Ho parlato nei giorni scorsi della coraggiosa svolta di Carlo Panella: che ha affidato in rapida sequenza al Foglio e a Libero la pubblicazione di articoli sulla Turchia basati sui fatti e non sui pregiudizi, in cui viene analizzato il progetto politico dell’Akp di Erdoğan – democrazia, modernizzazione, sviluppo – con invidiable onestà intellettuale e senza ridicole accuse di islamismo o autoritarismo. Apriti cielo! Nonostante sia un grande sostenitore di Israele, gli zelanti propagandisti di Informazione corretta – che hanno la tendenza a drammatizzare in modo eccessivo la realtà – non l’hanno mandata giù e si sono esibiti in un attacco durissimo. A loro la parola, a voi i commenti.
E’ destino che Carlo Panella, ogni 30 anni o giù di lì, prenda una cotta per un dittatore. Gli sucesse con Khomeini, che scambiò come il liberatore della Persia che cacciava il bieco Reza Palhavi, non accorgendosi, anche se era sul posto, che con l’arrivo di Khomeini era la fine di qualunque libertà. Non ci voleva molto a valutarlo, ma l’esigenza di vedere in ogni rivoluzione il seme della libertà, rende ciechi.Panella, onestamente, lo ammise dopo, quando capì, e ne ha fatto oggetto anche di un libro-confessione, arrivato però trent’anni dopo. Adesso è l’ora di Erdogan, ne scrive con simpatia e fiducia, travisando i misfatti che il gradasso turco compie
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Non mettiamo certo in dubbio l’amore di Panella per Israele, e ci sembra più che lecito criticarne gli atti di governo. Ma Panella, che pure è profondo conoscitore del mondo arabo, forse tra i più informati, come testimoniano i suoi libri, tutti segnalati nella nostra rubrica ‘libri raccomandati’, ha preso un’altra volta la sbandata. I giudizi su Erdogan e la politica del suo governo non sono degni di un esperto di cose islamiche quale Panella è. Guarirà in fretta, o dovremo aspettare qualche decennio ?

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Scrivere su Foglio e Libero non mi sembra una garanzia di attendibilita. Quanto alla sostanza lo shah di Persia era un feroce dittatore, anche se molto gradito agli USA, come è diventato un dittatore Khomeini, ma la rivolta che porto alla cacciata dello shah non puo essere liquidata come un mero movimento di sostegno ad una dittatura islamica. Erdogan è un dittatore islamico ? Penso che l’essenza della dittatura in Turchia sia legata al libero massacro dei kurdi da parte dell esercito, senza alcun freno governativo. Neanche Israele è una democrazia, visto che continua a pretendere di poter espellere, vivi o morti, tutti quei cittadini e tutte quelle persone che non giurano fedelta al sionismo. La simpatia di informazione corretta per lo Shah è sintomatica della sua tendenza dittatoriale.
dittatori o non dittatori non conta, l’unico aspetto rilevante e’ essere ‘amici’ o meno di Israele. comunque, tu parli della Turchia mlitarizzata degli anni ’90: e ti assicuro che quella di oggi e’ gia’ decisivamente cambiata e sta continuando a farlo. prova a ripescare qualche intervento sulla quesione curda negli ultimi mesi…
ma su informazione corretta non dicono nulla sul fatto che Israele è uno dei paesi che ha violato e continua a violare decine di risoluzioni del consiglio di sicurezza dell’Onu e che spesso viene condannato da Amnesty International per violazione dei diritti umani??? vergognamoci per loro!!!
Sono d accordo che la situazione sia migliorata relativamente in Turchia con Erdogan ma le stragi
di kurdi e la negazione di qualsiasi diritto (ivi compreso l uso della lingua) rimangono e questo non può fare della Turchia un paese democratico. D altra parte, come gia scrivevo precedentemente, oggi neanche l Italia si puo definire un paese democratico, viste le stragi di immigrati in mare, le condizioni disumane della detenzione nei CIE, la assoluzione per voto parlamentare di mafiosi e soci.
Sono abituato a vedere le cose una per volta e per ordine di importanza.
Sono convinto che Erdogan debba ancora dimostrare, nei fatti che contano, di essere un democratico ma non è questo il punto.
Nemmeno i kurdi preferiscono i militari all’AKP ma che la loro resistenza sia qualcosa di più avanzato culturalmente e politicamente è ben certo. E ciò intralcia la politica populista di Erdogan.
Può essere questo che lo infastistisce e lo rende tardo oppure è l’opportuinismo della realpolitik che lo spinge a considerare gli effetti della propaganda militare-kemalista che ha fatto diventare kurdofobo la gran parte del popolo turco? A ciò non so rispondere.