Bernard Lewis è l’orientalista per eccellenza: graniticamente convinto che l’Occidente (in cui – ebreo e sionista – colloca anche Israele) sia bello e buono, che il mondo islamico sia brutto e cattivo. I suoi libri e saggi infarciti di sfacciata propaganda e di sconclusionate previsioni puntualmente smentite dai fatti (soprattutto sull’Iran) sono ben noti e ridicolizzati da studiosi meno influenzati dalle proprie fedeltà politiche: ma sono rimasto estremamente sorpreso nel leggere – in un suo libricino recentemente pubblicato dalla Hoover Institution, The End of Modern History in the Middle East – che l’Akp è un partito “fondamentalista”, che la stampa del partito (ma non capisco bene a cosa si riferisca) rivela posizioni “anti-cristiane, anti-semite, anti-occidentali, anti-liberali, anti-moderne”, che i suoi leader mostrano affinità con gli elementi più estremisti dell’Iran e di alcuni pesi arabi. Farneticanti parole in libertà, senza alcun sostegno fattuale: da affidare al macero della storia prima che gli Anders Breivik (o le Marta Ottaviani) le facciano proprie.
Istanbul, Avrupa
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Credo che le farneticazioni dello studioso siano finalizzate all’annoso problema della sopravvivenza dello stato di Israele, questa sorta di esercito accampato su suolo nemico da oltre 60 anni.
Un paese che non riesce a trovare pace, che si aggrappa al carro di un occidente con cui nella storia ha avuto da spartire quasi sempre dolorose esperienze di segregazione e oppressione…
I popoli ebraici, soprattutto gli Askhenaziti, nucleo fondante e dirigente dell’accampamento fortificato khazaro, dovrebbero cercare piuttosto di riscoprire la loro vera radice semitica e mediorientale e sciogliersi finalmente in quell’Oriente semitico e levantino da cui ha origine la loro religione….
Gli Ebrei nella loro lunga storia, sono stati quasi sempre meglio in paesi musulmani che in quelli cristiani, e questo Lewis lo sa benissimo.
E poi quest’annosa, stucchevole stantia e madornale sciocchezza dell’antisemitismo islamico e addirittura arabo…
Ma l’Islam non è nato in un paese SEMITICO? Anzi la QUINTESSENZA stessa della SEMITICITA’ che è la penisola araba?
Mi fa ridere sentire di antisemitimo arabo, quando gli Arabi sono oggi i VERI semiti, a cominciare dai perseguitati e oppressi Palestinesi, VERI DISCENDENTI delle due piccole popolazioni cananee dell’età del Ferro, gli Israeliti/Samaritani e i Giudei, la cui storia ad un certo punto, diventa lo starordinario cammino religioso che ha cambiato per sempre il mondo….
Infine l’ antisemitismo turco, il colmo dei colmi….
Ma se gli Askhenaziti sono in gran parte discendenti dei Khazari, popolo TURCO delle steppe euroasiatiche tra Mar Caspio e Mar Nero, e dove per TURCO, si deve intendere una realtà multietnica dominata da una classe dirigente turcofona, caratteristica questa COSTANTE nei tanti imperi TURCHI, sia pre che islamici, e di cui l’Impero Ottomano non è stato che la più famosa emanazione…
Arthur Koestler non sarà stato certamente un grande storico nè un grande esegeta, ma il suo capolavoro LA TREDICESIMA TRIBU’, dovrebbe esser compresa e meditata nel profondo da chi si sente autorizzato a distribuire patenti di antisemitismo a destra e a manca…..
ciao
Credo che Lewis sia degenerato con gli anni… ha scritto anni fa cose abbastanza belle sui rapporti tra impero ottomano ed Europa. Un po’ come la Ida Magli, si vede, che gli anni che passano a volte possono fare danno.
Di Lewis ho letto i Musulmani alla scoperta dell’Europa del 1969 e la Storia degli Arabi tra VII e IX secolo dopo Cristo. Libri preziosi da cui tratto i termini come Frangistan, sinonimo musulmano e orientale per Occidente, oltre alla genesi dell’Islam e al suo tormentato passaggio da fede “etnica” araba a credo universale.
Si, purtroppo la vecchiaia non è sempre sinonimo di saggezza, ma come Lewis, Ida Magli e il defunto Giorgio Bocca ci insegnano….
magari e’ determinante la natura – accademica o propagandistica – dei suoi scritti…
Di Lewis ho letto un paio di libri per il mio corso in Storia del Medio Oriente Moderno (alla turchissima ODTU), e devo dire che mi è parso tutto fuorchè nazi-sionista-occidentalista, mostrando anzi uno spiccato interesse per le peculiarità del mondo arabo in generale.
