Il 19 maggio, in Turchia, si celebra la “Giornata dei giovani e dello sport”: in ricordo dello sbarco di Mustafa Kemal a Samsun nel 1919 che diede inizio alla guerra di indipendenza, con parate e coreografie – protagonisti i giovani studenti – negli stadi. Da quest’anno, su decisione del governo, le celebrazioni negli stadi non ci saranno più: perché le prove sottraggono troppo tempo allo studio, perché parecchi si ammalano (in alcune zone della Turchia fa decisamente freddo anche ad aprile), soprattutto perché la nuova Turchia democratica dell’Akp non vuole avere più niente a che fare con un militarismo di stampo fascista; sì, fascista: perché l’ispirazione per la festa del 19 maggio – per la prima volta nel 1938 – venne proprio dall’Italia di Mussolini. Niente più stadi e parate, solo celebrazioni più sobrie e meno ostentate nel perimetro delle scuole; e modifiche dello stesso tipo, per dare un’immagine nuova e diversa della Turchia, verranno introdotte per legge (modificando le norme introdotte dalla giunta golpista del 1980) anche riguardo le feste del 23 aprile (dell’infanzia) e del 29 ottobre (della Repubblica). Le opposizioni nazionalista e kemalista, prigioniere del passato, sono insorte: per la Turchia si prospetta una “guerra della memoria” – sui simboli politici – senza esclusione di colpi (bassi).
Istanbul, Avrupa
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il 15 maggio i greci di Venizelos erano sbarcati a Smirne…proprio negli stessi giorni in cui i “paladini dell’onore e dela giustizia” (Clemenceau, Lloyd George e aggiungiamoci pure Wilson, in queste cose “orientali” un po’ defilato) promettevano Smirne all’Italia !
come é noto Mustafa Kemal sbarcò a Samsun, diretto in Anatolia orientale, come ispettore di un’Armata agli ordini del Sultano, ma una volta sul posto, sfruttando l’incendio provocato dallo sbarco degli odiati “yanuni” a Smirne, decise di iniziare la lotta che tre anni dopo ebbe la sua conclusione militare (armistizio di Mudanya dell’ottobre 1922, che provocò la fine politica di Lloyd George e in un certo senso annullò quello di Mudros, del 30/10/1918) e quattro anni dopo ebbe il suo epilogo con la proclamazione della Repubblica turca, il 29 ottobre 1339 (1923)
E magari sarebbe anche l’ora che smettessero di recitare a scuola quel terribile discorso: Ey Turk Gencligi! col suo carico di nazionalismo becero.
il 23 aprile commemora la famosa risoluzione della Grande Assemblea Nazionale, ad Ankara, del 23 nisan 1336 (1920)
“nuova Turchia democratica dell’Akp” e il 148 posto per libertà di stampa (http://en.rsf.org/press-freedom-index-2011-2012,1043.html) non vanno proprio a braccetto… Sti giornalisti saranno tutti golpisti contro la fulgida democrazia di Erdogan???!!!
no, quelli accusati di attivita’ eversiva sono pochissimi: la maggior parte dei giornalisti in galera sono accusati di favoreggiamento del Pkk. personalmente, ritengo sbagliato e controproducente la carcerazione preventiva e non credo che il sostegno al Pkk debba avere rilevanza penale: anche perche’ tutto cio’ e’ in contrasto con alcuni dei principi base della democrazia. ma in tutto questo discorso la liberta’ di stampa e l’attivita’ giornalistica c’entrano ben poco: perche’ NESSUNO e’ in galera per aver criticato il governo…
(FORMALMENTE) nessuno… pure in Russia li arrestano dicendo che violano la privacy o tolgono le frequenze con la scusa dei conti non in ordine! E’ chiaro che non diranno mai che li arrestano per aver criticato il governo! Neanche in Iran lo dicono…
posso provare a spiegarti meglio: solo che sei tu sei convinto che i musulmani sono cattivi, evito di perdere tempo…
Premesso che i mussulmani non c’entrano nulla… ho citato l’Iran, ma potevo citare Russia (come tra l’atro ho fatto) o Birmania, dove non sono mussulmani; premesso che, nonostante sia convinto che Erdogan non è un santo e (può) rappresentare un pericolo per un paese che DEVE rimanere laico, penso che l’AKP qualche passo avanti l’ha fatto… mi sembra che un po’ di obiettività ci voglia, perchè non è che l’AKP abbia trasformato la Tuchia nella Svezia; ma al massimo ha trasformato un apparato burcocratico-autoritario di stampo laicista, con uno burocratico-autoritario di altro stampo (forse meno autoritario su certi aspetti, ma di più su altri). Certo che se si crede a tutto quello che dicono i comunicati ufficiali di governo e AKP allora siamo a Wonderland… D’altronde, nel sito della Corea del Nord c’è scritto che Kim il-Sung aveva il potere di parlare agli uccelli.
