“Io sono, più di ogni altra cosa, quel che non sono riuscito a compiere. La più vera delle vite che indosso, come un fascio di serpenti annodato a un’estremità, è la vita non vissuta”, scrive lo scrittore rumeno, di sangue e cultura armena, Varujan Vosganian, già ministro dell’Economia e delle Finanze di Bucarest. Il suo “Libro dei sussurri” (Keller, euro 18.50, pagine 480) è un commovente tributo, lirico e massimalista, alla tragedia oscura del suo popolo, e della sua gente; non c’è odio, e non c’è rancore per l’atroce genocidio turco: c’è pietà, c’è fedeltà alla storia, c’è tanta umanità.
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Qualche anno fa, Miguel Martinez nel suo vecchio blog, accennò ad una popolazione turca vivente in Romania o nella Moldavia ex sovietica, non ricordo bene, popolazione turca che si serviva di un alfabeto armeno o era armenofona, ma non saprei dirne di più, in quanto l’articolo risale a qualche anno fa, e non ho riferimenti più precisi…
lo chiedi tu a Miguel o lo faccio io?
Chiedilo tu, perchè i miei ricordi possono essere imprecisi…
ciao