Poi, chiaramente, la mia conoscenza dell’autore è meno che superficiale.
quali libri? perche’, per l’appunto, ce ne sono di ottimi: in cui dimostra una conoscenza eccellente del mondo arabo e della Turchia (libri di parecci decenni fa, pero’)
Lewis in passato si mostrò anche apertamente anti-cristiano e, entro certi limiti filo-musulmano (del resto, quasi sempre almeno sino al XIX secolo, i suoi correligionari hanno manifestato una posizione filo-musulmana e anti-cristiana: dobbiamo ricordare l’appoggio dato agli Arabi nel 711 d.C allorché invasero la Spagna o la costante posizione filo-ottomana nei secoli del Rinascimento e della prima Età Moderna ?)….io ritengo che Lewis prenda le attuali posizioni per pure ragioni politiche….se Erdoğan proclamasse urbi et orbi che il popolo palestinese non esiste, come ha fatto Newt Gingrich, Lewis sosterrebbe che l’AKP é democratico al 1000 per 1000, che i Turchi sono giusti, buoni e santi e che gli Armeni sono nazisti che dovrebbero prostrarsi ai piedi dei Turchi che ne hanno risparmiati fin troppi !
Ricordiamo però che l’appoggio ebraico sefardita dato alla conquista araba della Spagna nel 711-720 d.C., così come pure per quella del Medio Oriente e Africa romane, si dovette alle dure persecuzioni antiebraiche, scatenate dalle auorità politico religiose bizantine e visigote spagnole, per costringere i Giudei a diventare cristiani.
Riguardo sempre alla Spagna, i rapporti sefarditi-musulmani, peggiorarono (come pure nel Maghreb), solo al tempo delle due dinastie fondamentaliste sunnite berbere degli Almoravidi (1060-1147) e degli Almohadi (1130-1269), che costrinsero molti Sefarditi a cercare rifugio nei regni CRISTIANI spagnoli del nord, eredi dei Visigoti, come la Castiglia/Leòn (solo a Toledo nel XII secolo c’erano 12000 Ebrei!), e in Egitto, come il celebre Mosè Maimonide (1135-1204).
ciao
Gli Almohadi inoltre, dettero il colpo di grazia a ciò che restava del cristianesimo latino magrebino, gli Arariq, gli eredi dell’Africa di San Cipriano e Sant’Agostino di Ippona (oggi Bona), forse anche per timore di una quinta colonna filofranca, in seguito ai tentativi normanni di stabilire una testa di ponte africana tra Tunisi e Tripoli, partendo dalla Sicilia, da poco conquistata, negli anni 1134-1160.
Cartagine è menzionata come sede episcopale per l’ultima volta nel 1192, nei documenti pontifici.
Per gli Ebrei invece, in parte sopravvissero con forme di stretta “taqiyya” (erano berberi
e/o berberi arabizzati, convertiti al Giudaismo a partire da un paio di secoli prima di Cristo), e in parte videro rimpinguare le loro comunità, da profughi sefarditi, fuggiti in varie ondate dalla Spagna dei re cattolici, tra XV e XVII secolo.
ciao
errata corrige: gli AFARIQ, gli Africani, termine arabo per indicare i Cristiani latini e latinofoni dell’Ifriqiyya, dell’Africa maghrebina romana ad ovest dell’Egitto.
Raglio sionista non sale in cielo.
per mirkhond
interessantissima, e tragica, la storia della TOTALE estinzione della Cristianità autoctona nel Nord Africa di lingua latina (a differenza di quanto avvenne in Egitto e in Vicino Oriente, ma a somiglianza di quanto, probabilmente avvenne in Sudan*)
come tu sai, specialmente fra ’800 e ’900 vari studiosi si interessarono al problema, cito solo L.R. Holme “The extinction of the Christian Churches in North Africa”, London 1898
Quasi tutti evidenziano il (presunto) indebolimento causato dai Vandali nel V secolo e presentano un cristianesimo ormai in declino all’epoca dell’invasione araba (647 d.C, uccisione del patrizio Gregorio che si era autoproclamato Imperatore nella battaglia di Sufetula=Sbeitla; 670 d.C, fondazione di Kairouan; 683 d.C, celebre “cavalcata all’Oceano” di Oqba; 698 d.C, presa definitiva di Cartagine e fine dell’Esarcato d’Africa, studiato da Diehl).
