Lunedì il quotidiano turco Sabah ha pubblicato la lista dei responsabili e degli esecutori materiali dell’eccidio della Mavi Marmara: nome per nome, dal capo di stato maggiore israeliano Gabi Ashkenazi ai singoli commandos che avrebbero partecipato all’operazione. Ad identificarli – secondo quanto riporta Sabah – sarebbero stati i servizi segreti (Mit): che avrebbero utilizzato Facebook e altri social networks per carpire utili informazioni. L’ufficio del procuratore di Istanbul che conduce l’inchiesta ha smentito una richiesta in questo senso, ha rivelato che la lista è stata fornita dai legali dell’Ihh (l’organizzazione umanitaria artefice della tragica spedizione a Gaza).
Questa è la lista dei soldati, spero che a nessun buontempone salti in mente di definirla “antisemita”:
Agai Yehezkel, Aharon Haliwa, Alex Shakliar, Amir Ulo, Amir Abste, Amir Shimon Ashel, Anna Strelski, Anton Siomin, Aram Zehavi, Ariel Brickman, Ariel Karo, Ariel Rifkin, Ariel Yochanan, Arnon Avital, Assaf Bryt, Avi Balut, Avi Bnayahu, Avi Mizrakhi, Avi Peled, Aviad Perri, Aviel Siman, Avihay Wizman, Avihu Ben Zahar, Avishay Levi, Avishay Shasha, Aviv Edri, Aviv Kochavi, Aviv Mendelowitz, Baruch (Barry) Berlinsky, Basam Alian, Ben-Zion (Benzi) Gruver, Bnaya Sarel, Boaz Dabush, Boaz Rubin, Boris Schuster, Dado Bar- Kalifa, Dan Dolberg, Dan Harel, Daniel Kotler, David Shapira, David Slovozkoi, David Zini, Eden Atias, Eden Atias, Efraim Aviad Tehila, Efraim Avni, Eitan Ben-Gad, Elad Chachkis, Elad Itzik, Elad Shoshan, Elad Yakobson, Eli Fadida, Eli Yafe, Eliezer Shkedi, Elik Sror, Eran Karisi, Erez Sa’adon, Eyal Eizenberg, Eyal Handelman, Eyal Zukowsky, Gil Shen, Gur Rozenblat, Gur Schreibmann, Guy Givoni, Guy Hazut, Haggai Amar, Hanan Schwart, Harel Naaman, Hila Yafe, Ido Nechushtan, Ilan Malka, Itay Virob, Liran Nachman, Michelle Ben-Baruch, Miki Ohayon, Moshe Tamir, Nadav Musa, Nathan Be’eri, Nezah Rubin, Nimrod Schefer, Nir Ben-David, Nir Dupet, Nir Ohayon, Niv Samban, Noam Keshwisky, Ofek Gal, Ofer Lahad, Ofer Levi, Ofer Winter, Ofer Zafrir, Ofir Edri, Ohad Girhish, Ohad Najme, Omer Dori, Omri Dover, Or Nelkenbaum, Oren Bersano, Oren Cohen, Oren Kupitz, Oren Zini, Pinkhas Buchris, Raz Sarig, Ron Asherov, Ron Levinger, Ron Shirto, Ronen Dan, Ronen Dogmi, Roi Elkabetz, Roi Oppenheimer, Roi Weinberger, Sahar Abargel, Shai Belaich, Shaked Galin, Sharon Itach, Shaul Badusa, Shay Unger, Shimon Siso, Shiran Mussa, Shlomit Tako, Tal Alkobi, Tal Bendel, Tal Kommemi, Tal Ruso, Tamir Oren, Tamir Yadai, Tom Cohen, Tomer Meltzmann, Geva Rapp, Tslil Birbir, Udi Sagie, Uri Ron, Yair Keinan, Yair Palay, Ya’akov(Yaki) Dolf, Yaniv Zolicha, Yaron,Finkelman, Yaron Simsulo, Yehosua (Shuki) Ribak, Yehu Ofer, Yehuda Fuchs, Yehuda Hacohen, Yigal Slovik, Yigal Sudri, Yizhar Yona, Yoav Galant, Yoav Gertner, Yoav Mordechai, Yochai Siemann, Yochanan Locker, Yom-Tov Samia, Yonathan Barenski, Yonathan Felman, Yoni Weitzner, Yossi Abuzaglo, Yossi Bahar, Yossi Beidaz, Yotam Dadon, Yishai Ankri, Yishai Green, Yuval Halamish, Zion Bramli, Zion Shankour, Ziv Danieli, Ziv Trabelsi, Zuf Salomon, Zvi Fogel, Zvi Yehuda Kelner.

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Non antisemita, ma di pessimo gusto, scusa se mi permetto.
Queste “liste” fanno bene a stare nell’ufficio di un procuratore o di un giudice, dove, una volta si sia giunti a giudizio, sono pubbliche ma non pubblicizzate.
Chi, per varie ragioni, ha bisogno di consultarle può farlo (ci mancherebbe), ma pubblicate in rete sono liste di proscrizione.
Per non parlare delle possibilità d’errore, della non verifica sulle fonti, della discrezionalità delle stesse, della discutibilità delle metodologie impiegate (se sono quelle che tu descrivi) e della possibilità di mettere in mezzo gente che non centra nulla.
Anni fa il Giornale pubblicò una lista di pedofili condannati, due amici di amici erano omonimi di due di loro, capisci cosa vuol dire vivere in un piccolo paese, essere l’uno molto amico dell’altro, e trovarsi in quella lista.
Oltre tutto nessuno nel mio giro leggeva il Giornale, quindi ci vollero diversi giorni per capire come mai alcune persone ti avevano tolto il saluto e la tabaccaia non ti sorrideva più.
