Lo scorso anno ero arrivato da poco, non avevo fatto in tempo a informarmi su chiese, orari e quant’altro. Quest’anno, insieme a degli amici, il programma era di tornare a Bakırköy: dove qualche mese fa ho passato uno splendido Natale. Alberto Fabio Ambrosio non ha potuto celebrare la messa, che è stata cancellata: ma noi siamo andati lo stesso, perché la chiesa è utilizzata anche dai siro-ortodossi – che sono per lo più immigrati e non hanno propri luoghi di culto – e una qualche messa ci sarebbe comunque stata. I siro-ortodossi seguono però un calendario diverso da quello dei cattolici: e stamattina in realtà festeggiavano la Domenica delle Palme. Abbiamo partecipato a parte del loro rito, abbiamo deciso di trasferirci – poco lontano, sempre sul mare di Marmara – a Yeşilköy (l’antica Santo Stefano, dove venne firmato lo storico trattato che pose fine alla guerra russo-ottomana del 1877-1878), perché anche lì c’è una chiesa cattolica; abbiamo però scoperto che anche questa chiesa viene utilizzata dai siro-ortodossi: e ci siamo beccati la seconda messa delle Palme della giornata. Quest’anno la Pasqua, insomma, la festeggerò con una domenica di ritardo, a questo punto penso al Fener dai greco-ortodossi: in fin dei conti siamo tutti cristiani, no?
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Pensa… prolungherai la festa di una settimana! Non è cosa da poco…
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é interessante come i siro-ortodossi (vale a dire “eterodossi” dal punto di vista degli ortodossi
) calcolino la Pasqua allo stesso modo degli un tempo “odiati” calcedoniani dell’Est (meglio noti come ortodossi)…ed é normale in quanto entrambi basano i loro calcoli sul calendario giuliano, riformato nel 1582 da Gregorio XIII (1572-1585), di immortale memoria, allorché In Italia, Spagna e Portogallo si passò direttamente dal 4 ottobre al 15 ottobre (entro il 1584/1587 lo avevano adottato tutti i paesi cattolici)
saresti cosi’ gentile da spiegarci in che modo si differenzino i calendari ortodosso e cattolico nel calcolo della Pasqua? io francamente non sono riuscito a capirlo…
in breve, per quel poco che so…
), donde il Natale si festeggia il 25 dicembre in Romania, Bulgaria, Grecia, Costantinopoli, Alessandria, Cipro, Albania
)
i cattolici dal 1582 utilizzano il calendario gregoriano e su questo basano sia le feste fisse (Natale al 25 dicembre, come é sempre stato, senza inquietarsi del fatto che nel 1582 il 25 dicembre gregoriano giunse solo 355 gg e non 365 gg dopo il Natale del 1581, l’ultimo con calendario giuliano da noi) sia soprattutto le feste mobili come la Pasqua…
per il calcolo della Pasqua c’é un algoritmo (che tiene conto del carattere lunisolare del calendario giudaico, analogo a quello babilonese anche nei nomi, almeno dall’esilio; bisogna calcolare il 14 nisan, 1° mese babilonese e 7° dei giudei, equivalente a marzo/aprile), di cui adesso non saprei dirti i dettagli (ci sono tabelle matematico-cronologiche) ma ciò che importa é che i calcoli si fanno, fra i cattolici (e da tre secoli anche i protestanti), a partire dal calendario gregoriano, giungendo ad un certo risultato che varia anno per anno (il calendario lunisolare prevede ogni tanto un mese embolimico; si discute se i giudei del I secolo d.C utilizzassero il ciclo di Metone in vigore ad Atene dal 432 a.C ma già utilizzato a Babilonia, che prevede 7 intercalazioni ogni 19 anni, in posizioni fisse)
gli ortodossi e le Chiese orientali (siri, armeni, copti, nestoriani) utilizzano lo stesso algoritmo ma a partire dal calendario giuliano (28 marzo giuliano=10 aprile gregoriano, ad esempio) e giungono così a risultati che in genere sono diversi, e variano da anno in anno: quest’anno c’é solo 1 settimana di differenza (naturalmente, sia i cattolici che gli ortodossi, nel fare i calcoli, fanno in modo che la Pasqua cada di domenica, come deve essere !)
gli ortodossi si dividono invece sul calendario da usare nelle feste fisse, come il Natale;
la maggior parte delle Chiese ortodosse (ma non le Chiese orientali) utilizza il calendario nuovo (non amano dire “gregoriano”
altre Chiese ortodosse, quelle più ostili a Roma, continuano ad usare il vecchio calendario anche per le feste fisse, donde il Natale si festeggia il 7 gennaio (=25 dicembre giuliano) in Russia, Serbia, Monte Athos e a Gerusalemme; lo stesso dovrebbe valere per le Chiese orientali non ortodosse (anche se alcune si autodefiniscono tali come appunto i siro-ortodossi
spero di essere stato abbastanza chiaro
ciao
grazie, ho capito: stesso algoritmo, ma calendari diversi!
pero’ gli armeni hanno festeggiato la Pasqua domenica scorsa…
sugli Armeni infatti non ero sicuro…gli Armeni hanno le loro specificità…
ma é anche il fascino del Cristianesimo orientale, che piace tanto a Mirkhond e non solo a lui…
quelli che hanno festeggiato Pasqua come noi l’8 aprile sono però armeno-cattolici (e allora non fanno testo !) o armeno-gregoriani ? mi rendo conto che con tutta ‘sta babele di riti, e controriti, é facile, direi inevitabile, fare confusione
anche gli armeno-gregoriani… questa e’ la cosa che m’ha sorpreso!
nell’Armenia sovietica (ora Rep. armena) fu adottato, sin dagli anni ’20, il calendario gregoriano…dunque tutto si spiega….evidentemente in una data non precisata (o meglio, io non la so
) venne adottato pure dagli Armeni di Turchia (Patriarcato di Costantinopoli) e, probabilmente, dal Catolicato di Cilicia ora in Libano…
invece il Patriarcato armeno-gregoriano di Gerusalemme adotta il calendario giuliano, addirittura per le feste fisse ed infatti celebra il Natale (che per gli Armeni é il 6 gennaio) il 19 gennaio gregoriano !
ciao
P.S: nella mia “esposizione” di prima é da togliere “armeni”
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