Tuttavia studi più recenti e scoperte archeologiche hanno mostrato che il Cristianesimo sopravvisse.e anche, in misura minore, la lingua latina
Nella Libia italiana sono state trovate iscrizioni in latino del X-XI secolo d.C
Addirittura a Kairouan é stato trovato un epitaffio datato 1040, ind 1 (pubblicato da Saumagne nel 1929); é molto probabile che l’Era utilizzata sia quella “cristiana alessandrina” con partenza dall’8/9 d.C e tuttora in uso in Etiopia (essa é strettamente collegata con l’Era alessandrina del mondo, con partenza dal 5493 a.C, in modo che 5501 Mundi=1 Christi, un tempo usata anche a Costantinopoli, ad esempio dal celebre Teofane il Confessore nella sua cronaca dell’inizio del IX secolo d.C e poi soppiantata fra i romei da quella bizantina del mondo, con partenza dal 1/9/5509 a.C, che fu usata in Russia sino al 1700 e che in Valacchia era ancora utilizzata nel 1768); in tal caso 1040=1047/1048 d,C che guarda caso é appunto un’indizione 1. Se ciò é corretto, si può affermare che esisteva un cristianesimo autoctono di lingua latina nel cuore della Kairouan islamica a metà XI secolo d.C, regnando Enrico III (1039-1056), grande Imperatore francone, troppo spesso negletto dalla storiografia.
Questa interpretazione é rafforzata dalla presenza a Kairouan di un altro epitaffio coevo in latino (i paleografi concordano) datato, a quanto sembra (la lettura non é certissima), 6543, ind 4 e dunque utilizzante un’Era del mondo, verosimilmente quella alessandrina; in tal caso esso corrisponderebbe al 1050/1061 d.C, che é appunto un’indizione 4.
Uno potrebbe chiedersi a questo punto se l’influenza egiziana sulle cristianità nord-africane (evidenti dalla cronologia e note anche dalla storiografia arabo-islamica, posteriore di secoli ma che sovente attingeva a buone fonti) non abbia influito anche sulla liturgia o forse addirittura sul dogma (gli egiziani erano, si penserebbe, copti), per quanto la Cristianità nord-africana dell’XI secolo (intervento di Gregorio VII, 1073-1085) e del XII secolo ci appaia come ortodossa e in unione con Roma.
Come tu dici con estrema esattezza, furono gli Almohadi a dare il colpo di grazia a quella Cristianità nell’ XII secolo ed entro la metà del XIII secolo, per quanto ne sappiamo, il Cristianesimo autoctono era estinto (tradizioni cripto-cristiane rimasero presso certi gruppi berberi ma con il passar del tempo dimenticaromo il loro significato).
Ciao
PS n° 1
*la Nubia come é noto fu cristianizzata nel VI secolo d.C all’epoca di Giustiniano (527-565 d.C) e dal VII/VIII secolo al XIV secolo vi fu un Regno di Nubia, talora potente, cristiano (secondo Ernst Stein, se non mi sbaglio, per giunta ortodosso; in tal caso é probabile che, nonostante Teodora, i missionari inviati nel VI secolo d.C, quando fra l’altro fu chiuso l’ultimo tempio pagano a Philae dove esistono iscrizioni demotiche dell’11/12/452 d.C e dove si sono trovati geroglifici del 24/8/394 d.C, fossero ortodossi; pare improbabile che fossero monofisiti e poi siano passati all’ortodossia nella seconda metà del VII o nell’VIII secolo d.C quando non era più possibile alcun collegamento diretto con Costantinopoli, a meno di una conversione “politica” per differenziarsi dagli egiziani e dagli etiopi, come ce ne sono state tante).
In Nubia in genere, come in Egitto, si usava l’Era di Diocleziano (detta in genere “dei Martiri”) con partenza dal 284/285 d.C, talora affiancata dall’Egira come negli epitaffi di Sakinya risalenti al X secolo d.C e scoperti dal nostro Ugo Monneret de Villard che con la sua celebre “Storia della Nubia Cristiana” contribuì a fare conoscere quella splendida e obliata civiltà; da allora la ricerca ha fatto molti progressi.
Nella Nubia si usava una lingua detta “vecchio nubiano” scritto in caratteri greci con alcuni segni demotici (forse collegata all’antico “meroitico”); sono state trovate anche iscrizioni greche.
PS n° 2
sempre per mirkhond
qualora tu sia su facebook potremmo eventualmente discutere là di argomenti “non strettamente attinenti” al tema, riservando gli spazi del blog per le questioni “turche” o quantomeno correlate.
