dissoluzione dell’Impero ottomano (a partire dalle guerre balcaniche del 1912-1913 che portarono all’espulsione di milioni di turchi dai Balcani).

      sul parallelo curdi/palestinesi invece sei completamente fuori strada: i curdi sono si’ discriminati nella loro identita’ culturale, ma la volonta’ politica e’ di eliminare le forme di discriminazione esistenti; per quanto riguarda i palestinesi, a differenza dei curdi soggetti alla pulizia etnica e alla colonizzazione, in uno ‘stato ebraico’ saranno invece obbligatoriamente cittadini di serie B (ma forse sarebbe piu’ rispondente ai fatti parlare di Lega pro) nei secoli dei secoli e senza possibilita’ di miglioramenti sostanziali. anche se e’ vero che le politiche del pugno di ferro negli anni ’90 della Turchia ricordano da vicino quelle di Israele durante tutta la sua storia…

      • vivaisraele scrive:

        Credo che tu sia fuori strada: in Israele gli arabi hanno rappresentanti in parlamento, partiti politici, sindacalisti, accesso atutte le strutture mediche, universitarie e di lavoro.
        I palestinesi potranno fare lo stesso nel loro stato se si decideranno ad accettare uno stato ebraico (tenderei a sottolineare l’unico stato ebraico esistente al mondo a dispetto di decine di stati arabi, islamici e mussulmani)

        • vedi, il problema dello ‘stato ebraico’… e’ che in realta’ si tratta di uno stato multietnico e multireligioso, visto che oltre il 20% della popolazione e’ composto da arabi di religione musulmana (e molti di piu’ ce ne sarebbero se non fossero stati vittime della pulizia etnica nel 1948 e durante tutto il corso della storia di Israele). in ogni caso, che vuol dire che ci sono ‘decine di stati arabi islamici e mussulmani’? nessuno si sarebbe mai opoosto alla creazione di uno stato ebraico si du in teritorio a stragrande maggioranza ebraica: la follia e’ stata quella di istituirlo laddove gli ebrei erano in netta minoranza e hanno duvoto far ricorso alla pulizia etnica (nel territorio assenato dall’Onu nel 1947, le proporzioni erano 55% ebrei e 45% arabi)

          ora, tu mi citi i parlamentari e i sindicalisti. bene: ma quanti ministri palestinesi mi puoi citare? da quello che mi risulta, in 60 solo uno. e perche’ UNO SOLO? perche’ i palestinesi non potranno mai far parte a pieno titolo – e assumere di conseguenza incarichi di governo – in uno stato i cui i palestinesi sono tutt’al piu’ ospiti sgraditi…

  3. mirkhond scrive:

    Come un fatto incontrovertibile è che fino a pochi anni fa nel civile e democratico occidente, non gliene fregava niente a nessuno degli Armeni, perchè non ci si poteva guastare i proficui rapporti con la Turchia, nostra amica ed alleata, oltrechè baluardo prima contro il comunismo e poi contro l’Iran…
    Poi,cambiano i governi e stranamente, la Turchia diventa l’orco cattivo….dopo quasi un secolo da quei tragici eventi….
    I diritti umani e le tragedie vengono tirate fuori solo quando fa comodo, come insegna il recente caso libico….

  4. Pingback: Serzh Sargsyan in Italia | Istanbul, Avrupa

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