The Dönme. Jewish Converts, Muslim Revolutionaries, and Secular Turks


Continuo nella presentazione – solo presentazione, l’analisi dopo che li avrò letti – dei libri trovati nello scatolone/forziere; e visto che se ne sta parlando nei commenti, passo a quello sui cripto-ebrei di Salonicco: The Dönme. Jewish Converts, Muslim Revolutionaries, and Secular Turks di Marc David Baer (Stanford University Press, 2009).

Questa è la descrizione che ne fa l’editore:

This book tells the story of the Dönme, the descendents of Jews who resided in the Ottoman Empire and converted to Islam along with their messiah, Rabbi Shabbatai Tzevi, in the seventeenth century. For two centuries following their conversion, the Dönme were accepted as Muslims, and by the end of the nineteenth century rose to the top of Salonikan society. The Dönme helped transform Salonika into a cosmopolitan city, promoting the newest innovation in trade and finance, urban reform, and modern education. They eventually became the driving force behind the 1908 revolution that led to the overthrow of the Ottoman sultan and the establishment of a secular republic.

To their proponents, the Dönme are enlightened secularists and Turkish nationalists who fought against the dark forces of superstition and religious obscurantism. To their opponents, they were simply crypto-Jews engaged in a plot to dissolve the Islamic empire. Both points of view assume the Dönme were anti-religious, whether couched as critique or praise.

But it is time that we take these religious people seriously on their own terms. In the Ottoman Empire, the Dönme promoted morality, ethics, spirituality, and a syncretistic religion that reflected their origins at the intersection of Jewish Kabbalah and Islamic Sufism. This is the first book to tell their story, from their origins to their near total dissolution as they became secular Turks in the mid-twentieth century.

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3 risposte a The Dönme. Jewish Converts, Muslim Revolutionaries, and Secular Turks

  1. mirkhond scrive:

    Penso che ormai siano appurati i legami tra i Dönme e i Giovani Turchi, che, come hai ricordato, mossero proprio da Salonicco nel 1908, per la loro rivoluzione liberale che avrebbe avuto le conseguenze nefaste che tutti conosciamo, e non solo per colpa dei Giovani Turchi…
    Più controversa, al riguardo, è invece l’origine dell’erede e continuatore repubblicano dei Giovani Turchi, e cioè di Mustafà Kemal, poi Ataturk (1881-1938).
    Da quel che ho letto, vi sono almeno tre scuole di pensiero in merito.
    Quella antisionista ed “antisemita”, diffusa sia nei paesi musulmani che in certe frange di destra occidentali, che ritengono Ataturk un cripto-ebreo, un dömne, insieme allo staff dirigente liberale giovane turco, e poi kemalista.
    Quella albanese, diffusa in Albania, che vede in Ataturk un albanese di Macedonia, fondata sullo studio dello storico turco Sertoğlu, del 1970.
    E infine la tesi circassa, che trovai in un forum di circassi di Turchia (forum che affermava l’origine circassa anche del generale Buyukanit, che invece, per Blondet è un dömne).
    Insomma un bel casino, una macedonia è proprio il caso di dirlo, macedonia che però non meraviglia chi si approccia alla complessa e affascinante (e a tratti inquietante) realtà ottomana…
    ciao

  2. massimo scrive:

    é interessante che si faccia sempre maggior luce sul ruolo dei dönme (in ambiente cristiano-cattolico il loro corrispettivo si ha nei “frankisti”, da Frank, ebreo polacco di fine XVIII secolo, “convertitosi” al Cattolicesimo…anche in quel caso corrono voci su presunte ascendenze frankiste di svariate personalità polacche, fra cui lo stesso “poeta nazionale” Adam Mickiewicz che in realtà nacque in Lituania ed é conosciuto dai lituani come Adomas Mickevičius, come testimonia una via di Kaunas, la capitale della Lituania interbellica, fino alla prima, brutale, sovietizazione del 1940)…concordo pienamente con Mirkhond sui disastri causati dalla rivoluzione del luglio 1908, in cui oltre all’elemento dönme fu evidente pure quello massonico, altro tema da approfondire (del resto dönme e Grande Oriente sono spesso legati, anche nella storia della Türkiye Cumhuriyeti proclamata il 29 tişrin-i evvel 1339 secondo il calendario allora in uso ovvero 29 ottobre 1923)…nessuno, credo (tranne certi integralisti islamici) vorrà esaltare il lungo regno, per certi versi tirannico, di Abdülhamit II (1876-aprile 1909, ma esautorato de facto dall’estate 1908) ma il regime che sorse dalla rivoluzione “macedone” del 1908 si rivelò presto come qualcosa di molto peggio…esso debuttò favorendo i massacri degli Armeni di Adana (1909), per quanto-va detto-già Abdülhamit II avesse massacrato gli armeni nel 1895-1896 e altri abbiano ascritto i massacri del 1909 ai partigiani del vecchio regime come parte di una “strategia della tensione” in salsa ottomana; soprattutto il nuovo regime é colpevole di aver spinto la turchizzazione all’eccesso, alienando gli arabi nel Vicino Oriente e le minoranze etnico-religiose in Anatolia e in Europa, rendendo più facili le “spoliazioni” del 1912-1913 (I e II guerra balcanica): come si sa la Turchia perse il vilayet di Ioannina (che in parte sarà poi conteso fra i Greci e il nuovo Stato albanese, proclamato esattamente 99 anni fa, il 28/11/1912 ad opera di Ismail Bey Qemali già funzionario ottomano), il vilayet di Üsküb (Skoplje, Skopje) andato ai serbi, il vilayet di Monastir (Bitola, Bitolja) diviso fra greci e serbi, il vilayet di Selanik andato in gran parte ai greci e il resto ai bulgari e anche parte della Tracia, rischiando di perdere addiritura Edirne (Adrianopoli, in bulgaro Odrin) che, caduta in mano ai bulgari nel marzo 1913 venne riconquistata nel luglio 1913 approfittando della II guerra balcanica in cui Serbia, Montenegro e Grecia combatterono l’ex-alleato bulgaro per giunta spalleggiati dalla Romania che mirava alla Dobrugia meridionale da lei ottenuta alla pace di Bucarest (10/8/1913).
    I “giovani turchi”, padroni assoluti della situazione dal gennaio 1913, sono poi responsabili di avere gettato la Turchia nella I guerra mondiale (attacchi turco-tedeschi ai porti russi del 29/10/1914 all’insaputa del Gran Visir Sait Halim Paşa ma con il consenso attivo di Enver Paşa che resta peraltro, secondo la mia opinione che non vale nulla, il più “simpatico” del Triumvirato, più di Cemâl Paşa e certamente più di Talât Paşa, colui che é maggiormente responsabile del genocidio degli Armeni).
    Essi sono responsabili dei massacri degli armeni nel 1915 e negli anni successivi e anche dei molto meno conosciuti massacri, attuati soprattutto dai Curdi, dei cristiani “assiri” o “caldei” (di tradizione siriaca orientale “nestoriana”) e dei siro-giacobiti.
    Più tardi il movimento e il regime kemalista, sorto a partire dal 19/5/1919 con lo sbarco di Mustafa Kemal Paşa a Samsun, che-pur NON dovendo essere in alcun modo confuso con i “giovani turchi”-traeva le proprie radici ideologiche sempre dalla rivoluzione del 1908, continuò l’opera, massacrando gli Armeni restanti (campagne di Kâzim Karabekir nel 1920-1921) ed espellendo, nel 1922-1923, le minoranze greche (intendiamoci, vi furono serie ragioni storiche e i greci pagarono infine la follia della “megali idea” coltivata da Eleutherios Venizelos e purtroppo continuata dal suo rivale Re Costantino, 1913-1917 e 1920-1922 insieme alla “smargiassata” dello sbarco e occupazione di Smirne, voluta da Lloyd George e Clemenceau nel 1919 anche in funzione anti-italiana), senza dimenticare i Curdi, duramente repressi e trasformati come per incanto in “turchi della montagna!
    Si passò così dalla Turchia plurale del 1908 alla Turchia “turca, solo turca e puramente turca” del 1938, allorché si poteva dire “Ne mutlu türküm diyene”. Fu veramente un bene ? (anche se di Atatürk, fra tante altre cose, io salvo la riforma dell’alfabeto del novembre 1928, un gesto veramente utile e necessario che richiedeva una mano di ferro per imporsi).
    Non lo so…e se fu un male, allora dovranno comparire davanti al tribunale della storia (anche) le responsabilità dei dönme.

  3. massimo scrive:

    un ringraziamento a mirkhond per aver sunteggiato, in breve, le posizioni delle tre principali scuole di pensiero relative all’origine etnica di Atatürk

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