‘un paese che DEVE rimanere laico’. posso chiederti cosa intendi per ‘laico’? posso chiederti in quali circostanze il primo ministro o qualsiasi membro dell’attuale governo ha affermato che la Turchia NON DEVE rimanere laica?
anche riguardo all’ ‘apparato burocratico-autoritario’, puoi spiegarmi di cosa si tratta in concreto? il significato di questo concetto sinceramente mi sfugge.
resta il fatto che, come gia’ ti ho spiegato, la totalita’ dei giornalisti attualmente in prigione non e’ accusata di aver criticato chicchessia: la stragrande maggioranza lo sono perche’ la loro attivita’ – pubblicistica e non – viene configurata dalle leggi anti-terorismo (a mio avviso eccessivi e illiberali) come favoreggiamento del Pkk, alcuni lo sono perche’ accusati di attivita’ eversiva. questi sono i fatti: se pero’ preferisci utilizzare lo slogan propagandistico ‘in Turchia ci sono piu’ giornalisti in carcere che in Cina’, di certo non posso impedirtelo…
Per laico intendo uno stato dove la religione rimanga il più possibile una questione privata. Non ho detto che Erdogan trasformerà la Turchia nell’Iran, ma che POTREBBE rappresentare un pericolo per la laicità (così intesa). Decisioni tipo quelle sulle imam-hatip non aiutano! Btw, nessuno realisticamente può credere che un partito di governo in Turchia dichiari apertamente di volere uno stato religioso. Manco il SP lo direbbe; questo però non significa necessariamente che non lo pensino.
Quella dello stato burocratico-autoritario è un’etichetta sviluppata dal politologo Guillermo O’Donnel http://es.wikipedia.org/wiki/Estado_burocr%C3%A1tico-autoritario, che ben si adatta alla situazione della Turchia degli post regime militare. L’AKP, che gioca con i liberali quando gli fa comodo, cambia obiettivi (i laici e la società civile non allineata) ma non stile.
Ripeto, anche in Iran non li arrestano in quanto giornalisti ma perchè spie dell’occidente o per attività eversiva (che – tra l’altro vuol dire – scrivere un libro contro il Gulen). Mi pare che in molti in occidente se ne stiano rendendo conto inclusi Reporters sans frontiers and freedom house, ma se preferisci puoi sempre fare il portavoce ufficiale dell’AKP in italiano.
1) l’Akp e’ al potere da quasi 10 anni: non credi abbia piu’ senso valutare quello che l’Akp ha fatto, piuttosto quello che POTREBBE fare secondo i suoi nemici fra cento anni?
2) O’Donnel parla delle dittature MILITARI dell’America LAtina negli anni ’60: con la Turchia di oggi (con quella del passato pre-Akp magari si’) non ha nulla a che vedere.
3) io non faccio il portavoce di nessuno: mi limito a esaminare i fatti, non mi faccio abbindolare dalla propaganda da quattro soldi e da ‘ragionamenti’ privi di senso logico.
4) mi permetto di darti un consiglio: liberati prima possibile dei filtri ideologici laici buoni / musulmani osservanti cattivi, altrimenti continuerai a capire ben poco di cosa sta accadendo in Turchia…