Altrimenti, io sono molto favorevole a continuare così, ma non vorrei che, abusando della sua “ospitalità”, si esaurisse la “pazienza” del curatore del blog !
errata corrige
6543=1050/1051 d.C
nel XII secolo e non “nell’XII”
caro massimo, spero invece che vogliate e possiate continuare qui: primo, perche’ quello che scrivete a me interessa particolarmente; secondo, perche’ in ogni caso puo’ interessare ad altri frequentatori del blog; terzo, perche’ l’ampio contesto storico e geografico che esaminate e’ a mio avviso indispensabile per comprendere la reale posta in gioco nella Turchia del XXI secolo
ottimo
grazie per l’ospitalità
sarà un vero piacere continuare le “discussioni” su questo blog
Per Massimo
Non sono iscritto su facebook, e grazie alla gentilezza di Giuseppe, possiamo benissmo discutere qui di questi argomenti ad ampio raggio.
ciao
Sulla Nubia cristiana, apprendo con interesse da te, che era una società cristiana calcedoniana, mentre io ero rimasto alla missione monofisita inviatavi dall’imperatrice Teodora nel VI secolo dopo Cristo.
Comunque sia, la riconquista giustinianea dell’Africa latina, riportando il dominio romano dal Mar Rosso all’Atlantico, permise anche la ripresa della missione cristiana tra i Berberi, tra i quali non vi erano solo gli antichi sudditi più o meno romanizzati del retroterra di Tripoli, di Cartagine, di Ippona e di Septem Fratrem (Tangeri), ma anche in nuovi arrivati, giunti nel V-VI secolo dopo Cristo, dal retroterra sahariano per via della crescente desertificazione dell’area.
Berberi che avevano avuto i primi contatti nordafricani direttamente con i Vandali (430-534 d.C.)
La riconquista giustinianea dell’Africa romana e la repressione delle rivolte di vecchi e nuovi Berberi (534-548 d.C.), non solo permise la ripresa dell’opera missionaria cristiana, documentata già a partire dai Martiri Scillitani nel 180 d.C., ma addirittura all’invio di missioni nello stesso Sahara. Qui ricordiamo, (solo per mancanza di ulteriori informazioni da parte nostra), l’erezione di una diocesi ortodossa a Ghadames, oasi oggi al confine tra Libia, Tunisia e Algeria ed estremo saliente settentrionale dell’immensa area abitata dai Tuareg, nei secoli VI-VII (l’oasi di Ghadames venne presa dagli Arabi nel 667 d.C., che vi trovarono appunto una popolazione, presumibilmente berbera tuareg CRISTIANA e con il proprio vescovo), e una missione cristiana inviata dall’imperatore Giustino II (565-578 d.C.), addirittura tra i più remoti Garamanti del Fezzan. Garamanti che forse abbracciarono l’Ortodossia Cristiana calcedoniana.
Secondo alcuni studiosi questi Garamanti, organizzati in un fiorente regno al centro dei traffici sahariani, potrebbero essere proprio gli antenati dei Tuareg.
ciao
Quanto alla Nubia cristiana, nell’Egitto meridionale, tra Aswan e il Mar Rosso, presso l’antica città di Berenice, sopravvive ancora oggi una popolazione nubiana bilingue arabo-cuscitica, e parzialmente CRISTIANA copta. Lo stesso tra i sudanesi Begia, discendenti dei barbarici Blemmi di epoca romano-bizantina, abitanti ancor oggi nel retroterra del Mar Rosso di Suakin e Port Sudan.
I Begia, uno dei popoli più remoti e lontani dalla civiltà, se civiltà è sinonimo di occidente, sono in gran parte islamizzati e parzialmente arabofoni, ma in parte pare che vi siano ANCORA dei CRISTIANI, anch’essi credo Copti.
