Segnalo un articolo – “The Americanization of Turkey“, pubblicato dall’ottima rivista elettronica Open Democracy – che vale assolutamente la pena leggere e magari commentare insieme. Il tema generale riguarda i rapporti tra la Turchia e gli Usa, la tesi di fondo è che la Turchia – invece di convergere verso il modello europeo – sta diventando sempre più simile agli Usa: ne costituirebbero la prova (semplifico in modo forse eccessivo) la partnership turco-americana in Medio Oriente imperniata a partir dalla “primavera araba” su di una sorta di “freedom agenda” che ricorda l’esportazione della democrazia dei neoconservatori e di Bush, il modello presidenziale a cui mira Erdoğan nell’ambito della complessiva riforma costituzionale, la fusione tra politiche liberiste orientate al business e valori conservatori propria dell’Akp che richiama l’esperienza repubblicana negli Usa. Che ne pensate?
Istanbul, Avrupa
-
Articoli recenti
- Istanbul, Europa: In vacanza in Turchia, Assos
- Pafos, capitale europea della cultura 2017
- ho conosciuto ragazza istanbul
- Il caso Sevan Nişanyan
- Inside, Outside: 10 Years of the Ak Parti Government Revisited
- Se torna d’attualità una visione neo-ottomana (e adriatica) della geopolitica
- Istanbul, Europa: Consigli di viaggio, Artwalk Istanbul
- Il 29 maggio di Cipro
- La Turchia e i pregiudizi degli italiani (138)
- Cucina, cultura e arte della Turchia Ottomana (di Roberto Astuto)
Archivi
- maggio 2013
- aprile 2013
- marzo 2013
- febbraio 2013
- gennaio 2013
- dicembre 2012
- novembre 2012
- ottobre 2012
- settembre 2012
- agosto 2012
- luglio 2012
- giugno 2012
- maggio 2012
- aprile 2012
- marzo 2012
- febbraio 2012
- gennaio 2012
- dicembre 2011
- novembre 2011
- ottobre 2011
- settembre 2011
- agosto 2011
- luglio 2011
- giugno 2011
- maggio 2011
- aprile 2011
- marzo 2011
Blogroll

Pingback: L’americanizzazione della Turchia - Istanbul Avrupa - Webpedia
L’America influenza culturalmente l’Europa dal 1943-45, e dati i rapporti non vedo come possa non influenzare la società turca, almeno nei giovanissimi….
Poi non vivendoci non sono in grado di dare un parere più lucido….
sono d’accordo..anche dal punto di vista dell’educazione (sopratutto universitaria e post universitaria) ho l’impressione che l’America abbia una presa maggiore rispetto all’Europa, ma anche nel mio caso è solo un’idea
Mi chiedo se in questa opera di americanizzazione dei Turchi vi sia anche la cultura turbo-progressista del correre, correre, correre sempre…
In Turchia è diffusa la pennichella?
Quali sono i giorni festivi?
I ritmi sono ancora lenti?
E se si, variano tra città e campagna e tra metropoli e città di provincia?
Sono solo alcune curiosità….
Su certi aspetti, sono abbastanza d’accordo. Oggi ero seduto a pranzo con due miei colleghi, il direttore finanziario ed un altro sviluppatore, e ci siamo messi a parlare di Istanbul. Se rivedo la conversazione, ci sono diversi momenti in cui era abbastanza chiara l’influenza statunitense: le gated community (come si chiamano in italiano?), la preferenza per la gomma sul ferro, i grattacieli, l’indice di Gini, la bilancia commerciale che pende sull’import, e via di questo passo.
Potendo parlare per osservazione diretta della sola Istanbul, posso essere d’accordo per quanto riguarda il mondo del lavoro: ho sempre l’impressione che i ritmi siano frenetici, e vedo che la maggior parte dei piccoli negozi sono aperti fino a tardi (alcuni 24 ore su 24). Mi dà insomma l’idea di un mondo del lavoro piuttosto dinamico, ma ripeto che la mia è solo un’osservazione dall’esterno.
Per quanto riguarda invece altri aspetti come le riforme costituzionali o la politica estera, nutro diversi dubbi: non mi pare che Erdogan miri a un modello di tipo nordamericano, nel quale il presidente può facilmente rimanere ostaggio del parlamento, come non credo che la Turchia tornerà in breve tempo al ruolo di braccio armato e baluardo degli USA nella regione come ha fatto per tutta la guerra fredda. Penso serva un certo equilibrio nei giudizi: leggendo giornali e riviste un anno fa sembrava quasi che Erdogan fosse il nuovo leader panislamista in lotta contro l’imperialismo USA, adesso dopo Libia e Siria pare che si sia venduto alla NATO. Nessuna delle due letture ovviamente è quella giusta.
Un ultimo appunto – stavolta culturale – su quella che invece è probabilmente la più grande differenza tra Turchia e USA, una differenza che sarà difficile appianare: il ruolo e l’importanza del nucleo familiare. La famiglia turca, perfino in una città che è un mondo a parte rispetto al resto del paese come Istanbul, è solitamente numerosa e molto unita. Non è raro, capitando a casa di una famiglia turca, essere portati a fare il giro completo del vicinato, sorseggiando decine di cay in un pomeriggio! Mi sembra anche che il rispetto per gli anziani abbia un valore diverso, a partire da gesti simbolici come il saluto con il bacio e la mano sulla fronte fino ad atti pratici come cedere sempre – sempre! – il posto sul pullman. Insomma, il senso comunitario, sebbene annacquato dall’inevitabile influenza esterna, non è andato del tutto perduto.