Wolfgang Feuerstein e i Lazi


Nuova traversata (del Bosforo), nuovo libro. Ma stavolta non vi consiglio di leggerlo, è deludente e inutile: The Uses and Abuses of History della storica Margaret MacMillan, che pensavo fosse un saggio di storiografia ma è in realtà un concione di episodi che dimostrano come il passato viene usato e abusato nel dibattito politico e intellettuale. Dice: ma perché ne parli? Perché nella lista di episodi citati ce n’è uno di nostro palese interesse: quello di Wolfgang Feuerstein, studioso turco, che negli anni ’60 diede ai Lazi del mar Nero (cristiani convertiti all’Islam, oggi divisi tra Turchia e Georgia) una lingua scritta che ha fortemente contribuito a suscitare in loro una rinnovta coscienza nazionale. Le autorità turche non videro di buon occhio queste attività di Feuerstein: che venne infatti arrestato, malmenato ed espulso – pur continuando a occuparsi della lingua e della cultura dei lazi a distanza.

About these ads
Questa voce è stata pubblicata in Turchia e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

19 risposte a Wolfgang Feuerstein e i Lazi

  1. Pingback: Wolfgang Feuerstein e i Lazi - Istanbul Avrupa - Webpedia

  2. mirkhond scrive:

    Ma questo Feuerstein cosa ci faceva in Turchia? Apparteneva alla locale comunità ebraica?
    Era un oriundo tedesco appartenente alla colonia di Kars, insediatavi dai Russi dopo il 1878?

  3. massimo scrive:

    credo che fosse un erudito tedesco “tout court”, interessato all’area….
    come é noto i Lazi (islamizzati da secoli) parlano una lingua caucasica meridionale, affine al georgiano, denominata “lazuri” che, come ha ricordato Giuseppe, non fu scritta sinché Feuerstein nel 1984 inventò un alfabeto latino ispirato all’ortografia turca per scriverla
    molto affine al “lazuri” é il “mingrelio” (parlato nella Georgia orientale, da cristiani) da alcuni considerato un semplice dialetto del georgiano (en passant, in parte mingrelio era il famigerato Lavrentij Pavlovič Berija); talora oggi alcuni, in Georgia (dove ci sono anche lazi) scrivono il “lazuri” anche in alfabeto georgiano
    la principale lingua caucasica meridionale é appunto il georgiano, scritto con il proprio antico e caratteristico alfabeto (ne esistono almeno due varianti, mkhedruli e khutsuri, una ecclesiastica e l’altra civile)
    alle lingue caucasiche settentrionali appartengono fra le altre l’avaro, il lezgo, il dergin, il tabasaran (parlate nel Dagestan russo), il ceceno (scritto in caratteri latini, parlato nella Cecenia “normalizzata” da Mosca) e, al sottogruppo nord-occidentale, il circasso, l’adygé (parlato nella R.A Adigezia, del tutto affine al circasso) e addirittura l’abkhazo, per quanto l’Abkhazia (in teoria georgiana, ex-Rep autonoma entro la RSS Georgia, oggi di fatto “indipendente” e in mano al Cremlino) sia situata a sud del Caucaso; tutte queste lingue, che furono in molti casi scritte in alfabeti latini dalla fine degli anni ’20 alla fine degli anni ’30 (alcune, come l’avaro ed il lezgo erano scritte anche in caratteri arabi nell’epoca delle rivoluzioni russe e nei primissimi anni di bolscevismo) sono scritte, per volere di Stalin, in caratteri cirillici dal 1938 circa, tranne il ceceno che é tornato all’alfabeto latino, almeno in esilio (non ho informazioni recenti sulla Cecenia sottomessa a Mosca); l’abkhazo in realtà, per concessione del padre Stalin, fu scritto in alfabeto georgiano dal 1938 al 1954 e solo allora passò al cirillico, con grande sdegno dei georgiani
    in un certo senso i lazi stanno ai georgiani come i hemşin agli armeni

    • mirkhond scrive:

      Aggiingiamo che il Lazuri è ciò che rimane in Anatolia di un’area linguistica preindoeuropea molto più vasta, penso al Hattico, idioma pre-ittita parlato nella valle del Kizil Irmak, e probabilmente all’Urritico/Urarteo, parlato nell’Armenia turca, nell’Armenia ex-sovietica e nel Kurdistan e parte dell’Azerbaigian (anche se questo idioma era più affine alle lingue caucasiche orientali moderne del Daghestan).
      Area preindoeuropea e verosimilmente, indigena in gran parte dell’Anatolia, via via soppiantata dall’insediamento di popolazioni indoeuropee con le loro lingue, come l’Ittita Luvio e Palaico, almeno dal 2300-2000 a.C., e poi il Frigio, l’Armeno, il Medo Iranico da cuisi svilupparono le lingue curde e,il Greco., e infine le lingue turche osmaniche.
      Resistette fino ad oggi solo l’area lazica, grazie alla morfologia del suo territorio stretto tra le Alpi Pontiche e il Mar Nero.
      Ancora ai tempi dell’Anabasi di Senofonte (400 a.C.), l’autore menziona diverse popolazioni caucasiche tra l’attuale frontiera armeno-georgiano-turca e la costa pontica, come i Macroni, Mossineci, Tibareni e Caldei o Calibi, forse anche i Paflagoni.
      A quei tempi solo le città costiere di Trapezunte, Cerasunte (Giresun) e Sinope, erano greche, mentre l’interno era caucasico.
      I Caldei/Calibi/Khaldi, stanziati a sud di Trapezunte/Trebisonda, dettero poi in epoca bizantina, nome all’intera regione costiera ad est di Amiso/Samsun.Infatti a metà del IX secolo dopo Cristo, gli imperatori romei, crearono il nuovo tema (provincia) di Khaldia, con capoluogo Trebisonda. Provincia che avrebbe costituito l’impero di Trebisonda, nel 1204, al momento della conquista franco-veneziana di Costantinopoli e dello smembramento della Romània. L’impero romeo di Trebisonda (1204-1461), rimasto confinato al territorio dell’antico tema khaldo, dalla presa selgiuchide di Sinope (1214), che lo isolò da resto del mondo romeo, potè resistere a lungo alla pressione turca, selgiuchide e poi ottomana, anche per la sua morfologia.
      A quest’epoca il Lazuri/Khaldo era ancora parlato nell’estensione presentata nella cartina postata da Giuseppe?
      Secondo Toynbee, il Greco(Romaico avrebbe soppiantato tutte le precedenti lingue non greche, ad ovest della linea Trebisonda-Kayseri-Silifke, intorno all’epoca di Giustiniano I (527-565 d.C.), ma il riemergere del termine pregreco Khaldia nel IX secolo dopo Cristo e il suo tenace perdurare nelle epoche successive, indurrebbe a pensare quantomeno ad un tenace sentimento regionale lazico.
      Sentimento che continua dopo la conquista ottomana, col termine Lazistan, che non è altro che l’adattamento osmanico della Khaldia bizantina!
      Ora, osservando la cartina rispecchia l’area di diffusione del Lazuri OGGI,
      oppure quella in cui è stata parlata in passato, tenendo conto che, allo stato delle mie conoscenze, il Lazuri è parlato ad EST di Trebisonda?

      • mirkhond scrive:

        La ragione per cui la sovracitata popolazione antica pontica sopravvive – i Lazi o Djani/Chani – dev’essere cercata nel carattere peculiare del loro paesaggio. I nuovi signori turcomanni d’Anatolia, figli delle steppe e degli ampi pascoli, rimasero impressionati dall’aspetto insolito del paese lazico, visto come un ‘mare di alberi’ nel loro immaginario. Nella ballata turca di “Dede Korkut”, un padre ammonisce suo figlio dal discendere dall’aperto yayla attraverso le nere valli del Ponto, dove sono appostati uomini armati nascosti nel folto tra gli alberi, a Trebisonda:
        Figlio, nel luogo dove vuoi andare, contorte e tortuose sono le vie;
        Paludi là vi sono, dove il cavaliere deve scendere e mai emerge;
        Foreste là vi sono, dove il rosso serpente non può trovare il sentiero;
        Fortezze là vi sono, le cui spalle si sfregano con il cielo…
        La tua destinazione è un luogo spaventoso. Torna indietro!

