La tesi è alquanto interessante. L’ha proposta, in un articolo per il quotidiano Taraf, il controverso storico turco Taner Akçam: fuggito negli anni ’70 per motivi politici (anzi, evaso di prigione), attento studioso di quanto accaduto agli armeni d’Anatolia dal 1915 al 1922 (per lui, oggettivamente un genocidio). In estrema sintesi, sostiene che l’omicidio di Hrant Dink (il giornalista turco di origini armene ucciso il 19 gennaio 2007 da un giovane ultra-nazionalista) è nelle modalità di esecuzione una fedelissima riproduzione – e una vendetta – dell’omicidio del 1921 di Mehmed Talat Paşa: uno dei tre leader dei Giovani turchi direttamente responsabili degli eccidi (in qualità di ministro degli interni), ucciso a Berlino da un sopravvissuto armeno con un colpo di pistola sparato a bruciapelo e alle spalle.
Istanbul, Avrupa
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