Il Newroz proibito


(dall’agenzia Diha)

Dopo quelli di Istanbul e Ankara, i governatorati di Diyarbakır e Van hanno dichiarato oggi che non permetteranno le celebrazioni del Newroz il 18 marzo. Il presidente del Partito della pace e la democrazia (BDP), Selahattin Demirtaş ha commentato che si tratta di una decisione del governo del Partito della giustizia e dello sviluppo (AKP) e ha aggiunto: “Né l’esercito, né la polizia, né la forza puo’ impedire la marcia del popolo kurdo verso la libertà”

Secondo me, nonostante il pericolo di azioni terroristiche, si tratta di una scelta politicamente suicida: si vieta, non si dà un’alternativa; è una sconfitta, per tutti: e un’istigazione all’uso della violenza.

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13 risposte a Il Newroz proibito

  1. Francesco ha detto:

    Quoto in pieno le tue ultime tre righe!

  2. Pingback: Il Newroz proibito - Istanbul Avrupa - Webpedia

  3. Andrea ha detto:

    Anche a me pare una decisione miope, soprattutto dopo la politica di cauta apertura degli ultimi anni. Comunque qui il discorso è sempre il solito, qualunque decisione prenda l’AKP deve affrontare un fuoco incrociato: da una parte chi ritiene che Erdogan sia un tiranno liberticida e dall’altra chi sostiene che è troppo morbido con le minoranze… Un gioco a perdere

  4. massimo ha detto:

    il Nevrōz (o Nōrūz), “nuovo anno”, cade più o meno all’equinozio di primavera ed é una ricorrenza tipicamente iranica (e dunque anche curda) ma sentita pure nell’Asia centrale ex-sovietica oggi turcofona, con l’eccezione del Tagikistan, ma profondamente legata alle civilità iraniche in passato (pensiamo solo al sogdiano, lingua franca per secoli sino ai primordi dell’Islam); in Iran e Afghanistan segna l’inizio dell’anno civile solare, computato dall’Egira del 622 d.C, anche se con nomi diversi, il sassanide Farvardīn in Iran e lo zodiacale (e più tradizionale) hamal (ariete) in Afghanistan.
    In epoca sasanide il calendario era solare vago, come quello dell’antico Egitto fino all’anno 6 del divino Augusto (25/24 a,C) dunque il 1 Farvardīn cadde il 16 giugno nel 632 d.C, inizio dell’Era di Yazdgard III e l’11 giugno nel 652 d.C, inizio del’Era dei 20 anni di Yazdgard, o della morte di Yazdgard, con cui sono datate alcune monete con legenda pahlavi coniate dagli Arabi (sino alla riforma “integralista” di ‘Abd al-Malik nel 75 A.H) e varie monete dei principi zoroastriani del Tabasaran fino agli albori del IX secolo d.C e all’islamizzazione nonché alcuni manoscritti parsi, per quanto la stragrande maggioranza usi l’Era del 632 d.C ben nota fin da Scaliger e Petau se non prima
    il 1 Farvardīn venne “fissato” all’11 marzo nel 1079 sotto il regno del grande selgiuchide Malik Shāh (1072-1092) e, dalla riforma gregoriana, cade più o meno all’equinozio di primavera, questo anno a martedì 20 marzo (inizio del 1391 A.H.S, mentre nel calendario islamico lunare siamo già nel 1433 A.H)
    in Turchia, un tempo, l’anno civile solare (usato solo in modo ufficioso) partiva dal 1 marzo, more venetico: in un Rūznāme del 1809 d.C, all’inizio del regno di Mahmūd II (1808-1839) vidi una lista di mesi ancora con gli antichi nomi babilonesi-siriaci cristiani, utilizzati ad esempio ancora oggi in Siria e terre limitrofe per riferirsi ai mesi giuliano-gregoriani (ma non nel Maghreb e nel Golfo): li indico, senza troppi segni diacritici, 1. adhar (oggi caduto, c’é mart); 2. nisan; 3. ijjar (oggi caduto, c’é mayıs); 4. haziran; 5. temmuz; 6. ab (oggi caduto, c’é ağustos); 7. eylül; 8. tishrin-i evvel (turchizzato da Atatūrk in ekim); 9. tishrin-i sani (turchizzato da Atatūrk in kasım); 10. kanun-i evvel (turchizzato da Atatūrk in aralık); 11. kanun-i sani (turchizzato da Atatūrk in ocak); 12. şubat (mart, mayıs e ağustos esistevano già allora come alternative)
    ciao a tutti