Pare che i Blemmi/Begia, fossero stati evangelizzati un pò prima, o addirittura nei primi secoli della dominazione musulmana in Egitto, e la loro islamizzazione (sia nell’Egitto meridionale intorno ad Aswan che sulla fascia costiera sudanese tra Egitto ed Eritrea, cominciasse nel XIII secolo, coll’immigrazione di tribù beduine arabe provenienti proprio da nord dell’Egitto.
ciao
per quanto riguarda la Nubia, io lessi anni fa in una raccolta di articoli in varie lingue del dotto bizantinista Ernst Stein, autore fra l’altro di un articolo fondamentale su “Postconsolato e autokratoria” nel mondo bizantino e di un libro su Giustino II e Tiberio II Costantino (578-582 d.C) per non citare la Storia classica in due volumi (il primo in tedesco, il secondo in francese) dal 284 al 565 d.C, che egli riteneva che, almeno verso l’VIII secolo d.C (se non ricordo male) i Regni nubiani fossero ortodossi e ciò mi aveva colpito, ma purtroppo non ho approfondito…la questione meriterebbe di essere valutata meglio. In effetti, a prima vista, pare strana una successione di questo tipo
1. monofisiti (missione di Teodora)
2. ortodossi (data imprecisata, ma verso VII/VIII secolo d.C)
3. monofisiti (come pare certo fossero nel Tardo Medioevo e come sono i rarissimi resti che tu menzioni)
La (virtuale) estinzione del Cristianesimo nubiano é molto probabilmente da mettere in relazione con la scomparsa della lingua “vecchio nubiana” il cui ultimo testo datato, per quanto mi consta, risale al 1485 d.C (i primi dovrebbero essere della fine dell’VIII secolo d.C). Interessanti notizie, anche se brevi, sul “calendario lunare” in uso in Nubia cristiana verso il IX secolo d.C si ha nella fondamentale opera di padre Venance Grumel, Traité des éetudes byzantines II. La chronologie, che senza dubbio conosci a fondo e che mi “catturò” quando la lessi oltre 15 anni fa….
errata:
études
Ciao, a presto
Sempre per Massimo
Un tuo connazionale e omonimo, Massimo Centini, mi sembra che abbia pubblicato uno studio sulla Legione Tebana, la celebre semileggendaria legione romana composta da egiziani cristiani, che sarebbe stata perseguitata all’epoca di Diocleziano e Massimiano nel tardo III secolo dopo Cristo, proprio dalle tue parti e nell’insieme del futuro spazio geopolitico borgognone-sabaudo.
Ieri, navigando in internet, ho letto che l’argomento ha generato una controversia tra gli studiosi, tra le posizioni “tradizionaliste” cattoliche che sostengono la sostanziale autenticità di questa legione cristiana e dei suoi martiri, e chi invece pensa che si tratti di una leggenda cristiana, attribuibile ai vescovi di Lione del V-VI secolo dopo Cristo, per facilitare la conversione dell’establishment burgundo ariano all’Ortodossia calcedoniana latina, e cementare intorno a prestigiose figure di soldati cristiani, il nuovo regno cattolico.
Sta di fatto che San Maurizio e compagni sono stati venerati per secoli dalle tue parti e nel complesso borgognone-sabaudo-svizzero vallesano, e, cosa che mi incuriosisce, le fattezze di San Maurizio, ricordate nell’arte franca dal XIII secolo, lo rappresentano con fattezze MORESCHE, facendo ritenere agli storici tradizionalisti che la Legione Tebana, fosse reclutata nell’Egitto meridionale, e tra Nubiani!
Ne sai qualcosa a proposito?
ciao
per mirkhond
non so nulla di particolare, tuttavia ti dico la mia opinione…
io tendenzialmente sono un ammiratore del grande Beloch e quindi nella storia antica (e non solo) sono molto, molto critico* (il che non mi impedisce di essere cattolico) e questa vicenda mi sembra apocrifa per i seguenti motivi:
1. non vi é alcuna prova indipendente, seria e “altra” (cioé non-cristiana) che sia mai esistita una Legio Thebana all’epoca di Diocleziano (e il numero ?); é CERTO che non esisteva sino a metà III secolo d.C in quanto conosciamo esattamente le legioni esistenti sotto Severo Alessandro (222-235 d.C); é possibile che sia stata creata da Diocleziano (ma in tal caso solo dopo la rivolta egiziana e l’usurpazione di L. Domitius Domiitianus, da porre nel 297 d.C in quanto il suo anno 1 é il 296/297 d.C e l’anno 2 é il 297/298 d.C, quando inizia anche la nuova monetazione standardizzata e cessa la gloriosa monetazione alessandrina, continuatrice dello standard fenicio di epoca tolemaica; che io sappia esiste ancora l’anno 12 di Diocleziano=295/296 d.C dei tetradrammi alessandrini) quando vi furono rivolgimenti di ogni genere, ma ne dubito
2. gli scrittori e gli storici dell’epoca (pochi ne convengo) e gli epitomatori successivi avrebbero fatto un accenno a tale enormità, se non i pagani (Aurelio Vittore, Eutropio, Eunapio di Sardi che purtroppo non ci é giunto, Zosimo) almeno i cristiani da Lattanzio in poi
3. falsificazion enormi, spesso neppure in cattiva fede (almeno nel senso odierno) furono molto frequenti
Considerando però che “non c’é fumo senza arrosto” (come dice il saggio popolo) é possibile e forse anche probabile che sia esistito un piccolo distaccamento (forse addirittura una centuria) di soldati cristiani martirizzati, magari di origine nubiana e da lì sia nato il tutto (la presenza di uno o due nubiani può aver contribuito ad impressionare i valligiani che non erano abituati allora alla società multirazziale !); con il tempo, da maniipolo divenne “legione” secondo un processo che conosciamo bene anche ai giorni nostri.
