Scoprire Istanbul


“L’unica, vera guida turistica per gli italiani che vogliono visitare Istanbul”: Gianluca/Can e Özke, che ho conosciuto qualche settimana fa e che ho fatto svegliare prima dell’alba il 23 aprile per il pellegrinaggio a Büyükada, descrivono così il loro blog che è recentemente diventato una vera e propria agenzia di viaggi. Non amo “fare pubblicità” e sono abituato comunque a scrivere solo quello che penso: quindi prendete il mio consiglio – quello di rivolgervi a loro se pensate di aver bisogno di assistenza e guide nei vostri viaggi e soggiorni a Istanbul – come autentico e non di circostanza. Dopotutto, siamo in sintonia sul modo di vivere la città: nei pensieri, negli atti, nelle emozioni; e mi piace soprattutto il loro “manifesto“: che ha come primo punto un eloquente “siamo CONTRO un turismo inteso come vedere e a favore di un turismo inteso come capire.”

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5 risposte a Scoprire Istanbul

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  2. Anna Rita Severini scrive:

    Concordo con il giudizio positivo su Scoprire Istanbul. Io e mio marito abbiamo usufruito di due loro visite guidate, una a Fatih, Fener e Balat e una a Uskudar e Kadikoy, lo scorso febbraio. Due giornate che ricorderemo con estremo piacere per aver conosciuto meglio delle zone di Istanbul fuori dalle normali rotte turistiche, zone che avevamo appena toccato in altre occasioni, ma che stavolta abbiamo gustato nei loro angoli più autentici grazie ad una guida competente e informale. Sicuramente un’esperienza diversa che ha incrementato il nostro amore per questa città unica.

    • posso sfacciatamente proporti di scrivere un post per descrivere questi due itinerari (o due post, come vuoi)? come scrivo spesso, il bello di Internet e’ proprio l’interattivita’, l’incentivo a rompere le barriere tra chi scrive e chi legge: e dopotutto io non ho aperto il blog per pontificare, ma per coinvolgere e magari aggregare…

      • Anna Rita Severini scrive:

        Abbiamo percorso i due itinerari in due giornate diverse con un gruppo di circa dieci persone ogni volta; dopo esserci spostati con i mezzi pubblici dal punto d’incontro del gruppo verso i quartieri da visitare, ci siamo affidati alle nostre gambe. E in qualche punto, date le numerose salite e discese, non è stato facile, ma molto affascinante. Sulle tappe dell’escursione a Fatih, Fener e Balat ci sono ampi dettagli sul sito di Scoprire Istanbul, quindi non mi dilungo. Posso dire, però, che, dopo averla seguita con soddisfazione, ci siamo subito iscritti per l‘itinerario sulla sponda asiatica, che era in fase di collaudo proprio in quei giorni di febbraio.
        L’appuntamento col gruppo era a Üsküdar; da qui, con tre successivi trasferimenti in autobus, abbiamo toccato il grazioso quartiere di Kuzguncuk, luogo di storica ed esemplare coesistenza di comunità cristiana, ebrea e islamica, poi la più estesa Üsküdar, con le sue belle moschee e il mercato, infine Kadiköy, la zona che, a nostro avviso, merita di essere visitata con attenzione. Abbiamo apprezzato molto le sue costruzioni e le sue atmosfere.
        Commenti? Iacopo, la nostra guida, è stato molto bravo e disponibile, ed ha instaurato con noi un clima amichevole da cui traspariva, peraltro, il suo amore per la città dove vive già da alcuni anni. Le visite si sono sviluppate in un delizioso mix di arte, storia, architetture, vicoli, panorami, mercati, piacevoli soste per un çay e per ottimi pasti a prezzi economici. Ci sentiamo davvero di consigliarle a chi non vuole essere un turista “mordi e fuggi”.
        Le immagini più gradevoli che ho ancora nella memoria? Le vie e la moschea di Zeyrek , le case di Fener con le loro quinte di panni stesi e, infine, un indimenticabile tramonto da una panchina allo scalo dei traghetti di Kadiköy: di fronte a noi, a poca distanza, si disegnava la stazione di Haydarpaşa, elegante nella sua imponenza, e, in lontananza, i profili azzurro chiaro dei minareti di Sultanahmet e Aghia Sofia, appena percepibili lungo l’orizzonte; il mare era costellato di gabbiani che galleggiavano placidi sull’acqua scura, mentre il volo inquieto di molti altri si mischiava con l’andirivieni dei battelli che, ad ogni sosta, depositavano a terra centinaia di passeggeri per accoglierne altrettanti in paziente e ordinata attesa lungo la banchina. I loro pennacchi di fumo si disfacevano lentamente nell’ampio cielo sereno. Il sole scendeva alla nostra sinistra fra poche nuvole che si diramavano verso l’alto colorandosi di arancio. E alle nostre spalle, aleggiava il profumo intenso dei fiori di alcuni venditori allineati sulla piazza. Che dire? Un’atmosfera speciale! Scusate le digressione poetica, ma è stato più forte di me.

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