“Almanya: la mia famiglia va in Germania“, è un film tedesco, una commedia gradevole e garbata, il cui titolo originale è “Almanya – Willkommen in Deutschland”. Protagonista del film è la famiglia Yilmaz, emigrata in Germania dalla Turchia negli anni ’60 e giunta ormai alla terza generazione, il cui capofamiglia Huseyin compra una casa in Turchia e propone alla famiglia al completo, moglie, figli e nipoti, di accompagnarlo nel paese per risistemarla. Malgrado lo scetticismo iniziale, tutta la famiglia si mette in viaggio e alle avventure nella riscoperta terra d’origine si intrecciano i ricordi tragicomici dei primi anni in Germania di Huseyin, partito a cercare fortuna in Europa e raggiunto presto dalla moglie e dai figli piccoli, all’inizio veramente spaesati in una nuova patria dove vivere, i cui usi e abitudini sembrano veramente assurdi ai loro occhi. Il racconto procede così su due piani paralleli che si incontrano alla fine del film. La sceneggiatrice e la regista sono entrambe di origine turca ma nate in Germania, la pellicola è davvero divertente, a mio giudizio capace di fare un’ironia intelligente sull’emigrazione e sulla difficoltà dell’incontro culturale tra Turchia e Germania, senza scadere nella superficialità. Veramente azzeccata infine la scelta d’inserire durante la narrazione i filmati amatoriali di famiglie turche in viaggio verso la propria patria per le vacanze estive proprio come i protagonisti, una felice unione tra realtà e fantasia.
Istanbul, Avrupa
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Interessante…
Qual’è la regione della Turchia che si vede nel trailer?
sinceramente non lo so…
se non erro la famiglia dovrebbe essere originaria dell’Anatolia orientale.
comunque condivido il commento dell’autore del post, il film è davvero gradevole, con tratti di ironia, e di sano realismo. la famiglia è vista come un momento di tradizione, nel senso latino di traditio, con la volontà del nonno di mostrare ai membri più giovani la terra da dove tutto è cominciato.
Giustissimo l’aspetto che sottolinea Niccolò. Riguardo al paese d’origine in cui si reca la famiglia Yilmaz, nel film i protagonisti parlano di Anatolia orientale, una regione in cui non sono ancora stato e che la fotografia veramente curata mi ha fatto venir voglia di visitare appena possibile
L’ho visto poco tempo fa e concordo, è un film piacevole e profondo nello stesso tempo, in cui davvero come dici tu la famiglia è vista come momento di “traditio”, ma aggiungerei anche come momento di superamento delle difficoltà – dei membri o tra i membri – attraverso una profonda condivisione dei problemi.
Ho appena finito di vederlo. E’ un film bellissimo e ricco di sentimenti. Belle le figure di Nonno Husayn e del piccolo Cenk, bella tutta la famiglia che nel viaggio verso la terra d’origine si ritrova nell’amore e nelle tradizioni (vedasi il funerale del nonno e il desiderio di ricostruire la casa del villaggio, andata distrutta col tempo).
A me sarebbe piaciuto fare il cammino al contrario di quello di Husayn per ritrovare me stesso…
La terra originaria dovrebbe essere nell’Anatolia del sudest, così almeno dice Canan, la giovane narratrice. E tuttavia nel finale il piccolo Cenk indica sulla cartina un’area verso i Monti di Dersim.
oi leggendo la sacra wiki in tedesco, da quel che ne capisco, i luoghi turchi dov’è stato girato il film, dovrebbero trovarsi nella regione di Smirne.
Cosa credibile dagli uliveti che danno all’ambiente un tocco paesaggistico molto simile a quelli della Terra di Bari scendendo verso Fasano.
Insomma un bel casino nell’identificare le locations turche di questa bellissima storia….
ciao