Il culto di S. Maurizio é diffuso specialmente nel Piemonte settentrionale, in Valle d’Aosta, nella Svizzera meridionale e in Savoia, un po’ meno nelle mie zone (Albese, in provincia di Cuneo).
Ciao
*: P.S:
ad esempio sono molto scettico sulla storia romana repubblicana e, pur evitando le esagerazioni del primo Pais (1899), sono d’accordo con Beloch in molte interpretazioni “razionalistiche” della storia romana del V secolo a.C; addirittura, andando oltre Beloch, ho qualche dubbio sull’autenticità dei Fasti consolari anche dal 485 a.C e almeno sino al 367 a.C (per gli anni 506-485 a.C aveva seri dubbi anche Beloch, gli anni 509-507 a.C Beloch neppure li considerava, comr del resto l’epoca regia…pur ammettendo che la Monarchia ci fu, per ovvie ragioni filologiche e storiche). Per il resto sono spesso d’accordo con Gaetano De Sanctis (1870-1957), anche se un po’ più scettico di lui sulla “tradizione”; en passant io ammiro molto G. De Sanctis anche per ragioni extrastoriche: cattolico, si oppose all’intervento folle nel 1915, fra tra i pochissimi che nel 1931 rifiutò di giurare fedeltà al Fascismo e perciò fu privato della cattedra ma durante la II GM fu patriottico e antibritannico (senza tradire la Nazione come fecero tanti, pronti a strisciare di fronte allo straniero); nel dopoguerra, lui antifascista vero, si oppose all’epurazione dalle Accademie dei fascisti solo perché fascisti anche se con scarsi risultati e fu tra i pochissimi senatori a vita che abbiano veramente onorato la Repubblica; mi piace ricordare che a nominarlo fu il piemontesie Einaudi nel 1950, mi pare; dulcis in fundo, sempre imanifestò simpatia per la Germania (come ci si attende da un allievo di Beloch) e diffidenza per gli anglosassoni
Per Massimo
Grazie per le tue interessanti risposte, e le argomentazioni sulla Legione Tebana che mi sento di condividere.
Riguardo alla storia romana, repubblicana e imperiale classica e tardoantica, le mie letture fondamentali sono state Mommsen e Guido Clemente, oltre che Toynbee.
Sulla repubblica romana, secondo gli studi di Guido Clemente, essa sarebbe stata la conseguenza delle conquiste di Porsenna, il re di Chiusi che avrebbe scalzato i Tarquinii da Roma, per contendersi con essi, il possesso dell’Etruria meridionale e dell’accesso alle foci del Tevere e ai commerci che vi transitavano.
Concordo con te sul fatto che la più antica storia di Roma sia una rielaborazione fatta tra III e I secolo a.C., e speculare alla crescente potenza imperiale di un oscuro aggregato semitribale latino. Aggregato assurto appunto a potenza imperiale del Mediterraneo e bisognoso quindi di farsi un blasone che lo avvicinasse alle più antiche, colte e raffinate civiltà magnogreche e ellenistico-orientali. Vedasi l’Eneide, poema-manifesto politico di Roma e di Augusto.
ciao
Comunque sia è davvero interessante questo rapporto Piemonte/Arco Alpino Occidentale ed Egitto/Nubia, rapporto appunto che incomincia con la leggenda della Legione Tebana e di San Maurizio (cioè il Moro), ed arriva al Museo Egizio di Torino, il più grande del mondo dopo quello del Cairo, e che visitammo a 14 anni, tanto tempo fa…
Penso poi ad una consistente presenza maghrebina nel Piemonte di oggi (mi sembra che, solo a Torino, vi siano più di 13000 musulmani).,
Nel mezzo una serie di raids di musulmani andalusi-maghrebini, dal loro covo piratesco del Freynet/Frassineto, sulle coste provenzali, nell’889-973 d.C.
