Il delitto d’onore turco contro i gay arriva al cinema


(da Il grande colibrì)

Che il delitto d’onore sia in Turchia una tragica attualità che colpisce in particolare gay e transessuali è purtroppo balzato agli onori delle cronache. Sarà perciò molto interessante seguire quale accoglienza avrà il film “Zenne”, dedicato ad un giovane studente di fisica ucciso quattro anni fa dal padre che ne aveva scoperto l’omosessualità. Il delitto, ancora impunito per la fuga dell’indiziato, rappresenta infatti un soggetto molto coraggioso per i realizzatori del lungometraggio che tuttavia non mancano del giusto spirito: alla vigilia del loro debutto al maggior festival cinematografico turco, l’Antalya Golden Orange Film Festival, Mehmet Binay e Caner Alper ebbero infatti il coraggio di dichiarare la loro relazione omosessuale, ma questo non impedì loro di vincere cinque premi. Tuttavia qualche speranza viene comunque anche dal paese mediterraneo: nei giorni scorsi, infatti, l’Alta Corte turca ha emesso una sentenza di condanna per il giornale “Vakit”, reo di aver definito perversi gli omosessuali: il giornale dovrà pagare una multa corrispondente a circa 2mila euro, mentre l’autore dell’articolo è stato sanzionato con meno di mille euro

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6 risposte a Il delitto d’onore turco contro i gay arriva al cinema

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  2. Francesco scrive:

    Domenica sono stato al gala di presentazione all’Avrupa Sinemasi di Diyarbakir, che ha fortemente voluto portare nel sud-est questo film. Erano presenti i due registi e i tre attori principali. L’accoglienza è stata calorosa, con la piccola saletta strapiena, gente seduta su sgabelli e in piedi. Il film è ben fatto e porta in superficie un argomento importantissimo per la Turchia e la sua democratizzazione. Hai fatto benissimo a segnalarlo!
    Parlando di cinema mi viene però voglia di segnalare che anche in Italia qualcosa accade: riguardo alla questione curda. Qui il servizio di Rai news sulla 4a edizione del Festival del cinema Kurdo a Roma:

    http://www.rainews24.it/it/canale-tv.php?id=25986

  3. Alessandro Tronconi scrive:

    Di come è vista l’omosessualità in questa zona di Turchia purtroppo non posso dire niente, perché non ho mai avuto occasione di parlarne con gli amici curdi. Mi fa però molto piacere sapere che a Diyarbakir ci sia stata questa accoglienza! Ringrazio anche Francesco per aver segnalato questo servizio di Rai News che non avevo visto: spero che questo e che l’intervista sul Tg 3 siano serviti a far conoscere quest’iniziativa per la cui organizzazione molte persone (me compreso) sono state coinvolte. Abitando vicino Milano non sono riuscito ad andare, però se volete ecco le foto della prima giornata: http://azadiya.blogspot.com/2012/01/festival-del-cinema-kurdo.html

  4. Francesco scrive:

    L’omosessualità nel kurdistan turco in generale non è ben vista, come si può immaginare. L’unica associazione LGBT del sud-est s trova qui a Diyarbakir, e riesce a muoversi solo fra mille difficoltà. Difficoltà quotidiane dei gay o dei trans locali, che non riescono a trovare lavoro, un appartamento da affittare, rispetto etc. E difficoltà in uqnato associazione di LGBT curdi. All’interno della lotta curda, fanno fatica a farsi accettare com omosessuali (solo le associazioni di donne, che vivono in qualche modo problemi simili, sono più disponibili al dialogo con loro); mentre all’interno della lotta per i diritti degli omosessuali in Turchia, fanno fatica a farsi acettare come curdi. Insomma un inferno.
    Questo generalizzando un pò. Poi certo, quelle duecento persone “sensibili” che riempiano la saletta di u piccolo cinema, si trovano anche qui….e meno male!

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