Ho pensato di riportare sul blog tutte le manifestazioni di pregiudizi nei confronti della Turchia in cui m’imbatto, sul web e al di fuori del web. Parto dalla descrizione di un viaggio a Istanbul in un blog personale, in cui ad un certo punto si dice:
Specialmente a Istanbul ho avvertito questi contrasti. Ci si districa tra la parte pulita e standardizzata europea ed i colori e la confusione della parte asiatica.
Beh, io nella “parte asiatica” ci vivo: a parte gli ingorghi su Bağdat Caddesi (che si trasformano in puro delirio dalle parti dello stadio quando gioca il Fenerbahçe) di confusione non è che ce ne sia molta, di sicuro ‘sporca’ non è (se vai solo nel quartierino per i turisti, ma perché devi avventurarti in antipatiche generalizzazioni?); pulita in quanto europea, sporca in quanto asiatica: già…
Ma magari segnalatemi analoghi passaggi, così facciamo una bella raccolta.

Quando insegnavo all’università della terza età, una mia alunna molto islamofoba, mi raccontò di un viaggio ad Istanbul della figlia col fidanzato. Disse che la figlia portava i capelli lunghi sciolti che le arrivavano al fondoschiena….
Secondo la madre, la ragazza sarebbe stata talmente traumatizzata dagli sguardi degli uomini di Istanbul da non voler mai mettere più piede in Turchia…
E non è stata in Anatolia….
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Ah ah ah ah …vedi Napoli e poi muori!
Aiuto, ho un dèjà-vu… devo averlo letto anch’io questo passo da qualche parte qualche giorno fa. Ricordo di aver pensato: “ma stanno parlando di Istanbul o, che ne so, di Rio de Janeiro?” e anche “Forse a me è sfuggito qualcosa”…
PREGIUDIZIO è IGNORANZA e anche DISONESTA’ INTELLETTUALE.
LA VERITA’ è SEMPRE RIVOLUZIONARIA (quando è intera, s’intende) diceva Antonio GRAMSCI.
Se parliamo di strade sporche o case cadenti, chi ha scritto il giudizio riportato da Giuseppe evidentemente non è stato al quartiere greco, il Fener, che è nella parte europea e rispetto alla parte asiatica è più “trasandato”
anche se affascinante….ma comunque è molto meno sporco e molto più sicuro di alcuni quartieri di Londra o Parigi.
Sì, bisogna ammetterlo, l’aspetto sicurezza è uno dei più trascurati quando si fanno quel genere di discorsi, io ho vissuto a Palermo (due volte, la prima durante una guerra di mafia), ad Istanbul e Londra, e direi in ordine di sicurezza Istanbul stravince, non ostante una popolazione giovane e con alta disoccupazione giovanile, poi Palermo II (anni 90 fino al 2001), poi Londra, e poi Palermo I (anni 70, ero un bambino, per raccontare che un episodio, a mio padre a fine anni 70 ammazzarono 7 macellai di fila e con l’ottavo quando andava a comprare la carne scherzavano sull’argomento …).