Raids spintisi su tutto l’arco alpino occidentale, con la conquista e incendio dell’Abbazia della Novalesa nel 906, quella nella Rezia/Grigioni nel 940 e addirittura al monastero di San Gallo nel 954 d.C!
Molti anni fa, soggiornando in Val di Susa nel periodo estivo, ospite da parenti, alcuni amici del posto mi dissero che tra i montagnini vi erano individui con fattezze moresche, che venivano attribuite a quelle lontane incursioni maghrebine!
E tuttavia è altrettanto probabile che le suddette fattezze siano dovute a più recenti e tragiche incursioni delle truppe coloniali francesi, composte da senegalesi e marocchini, nel 1944-45.
Truppe coloniali spintesi fino a Cuneo con le loro “marocchinate” (sulle quali nessun regista e nessun romanziere vi hanno dedicato film e romanzi).
Del resto nel disegno di vendetta francese per la vigliacca e opportunistica pugnalata mussoliniana alla schiena del 1940, la Francia pretendeva la Valle d’Aosta e mezzo Piemonte.
Disegno poi sventato dagli Americani, e limitatosi alla cessione di Tenda e Briga, rendendo le mutilazioni territoriali occidentali meno dolorose di quelle della Venezia Giulia, Istria e parte della Dalmazia.
ciao
per mirkhond
a proposito dei crimini dei francesi nel ‘45….per fortuna non arrivarono fino a Cuneo (del resto in provincia c’era un forte movimento partigiano, in buona parte “conservatore” e “monarchico” come in altre parti d’Italia)…il rischio di invasione ci fu ma fu sventato grazie in primis al Vaticano che intervenne sulle autorità USA tramite il rappresentante Myron Taylor (avente rango di Ambasciatore), come testimonia l’ultimo volume degli ADSS (Actes et documents du Saint-Siège)…in Val d’Aosta il rischio fu peggiore e i transalpini appoggiarono anche un movimento secessionista ad maiorem Galliarum gloriam, ma non credo vi siano state “marocchinate” (tranne, possibili e anzi probabili, casi isolati) in quanto era interesse di De Gaulle trattare bene i valdostani visti come fratelli “irredenti”…grazie all’intervento USA la Valle d’Aosta restò nostra, ma scroccò un’autonomia che fa la gioia di chi valdostano é ma irrita in sommo grado chi valdostano purtroppo non é…
Invece orrende “marocchinate”, come é noto, avvennero non lungi da te, in provincia di Littoria (Latina) nella seconda metà di maggio del 1944, ad opera delle truppe dell’infame e vile Juin (uno dei traditori vichysti che aprirono il Nord Africa agli americani nel novembre 1942, più tardi rallié a De Gaulle; en passant, io ritengo che l’8/11/1942, Operazione Torch, sia stato il vero punto di svolta della II GM, più della quasi coeva El Alamain e di Stalingrado; il tradimento di Vichy, largamente previsto del resto, almeno da chi conservava un po’ di cervello e conosceva la psicologia gallica, permise agli americani di minacciare per la prima volta seriamente l’Italia fascista e resa inevitabile la perdita prima della Libia e poi dell’intera Africa, preludio all’attacco al Continente che come tutti sanno avvenne la notte fra il 9 e il 10 luglio 1943 e fu grandemente facilitato dal tradimernto; da allora perdemmo la sovranità)
Ciao, a presto
da leggere assolutamente “Guerra totale. Tra bombe alleate e violenze naziste. Napoli e il fronte meridionale 1940-44″ di Gabriella Gribaudi (ma se ne parla anche in Canale Mussolini, di Antonio pennacchi… oltre che in paio di libri di storici locali che hanno lavorato sulla stampa dell’epoca, piu’ che negli archivi)…
errata
attacco alla Sicilia
Sulle “marocchinate” in Piemonte, ne ho sentito parlare solo sul libro di Messori&Cazzullo, I Misteri di Torino del 2004, in cui Messori parla di suo padre ufficiale della Repubblica di Salò, che, col suo reparto era stanziato proprio sulle Alpi Occidentali.
Parlando di queste vicende, Messori parla appunto di queste “marocchinate” che a suo dire sarebbero giunte fino a Cuneo.
ciao
può essere, per carità….però non hanno lasciato una tangibile “memoria storica” dunque saranno state molto rare….che io sappia i gollisti non giunsero fimo a Cuneo città;
le truppe della RSI svolsero un certo ruolo difensivo, encomiabile ma ovviamente taciuto, soprattutto più a nord e sul confine valdostano (nelle vallate cuneesi dominavano i partigiani)…non escludo però che abbiano svolto un ruolo simile anche nelle aree di Briga e Tenda (vicino all’estremo lembro della Liguria occidentale), all’ingresso della “vecchia” provincia di Cuneo.
