Apprendo da un dispaccio dell’Ansa – riassunto di un articolo di Hürriyet – che “le donne turche hanno speso nell’ultimo anno due miliardi di dollari per farsi ritoccare la piega dei capelli o rifare colore o permanente”: ecchissenefrega, potreste aggiungere voi (e non avreste tutti i torti). A noi interessa altro, però: e cioè, che a questa spesa totale hanno contribuito “turche moderne in minigonna o piu’ tradizionali donne velate”. Già, siamo alle solite: alla pretesa – infantile e assurda – di dividere la complessità del reale in bianco e nero, in buoni e cattivi, in laici e conservatori, in “donne moderne con la minigonna” e “donne tradizionali velate”. Niente, non c’è scampo!
Istanbul, Avrupa
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si vede che la longuette in Turchia non va molto in questo periodo
ahahahah questa me la segno…
Ma queste notizie le trovi su vanity fair turco?
piu’ semplicemente su Ansamed
Oggi pare che il tasso di democrazia, modernità e diritti umani si misurino sui centimetri di stoffa indossati dalle donne….
Che noia! Che pena!
che tristezza!!!
che poi, io posso anche capire una persona a digiuno di viaggi e di letture… ma chi fa il giornalista – e per di piu’ vive in Turchia – come fa ad avere una visione cosi’ riduttiva e caricaturale della realta’ che lo circonda?
ieri abbiamo fatto un giro di shopping a Kadıköy: e ho constatato come alcune fanciulle “velate” – “tradizionali”, per l’Ansa – provassero gli stessi vestiti che aveva adocchiato la mia fidanzata “non velata” e modernissima. cosa c’è che non quadra?