Vinsero la causa, ovviamente, ma ci volle molto tempo prima che tutti in paese capissero che non centravano nulla.
Ed erano due ragazzi sui vent’anni, normalissimi, non vecchi bavosi che passavano il loro tempo davanti alle scuole.
Figurati se su quella lista c’è un normale ufficiale della marina israeliana, che non ha mai fatto male a nessuno, che è andato in marina magari proprio per non dover andare di pattuglia nei territori, che si occupa di idrografia o di guerra di mine, e che è stato infilato lì per errore.
Però è davvero un marinaio israeliano. Al primo esaltato che passa questa lista sembrerebbe ancora più credibile, solo per questo fatto.
Se qualcuno gli spare come la mettiamo?
Ricordiamoci il caso Clabresi.
Dopo decenni non sappiamo chi ha buttato giù dalla finestra Pinelli, l’unica cosa che possiamo escludere è che fu Calbresi.
Ma se lo chiedevi a quelli che facevano contro inchieste negli anni ’70 quella era la loro unica certezza.
E, probabilmente, per questo motivo qualcuno ha sparato a Calbresi.
E per questo motivo Sofri e compagni, che sono molto, molto, molto probabilmente innocenti, si sono fatti la galere.
Il problema della Mavi è il sistema israeliano, non i suoi esecutori materiali, non farmi dire che sono solo soldati che ubbidiscono agli ordini, perché non lo penso, ma non è idnividuando “il mostro” che si risolve il problema.
il parallelo pedofili/soldati israeliani secondo me non regge: nel primo caso, i procuratori/giudici hanno un ruolo effettivamente operativo, hanno la facolta’ d’incriminare e punire gli eventuali colpevoli; nel secondo, questa facolta’ e’ molto teorica e poco concreta: e quella lista ha l’obiettivo di mettere pressione a Israele con metodi magari poco ortodossi ma piu’ efficaci di quelli formali.
Pienamente d accordo sulla critica, prima di tutto perche la responsabilita è del governo israeliano e non degli esecutori materiali. Quanto a Pinelli e Calabresi, mi pare che Calabresi fosse assente in quel giorno ma anche che fosse il responsabile gerarchico dell ufficio. Difficile stabilire chi uccise entrambi. Potrebbe essere qualcuno vicino ai veri esecutori della strage di piazza fontana, su cui si stava indagando ?
Ho un parere ben preciso sulla storia della Mavi Marmara: nel migliore dei casi, un grave caso di incompetenza da parte dlle FFAA israeliane; nel peggiore, un vero e proprio eccidio ingiustificato (e grottescamente presentato come “legittima difesa”). Tuttavia, diffondere i (presunti, btw) nomi dei soldati israeliani coinvolti è qualcosa di assolutamente osceno e pericoloso. A cosa serve, se non a rendere quegli uomini (del cui diverso grado di responsabilità o colpevolezza, posto ve ne sia, nulla si sa) oggetto di rappresaglia (magari “trasversale”…). Lei mette le mani avanti: “Questa è la lista dei soldati, spero che a nessun buontempone salti in mente di definirla “antisemita””. In effetti, mi pare qualcosa di peggio.
rispetto ovviamente il tuo parere, improntato al buon senso. e non voglio trovare una giustificazione a tutti i costi per la diffusione di questa lista, corredata da foto: a me sembra semplicemente il gesto estremo – sicuramente discutibile, probabilmente inopportuno e pericoloso – di chi cerca giustizia senza possibilità di ottenerla (e anzi, si sente dire che fondamentalmente se l’è cercata… o vede in tv gli autori materiali della strage trattati da eroi)…
Quante delicatezze per gli assassini!
Poveri ragazzi obbedivano agli ordini, la stessa motivazione degli ufficiali nazisti per discolparsi.
Il giornale turco fà anche di più, pubblica le fotografie dei poveri ragazzi …le esecuzioni mirate le hanno inventate proprio gli israeliani ed hanno colpito anche intellettuali che nulla avevano a che fare con la lotta armata o innocenti camerieri norvegesi di origine mediorientale.
E’ giusto che provino paura e se ne stiano rinchiusi in quella gabbia di psicopatici assassini che chiamano “stato” invece di andare per il mondo rubando passaporti ed assassinando.
Pubblicare nomi e foto potrà sembrare discutibile, e in casi normali lo è, ma questo non è un caso normale, ricordo come noi italiani continuiamo ad ignorare quali soldati israeliani abbiano ucciso a sangue freddo il giornalista e fotoreporter Raffaele Ciriello nel 2002 a Ramallah, visto che il Il governo israeliano, nonostante la precisa richiesta del governo e dalla magistratura italiani di far conoscere il nome dei militari che componevano l’equipaggio del carro armato che crivellò di colpi il povero Ciriello, si è sempre rifiutato di farlo, tantomeno di far interrogare gli assassini dalla nostra magistratura, nonostante il trattato di collaborazione giudiziaria stipulato tra i due paesi e nonostante siamo un paese amico!!! Il procedimento penale è stato perciò archiviato, e non è stato pagato alcun indennizzo ai parenti!!
purtroppo in Italia non si comprende fino a che punto (scrissi un articoletto sul futurista online – poi riversato qui sul blog – sulla manifestazione in occasione del primo anniversario, a Istanbul) la Turchia sia rimasta traumatizzata da quell’evento e dall’odiosa campagna propagandistica di chi cerca di far passare le vittime per violenti o terroristi. guarda un po’ com’e’ stata ribattezzata la linea di battelli che porta alle famose isole del mare di Marmara? http://mavimarmara.net/