Dal 12 settembre al 28 febbraio


La Turchia sta cominciando a fare seriamente i conti con la dimensione più burrascosa e cupa del suo passato repubblicano. Grazie alle riforme costituzionali approvate col referendum del 12 settembre 2010, è stato infatti possibile mettere sotto processo due tra i più alti responsabili del sanguinoso golpe del 12 settembre 1980, i generali Kenan Evren (che fu poi presidente della Repubblica) e Tahsin Şahinkaya; mentre da qualche giorno i magistrati si stanno occupando – con interrogatori e arresti – di chi organizzò il cosiddetto colpo di stato “post-moderno” del 28 febbraio 1997: senza l’uso diretto della forza che venne solo minacciato, preceduto da una campagna di stampa isterica simile a quella degli ultimi tempi contro l’Akp, culminato con le dimissioni del primo ministro democraticamente eletto Erbakan (alla guida del partito islamista Refah), seguito da una serie di pesanti misure discriminatorie nei confronti dei settori conservatori della società turca (ne fece le spese anche Erdoğan, allora sindaco di Istanbul, condannato a qualche mese di prigione per aver letto una poesia sgradita durante un comizio). L’ingerenza dei militari, che ha impedito la nascita di una compiuta democrazia in Turchia, è ormai sterilizzata: il premier Erdoğan ha enfaticamente dichiarato che “l’era dei golpe è finita”; ma la transizione non sarà completa senza l’approvazione di una nuova costituzione: che cancelli ogni traccia di norme ideologicamente e formalmente autoritarie, che assicuri a tutti i turchi – senza differenza di etnia o di credo – i diritti e le libertà di una democrazia liberale.

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4 risposte a Dal 12 settembre al 28 febbraio

  1. mirkhond ha detto:

    L’ingerenza dei militari, che ha impedito la nascita di una compiuta democrazia in Turchia, è ormai sterilizzata: il premier Erdoğan ha enfaticamente dichiarato che “l’era dei golpe è finita”;

    Speriamo proprio di si.
    ciao!

  2. tovarishsukhov ha detto:

    E speriamo anche che la nuova costituzione sia democratica!

  3. massimo ha detto:

    é improbabile il ritorno all’era del golpe in Turchia, a meno di una crescente tensione internazionale e di una rottura di Erdoğan con gli USA (che hanno certamente ancora modo di controllare l’Esercito turco, uno dei pilastri della NATO) il che ora pare francamente fantapolitica….
    ma esistette realmente l’era dei golpe ? a me sembra che in 80 anni di repubblica kemalista (1923-2003) i golpe siano stati solo 4:
    1960, cruentissimo (rovesciò il DP)
    1971 (senza violenze, più un “pronunciamento”)
    12/9/1980
    28/2/1997 (post-moderno)
    dunque i militari turchi sono intervenuti solo in circostanze estreme (dal loro punto di vista) limitandosi, per il restante periodo, a far “sentire” la loro minacciosa presenza…
    dunque, se mi é un lecito un paragone senza dubbio azzardato, i militari turchi sono stati più simili ai militari cileni che dal 1925 intervennero 1 sola volta (11/9/1973) anche se con brutale violenza, piuttosto che ai militari argentini notoriamente in passato abituati ai “golpe” (giugno 1943; febbraio 1944; estate 1955, fallito; autunno 1955, riuscito; 1962, “pronunciamernto”; 1966; 1971 e 1973, prove di forza; 1976, senza contare tentativi falliti ancora negli anni ’80)
    ciao a tutti

  4. mirkhond ha detto:

    se mi é un lecito un paragone senza dubbio azzardato, i militari turchi sono stati più simili ai militari cileni

    Concordo.

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