Per quanto riguarda le amputazioni, quelle subite dal Piemonte furono piccole ma molto dolorose (almeno per i cuneesi) in particolare Briga e Tenda, che si aggiungono a Nizza 1860….
Per Massimo
Le popolazioni di Briga e Tenda nel 1947 optarono per l’Italia o decisero di restare e diventare francesi?
Seppur su scala ridotta, vi fu un esodo piemontese paragonabile a quello giuliano-istriano dalmata del 1943-1956?
ciao
per quanto ne so (e non é molto), le popolazioni manifestarono la loro italianità sino al 15/9/1947 (entrata in vigore del Trattato) poi si “adeguarono”, anche se qualcuno (forse non pochissimi) senza dubbio emigrò in Italia, in primis fra coloro che più si erano opposti all’annessione (é nota la durezza, per non dire la brutalità, del governo francese, ancora oggi, verso “secessionismi” e/o “separatismi”, “La France d’abord !”, “République une et indivisible !”, là non é certo il paese di Bengodi per gli allogeni, basti pensare all’Alto Adige, dove oggi é ormai “peccato” proferire il nome stesso d’Italia-e, sia chiaro tuttavia, che ritengo l’annessione dell’Alto Adige ingiusta !)
Un vero esodo non ci fu in quanto le condizioni erano molto diverse: innanzitutto valligiani e francesi non erano così diversi (almeno nella lingua) e poi la Francia non era un regime marxista-leninista come la Jugoslavia popolare del compagno Tito, nel 1947 ancora devoto al cosiddetto “grande” Stalin
A proposito di allogeni
Mi sembra che in questi ultimi anni stia rinascendo un movimento occitanico, tra le Alpi e i Pirenei, teso al recupero di tradizioni e linguaggi di cui anche la tua terra è parte.
Mi sembra che ci siano delle band musicali e poeti occitanici come il defunto Antonio Bodrero.
Anche l’attore Fernandel era un provenzale del Piemonte.
Attualmente tra Pirenei e Piemonte, qual’è lo stato delle parlate occitaniche? Sono confinate solo ai vecchi aldiquà e aldilà delle Alpi?
in Piemonte sono parlate solo nelle vallate e non in tutte, ma negli ultimi anni c’é stata una “rinascita” e un rinnovo di interesse culturale, che penso si sia esteso al lato francese; io sono dell’altra parte della provincia non a caso detta “Granda”, conosco meno le “aree” occitaniche
Ciao
E riguardo alla memoria sulle incursioni saracene di Frassineto nel X secolo?
qualcosa é rimasto…allusioni, fra i vecchi, ai Saraceni e allo spavento che provocavano….un po’ come, in Puglia e in altre regioni del sud, ai Turchi
Sul rapporto Francia-Piemonte, vi sono state almeno tre annesioni della tua terra alla Francia.
La prima nel 1536-1560 e 1548-1588 per il Marchesato di Saluzzo.
La seconda e la terza all’epoca rivoluzionaria e napoleonica con l’annessione di Nizza e Savoia nel 1792-1814-15, e del Piemonte nel 1798-1799 e 1800-1814.
La Francia, nel bene e nel male ha segnato profondamente la vostra storia, e purtroppo, anche quella degli altri stati e popoli italiani, per le ragioni di cui abbiamo parlato in un altro post.
Oggi in libreria ho visto il libro di Gino Nebiolo sul tentativo francese di annettersi il Piemonte, e la cartina con quelle aree piemontesi reclamate da Parigi.
ciao
verissimo, purtroppo
dopo la I invasione (terminata dopo il Trattato di Cateau-Cambrésis del 1559) Emanuele Filiberto (1553/1559-1580), che si era illustrato a Saint-Quentin nel 1557 alla testa delle truppe di Don Felipe II, trasferì la propria capitale da Chambéry a Torino, dando un contributo essenziale allo spostamento verso la Penisola delle mire dinastiche, processo di cui abbiamo già discusso e che entrambi riteniamo “esiziale” anche se, per i noti avvenimenti, “necessario”.
Ciao.
Un carissimo Auguro di Buon Anno a te a tutti i frequentatori del blog
Ricambio e faccio anch’io gli auguri a Giuseppe e ai frequentatori del blog.
ciao