Segnalo un superbo articolo appena pubblicato sulla rivista Electronic Journal of Turkish Studies: ”The Sons of Two Fatherlands. Turkey and the North Caucasian Diaspora, 1914-1923” di Ryan Gingeras. Gingeras è l’autore di Sorrowful Shores. Violence, Ethnicity, and the End of the Ottoman Empire 1912-1923, un libro molto utile per comprendere il contesto storico (le conseguenze delle guerre balcaniche del 1912-1913 e l’espulsione di massa dei musulmani che risiedevano nelle terre perdute dall’Impero ottomano) in cui avvennero i massacri degli armeni (e non solo degli armeni o dei cristiani: è proprio questo il punto!) del 1915; il tema dell’articolo, che aspande i riferimenti del libro, è l’identità politica dei circassi a cavallo tra la fine dell’Impero e la creazione della Repubblica. L’articolo è di carattere accademico e potrà risultare indigesto a molti: ma cimentarsi in queste letture è indispensabile se si vuole comprendere il presente politico delle “guerre storiografiche” in Turchia al di là dello schemino idiota buoni/cattivi.
Istanbul, Avrupa
-
Articoli recenti
- La Turchia e i pregiudizi degli italiani (138)
- Cucina, cultura e arte della Turchia Ottomana (di Roberto Astuto)
- Defter – Poesia Turca Contemporanea (di Nicola Verderame)
- Marta Ottaviani e la strage di Reyhanlı
- Mediterraneo, un mare di sviluppo
- La Turchia e i pregiudizi degli italiani (137)
- kadikoy mercato delle donne
- Istanbul, Europa: I gecekondu di Istanbul
- La Turchia e i pregiudizi degli italiani (136)
- Guida ai trasporti di Istanbul, il dolmuş e il minibus
Archivi
- maggio 2013
- aprile 2013
- marzo 2013
- febbraio 2013
- gennaio 2013
- dicembre 2012
- novembre 2012
- ottobre 2012
- settembre 2012
- agosto 2012
- luglio 2012
- giugno 2012
- maggio 2012
- aprile 2012
- marzo 2012
- febbraio 2012
- gennaio 2012
- dicembre 2011
- novembre 2011
- ottobre 2011
- settembre 2011
- agosto 2011
- luglio 2011
- giugno 2011
- maggio 2011
- aprile 2011
- marzo 2011
Blogroll

E’ questo il punto: in Occidente si deplora giustamente la violenta scomparsa dell’elemento cristiano in Anatolia, romeo, armeno (di quello siriaco giacobita e nestoriano non gliene frega niente a nessuno), o almeno, la sua riduzione ad un lumicino semicatacombale, mentre si ignora il dramma di intere popolazioni musulmane balcaniche e caucasiche, espulse con logiche genocidarie dagli ex sudditi/vicini di casa cristiani nei Balcani, e dalla Russia zarista nel Caucaso, soprattutto con i Circassi/Adighè ma anche con Agiari, parte dei Ceceni ecc.
Uno dei pretesti per l’eliminazione dell’elemento armeno nell’Anatolia orientale da parte dei Giovani Turchi nel 1915, fu proprio il trovare nuovi territori a questi profughi musulmani balcanici e caucasici, scampati e/o espulsi dalle loro patrie, dove la vita era diventata impossibile per dei musulmani, e, per i Circassi specialmente, non è esagerato parlare di logiche genocidarie, in quanto la loro espulsione dall’Adighezia nel 1864 da parte dei Russi, vittoriosi dopo una guerra durata quasi un secolo, tra i Circassi dicevo, morirono almeno 300000-400000 persone durante il viaggio verso i porti del Mar Nero, dove li attendevano le navi per l’Impero Ottomano.
Questa marcia della morte, anticipa ed “ispira” quella altrettanto tragica avvenuta 50 anni dopo, e di cui stavolta le vittime furono soprattutto gli Armeni!
continuero’ ovviamente ad affrontare il tema
Pingback: The Sons of Two Fatherlands - Istanbul Avrupa - Webpedia
e si potrebbe citare anche la triste sorte dei Ceceni rimasti in Russia, non tanto in epoca imperiale (dopo il 1859 la situazione migliorò) quanto in epoca sovietica (persecuzioni continue e, dulcis in fundo, deportazione nel 1943-1944, poi revocata nel 1956-1958) e, recentemente, nella Russia postcomunista…
per quanto riguarda i Balcani ne parlerò un’altra volta ma credo sia opportuno ricordare che in una città come Veles nell’attuale Macedonia ove oggi non vi é quasi più un musulmano, a fine XVIII secolo vi si recitava il Corano e, stando ai viaggiatori, si aveva un’impressione medio-orientale, donne velate, muezzin…e lo stesso vale per altre città balcaniche…é vero che i musulmani (“Turchi” nel linguaggio comune) vivevano soprattutto nelle città ma questi dati fanno impressione….
Il saggio che citi è molto interessante, grazie!