  5. mirkhond ha detto:

    in Turchia, un tempo, l’anno civile solare (usato solo in modo ufficioso) partiva dal 1 marzo, more venetico

    Intendi l’Impero Ottomano o la Turkia kemalista dei primi anni?
    ciao!

  6. mirkhond ha detto:

    errata corrige: Turchia

  7. massimo ha detto:

    per Mirkhond
    intendo l’Impero ottomano e ovviemente il 1 marzo é giuliano (11 marzo nel XVII secolo, 12 marzo nel XVIII, 13 marzo nel XIX e 14 marzo ad inizio del XX)
    in origine pare non fosse usato, di solito, insieme ad un’Era (forse talora insieme a quella seleucide ma solo dai dotti, a parte i cristiani “siri”) ma serviva appunto a scopi commerciali, empirici ecc
    quando a partire da metà e fine ‘800 si usò di più la māliye o “Egira Fiscale” (A.H.F), anche in documenti ufficiali, si utilizzava però questo calendario; la differenza fra l’A.D e l’A.H.F é di 584 (vi sono “complicate” e alla fin fine inutili ragioni per questo, comunque a fine ‘800 era così; l’erudito persiano Taqimzādeh ne parla in suo articolo inglese anche se non ex professo);
    dunque, ad esempio il 1300 A.H.F andava dal 1 (13 marzo) 1884 al 28 febbraio (12 marzo) 1885 d.C
    l’anno dello scoppio della I guerra mondiale fu il 1330 A.H.F che andò dal 1 (14 marzo) 1914 al 28 febbraio (13 marzo) 1915
    Nel febbraio 1917, appena salito al Gran Visirato dopo aver scalzato il “buon” principe Sait Halim, Talaat Pascià introdusse il calendario gregoriano (solo la Bulgaria non a caso anch’essa in guerra con la Russia osò fare questo nel 1916 !) e dunque l’anno 1332 A.H.F iniziato il 1 (14) marzo 1916 si concluse il 15 (28) febbraio 1917, in anticipo; il 1 marzo 1917 (n.s) partì così il 1333 A.H.F
    non era finita qui; sempre più ebbro di riforme Talaat Pascia DECISE di anticipare l’inizio dell’anno al 1 gennaio (kanun-i sani) e dunque fece finire il 1333 A.H.F il 31 dicembre dopo soli 10 mesi !
    il 1334 A.H.F coincise così perfettamente con il 1918 d.C, a parte il millesimo e così gli anni successivi, ad esempio 1339=1923 (anno della Repubblica), 1340=1924 (anno della 1° Costituzione repubblicana)
    restava una piccolissima cosa da fare, cambiare il millesimo e lo fece il futuro Atatürk nrl 1925 allorché decretò che l’anno successivo al 1341 A.H.F (1925) non si chiamasse più “1342” bensì 1926 !
    il calendario lunare o “egirale” restato dominante sotto ‘Abdülhamid II, sino al 1908, perse influenza sotto i Giovani Turchi a favore dell’A.H.F e quasi era scomparso nel 1917-1918 (se non per le feste religiose, chiaro); riguadagnò auge dopo il novembre 1918, specialmente nel 1919 (alcuni documenti hanno solo la data egirale) ma ridecadde dal 1920 e fu “eliminato” da Mustafa Kemal nel 1922
    ciao, buon fine settimana

  8. mirkhond ha detto:

    Visto che siamo in tema, auguri anche a Giuseppe per il suo onomastico!

  9. raffaele morani ha detto:

    il divieto è una brutta notizia, speriamo che non sia l’inizio di un’escalation in negativo, basta poco per tornare indietro come per andare avanti

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