Cobra e Predator


Tre elicotteri da combattimento Cobra (AH-1W Super Cobra), forse anche i droni Predator o Raptor (equipaggiati con missili Hellfire e bombe a guida satellitare): ovviamente da impiegare nell’offensiva contro le posizioni del Pkk in Iraq settentrionale. Sono gli armamenti avanzatissimi che il Pentagono ha intenzione di vendere quanto prima alla Turchia: l’ennesima dimostrazione dell’importanza strategica dell’asse turco-americano (altro che il “cambio di asse” – da Ovest a Est – di cui è stata accusata Ankara da parte di ambienti neo-con e filo-israeliani!), che diventerà il perno fondamentale del sistema di alleanze Usa nel Grande Medioriente dopo il ritiro dall’Iraq alla fine di quest’anno.

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3 risposte a Cobra e Predator

  1. Valerio scrive:

    mmmm

    Non è proprio uno di quei contratti suntuosi, l’esercito turco, nella sua aviazione leggera, ha da anni i Cobra (23) e i super Cobra (nè comperò una dozzina, ma la metà dovrebbe essere fuori servizio), non si tratta di macchine d’avanguardia, il discorso cambierebbe se si trattasse di Apache, ma sono molto costosi e la Turchia si è chiesta più volte se comperarli o no.

    I super Cobra sono una soluzione da “mercato dell’usato di qualità” (volo del proptotipo nel 1965, versione super degli anni ’80), che è poi il metodo tradizionale dell’esercito turco per modernizzarsi senza spendere molto. L’esercito americano, d’altro canto, sta passando agli Apache (solo i marine restano con i Cobra), ed ha un sacco di ottimi elicotteri da vendere a prezzi stracciati.

    L’Apache è molto più potente del Cobra (forse i marines non sarebbero d’accordo, ma loro usano la versione potenziata viper del super cobra, e solo per i tagli di bilancio non hanno già cambiato elicottero), ed è già diffuso in molti altri paesi della regione (Arabia Saudita, Israele, Emirati Arabi, Grecia, Egitto, Israele, Kwait, mentre Pakistan e Iraq potrebbero comprarlo), dove spesso a sostituito proprio il Cobra (ancora in uso in Iran -vecchi pre 1979-, Bharain, Giordania, Israele -seconda linea- Pakistan).

    Mentre la Turchia è già in grado di costruire da sola i propri UAV (anche se non certo potenti e complessi come i Predator, almeno per ora, ma avrebbe un progaramma nazionale proprio della classe del Predator).
    Comunque la Turchia ne gestisce già 6 (ed è una delle 4 nazioni che se lo possono permettere, assieme ad Italia, UK e USA, cui tra breve si aggiungerà la Germania)

    L’UAV “Raptor” non mi risulta invece, non ti riferivi per caso al caccia di ultima generazione? Sarebbe una notizia clamorosa, ma un contratto di questo tipo sarebbe sulla bocca di tutti.
    Non è che è un errore di battitura per il MQ-9 Reaper, la versione d’attacco del Predator (ed anche di questa versione la Turchia gestisce già 4 unità).
    Il Predator normale non porta molti missili helfire, mentre il Reaper ha una potenza di fuoco che fa invidia a più di un aereo d’appoggio tattico leggero.

    • hai ragione su tutta la linea! in effetti, a me interessava il significato politico della decisione: visto che la Turchia sta cercando di acquistare nuovi ‘SuperCobra’ da svariati anni e solo negli ultimi giorni dovrebbe aver ricevuto un parziale via libera (da quello che ho capito, ne avrebbero voluti piu’ di tre). in ogni caso, se non ricordo male dovrebbero i T-129 ‘italo-turchi’ dovrebbero essere sfornati per il 2013…

  2. Pingback: Gli Usa, la Turchia e la lobby sionista | Istanbul, Avrupa

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