        • mirkhond scrive:

          Questa poesia raccolta nella ballata di Dede Korkut (XV secolo), spiega molto bene della lunga resistenza di queste terre pontiche all’avanzata ottomana.
          Resistenza che non fu solo politica, ma anche religiosa; l’Islam comincerà ad imporsi sulle montagne a sud e ad est di Trebisonda,solo nel XVII-XVIII secolo, e questa è una delle roccaforti del criptocristianesimo come visto anche nel recente film turco Yuregine Sor.
          Infine lo stesso premier Erdogan è originario di Rize, e i suoi avi vengono dall’Agiaristan ex sovietico, da dove fuggirono in seguito alle conquiste russe del XIX secolo.
          Nel 2004 Erdogan in visita in Georgia, affermò appunto di avere origini caucasiche e i suoi antenati erano stati cristiani ortodossi in epoche più lontane.
          Probabilmente, l’assenza di una lingua scritta, ha fatto si che i Lazi si servissero del
          Greco, poi evolutosi nel pontico Romeika, e infine del Turco, come lingua scritta e per le pubbliche relazioni, e ciò forse ha contribuito o a ridurne l’area linguistica, o ad essere considerati Romei tout-curt e poi Turchi.
          Di fatto, ancora nel 1858, il capitano Alessandro De Bianchi, chiama non solo la regione di Trebisonda Lazistan, ma chiama Lazi anche i suoi abitanti, siano essi Lazi autentici (che De Bianchi considera dei briganti, per via delle loro continue aggressioni a carovane e colonne militari ottomane), e Romei cristiani e cripto (Khrumlì), e usa i termini lazo e “greco” come sinonimi, generando confusione nei lettori della sua opera, Viaggi in Armenia, Kurdistan e Lazistan del 1863.

        • aledeniz scrive:

          Io ho un cognato originario di quelle parti, il mio nipotino, suo figlio, 4 anni, è il bambino più senza paura che abbia mai visto. Totalmente impavido. Quest’estate è stato con mamma e sorella da me in Inghilterra, a Legoland mia cognata gli ha comprato elmo, scudo e spada di San Giorgio, e con l’arco a tracollo, per un mese ha scorazzato indomito tra castelli e parchi inglesi brandendo la sua spada contro qualunque drago oltrepassasse la sua strada …

  4. massimo scrive:

    errata corrige:
    Georgia occidentale (per il mingrelio)

  5. aledeniz scrive:

    Io ho scritto e pubblicato quasi 7 anni fa i driver per windows (2003, XP, 2000 e NT 4) per il layout di tastiera per la lingua Lazuri. Ne ho scritto 2, uno per la tastiera “tyui”, ed uno per la tastiera “tipo”, questo il link per la “tyui”: http://ale.riolo.co.uk/2004/04/il-layout-di-tastiera-lazuri-q-tyui.html
    Ad ogni modo, all’epoca nessuno mi ha arrestato, malmenato ed espulso!

  6. aledeniz scrive:

    Tra l’altro, la richiesta della Signora (l’esame del DNA per stabilire il grado di Turchità) è talmente senza senso che non ci si riesce a credere (io non riesco a credere che Gül si sia pure sentito in dovere di risponderle, tra l’altro con un’altra risposta senza altrettanto senso).

  7. mirkhond scrive:

    Credo che richiesta e risposta senza senso, come hai detto giustamente, hanno purtroppo senso in un paese ossessionato a lungo dallo smembramento dell’Impero Ottomano, e dal bisogno ossessivo di raccogliersi stretti stretti attorno al monolite kemalista, per la difficoltà di superare vecchi traumi, ancora fin troppo vivi nel sentimento turco di oggi.
    Da qui la risposta belina riguardo alla famiglia Satoğlu di Kayseri di “purissima origine turcomanna”!
    Non dimentichiamo che per molti in Turchia, ancora oggi, essere Armeni o di (lontana) origine armena, può essere considerata una macchia di tradimento in virtù delle suddette ossessioni kemaliste….
    ciao

  8. mirkhond scrive:

    Del resto da ambienti vicini al presidente Gül, pare che sia stato consigliato alla signora Aritman, di finirla con questa storia, in quanto la suddetta signora, deputata e originaria della regione di Smirne, potrebbe avere ascendenze romaiche….
    I paradossi dell’ossessione nazional-kemalista….

  9. Miguel Martinez scrive:

    Che io sappia, Wolfgang Feuerstein dovrebbe essere un tedesco tout court. Ne parla il bellissimo libro sul Mar Nero di Neal Ascherson.

  10. Miguel Martinez scrive:

    Per Massimo

    Finora, nessuno è riuscito a dimostrare un’effettiva parentela tra i tre gruppi di lingue cosiddette caucasiche, anche se ci sono alcuni elementi simili. Ma forse non più di quelli che ci sono tra le lingue indoeuropee e quelle semitiche. Vedasi Einführung in die kaukasische Sprachwissenschaft di Georgij A. Klimov.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...