Comincia oggi la visita del presidente armeno Serzh Sargsyan in Italia. Incontrerà Napolitano e Benedetto XVI; Gianfranco Fini, il cardinal Bertone e il sindaco Alemanno; visiterà la mostra su Dvin sempre a Roma e inauguerà la grande mostra sulla civiltà armena – “Armenia. Impronte di civiltà” – organizzata a Venezia. Sono davvero curioso di scoprire cosa diranno le autorità italiane sulla controversa questione del genocidio: di cui immagino Sargsyan non mancherà di parlare.
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il Papa probabilmente parlerà della conversione dell’Armenia, ad inizio IV secolo d.C, all’epoca del Re Trdat il Grande, primo Stato al mondo ad adottare ufficialmente il Cristianesimo…per quanto, non accettando il Concilio di Calcedonia (essenzialmente per ragioni politiche e anche perché in quello stesso anno erano impegnati a difendere le proprie libertà e la propria religione contro i Persiani sasanidi zoroastriani di Ardašēr II, 438-457 d.C), si pose da allora fuori dalla cristianità ortodossa (non sottovaluto certamente i vari tentativi di Unione e la presenza da secoli di considerevoli comunità armene unite né dimentico la “complessità” del Medioevo armeno che si espresse anche attraverso pauliciani e tondrakiani di cui più volte mirkhond ci ha intrattenuto, sempre con grande interesse…)
i nostri governanti daranno come al solito un colpo al cerchio e uno alla botte, cercando di non irritare i Turchi e forse ancor più qualcun altro che potrebbe non gradire possibili “accostamenti”…
Le visite ufficiali di capi di stato e di governo devono per forza svolgersi attraverso la diplomazia e non l’analisi storica, che, se fatta lucidamente, non si presterebbe a tali rapporti, fondantisi non su vere o presunte affinità culturali e interazioni storiche, quanto per questioni economiche e di rapporti di forza internazionali, aldilà delle eventuali simpatie o antipatie degli attori.
Insomma un “matrimonio d’interesse” e non di amore…
ciao
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