Reinstating the Ottomans. Alternative Balkan Modernities, 1800-1912


(se qualcuno fosse interessato, posso fornire una copia in .pdf)

Isa Blumi, Reinstating the Ottomans. Alternative Balkan Modernities, 1800-1912 (Palgrave Macmillan, 2011)

This book focuses on the western Balkans in the period 1800-1912, in particular on the peoples and social groups that subsequent national histories would later identify as Albanians, providing a revisionist exploration of national identity prior to the establishment of the nation-state. Isa Blumi posits that such an identity was politically mobilized, and, that prior to the 1912 Balkan war it was culturally opaque and ideologically fluid. In relation to the competition among various state and power structures, be it in the shape of great power intervention, attempts at building new states, or the Ottoman political center, Blumi shows that Ottoman reforms were successful in encouraging most state subjects to commingle local interest with the fate of the empire itself, meaning that parochial concern for the survival of the immediate community, as it transformed over time, was directly linked to the survival of the Ottoman state.

Contents

The Search for a Narrative of Transition
1. Retrieving Historical Process. Transitions to a Modern Story
2. Repositioning Agency and the Forces of Change
3. The Compromised Empire. Ethnicity and Faith under State Powers
4. Governing Exchange. Boundaries and the Struggle to Define/Confine
5. Learning the Wrong Lesson. Local Challenges to Educational Reform

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26 risposte a Reinstating the Ottomans. Alternative Balkan Modernities, 1800-1912

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  2. massimo ha detto:

    @Giuseppe
    se ho capito bene, avresti una copia pdf del libro di Isa Blumi ?
    certo che mi interessa….se non ti crea problemi, inviamela per mail…ti ringrazio in anticipo
    se invece ho capito male, come non detto…e ti ringrazio lo stesso per i tuoi contributi sempre stimolanti
    ciao

  3. raffaele morani ha detto:

    mi associo alla richiesta :) e grazie mille in anticipo :)

  4. mirkhond ha detto:

    anch’io mi associo alla richiesta..
    ciao!

  5. mirkhond ha detto:

    Per Giuseppe

    Grazie per avermelo inviato.
    ciao!

  6. mirkhond ha detto:

    A proposito di Balcani Ottomani, mi viene in mente un racconto “minore” di Emilio Salgari, Un Soldato della Mezzaluna, ambientato durante la guerra russo-ottomana del 1877-1878.
    Osman, soldato albanese ottomano, sta per tornare al fronte, a Pleven sul Danubio, dove la resistenza ottomana è tenace perché la posta in gioco è la stessa sopravvivenza dell’Impero, minacciato dall’invasione russa, intenzionata a costituire un nuovo soggetto statale bulgaro, in seguito ai clamori suscitati in Europa, al seguito della violenta repressione di una rivolta bulgara nel 1876.
    Osman, dicevo, cavalca silenziosamente tra gli aspri sentieri montani della Macedonia, dopo una breve licenza in cui ha rivisto sua madre.
    Improvvisamente si ritrova circondato da uomini armati in una gola montana: sono guerriglieri bulgari, riconoscibili dai loro colbacchi di pelo nero, e le loro giacche di montone e l’abbigliamento pastorale con le opanke.
    I bulgari che circondano il soldato albanese sono comandati da una ragazza, Sava.
    Sava è una vecchia conoscenza di Osman, in quanto le loro famiglie erano vicine di casa, cosa tut’altro che infrequente nei Balcani ottomani e nell’Impero Ottomano in genere, tra cristiani e musulmani…
    I due giovani si conoscevano sin da bambini, e Sava era innamorata di Osman, ricambiata dall’Albanese, che, durante la sua breve licenza, aveva chiesto, invano notizie di lei, a sua madre (di Osman)…
    Sava, fatto disarmare Osman, lo fa slegare subito dopo dai suoi uomini e chiede all’Albanese di passare dalla parte dei ribelli bulgari, di rinnegare l’Islam e tornare al Cristianesimo.
    Gli parla di Skanderbeg (1405-1468), il grande eroe albanese cattolico e della sua lotta anti-ottomana, e di come gli Albanesi siano diventati Musulmani colla spada puntata alla gola…
    Ma è tutto INUTILE; Osman non solo è un buon musulmano convinto, ma è anche un fedele soldato e suddito ottomano.
    - Il mio padrone è il Sultano!- le dice con fierezza e orgoglio.
    Sava comunque lo ama e anche Osman la ama, ma il contrasto religioso rimane perché lei è una cristiana ortodossa e partigiana bulgara ed entrambi hanno le loro forti convinzioni religiose e politiche…
    Osman, bacia Sava e le promette però che avrebbe condotto i suoi guerriglieri bulgari per un passo montano che lui solo conosceva, in modo da sfuggire alle truppe ottomane, non prima di essersi fatto giurare da Sava che non sarebbe stata di NESSUN’ALTRO.
    Sava, che, ottimista e innamorata, pensa ad un “ravvedimento” del suo Osman e che si è solo all’inizio di un cammino che li avrebbe portati alla felicità nella nuova Bulgaria Cristiana Ortodossa non più ottomana, acconsente.
    Guidati da Osman, i Bulgari si avviano sul sentiero indicato dall’Albanese, il quale giunto ad una gola montana profonda, si lancia nel vuoto col suo cavallo gridando:
    -Addio Sava! Un soldato non tradisce!
    E si schianta al suolo stramazzando col suo cavallo…
    Poco dopo i Russi sfonderanno il fronte di Pleven, e daranno origine alla nuova Bulgaria.
    Salgari con questa bella e tragica storia d’amore, aveva intuito il dramma dei musulmani ottomani balcanici, per i quali non poteva esserci posto non solo nella nuova Bulgaria, ma in NESSUNO degli stati balcanici cristiani ex ottomani (Serbia, “Grecia” e appunto ora, Bulgaria).
    In questi nuovi stati, fondati sui monoliti nazionalistici della lingua e della religione maggioritaria, per i Musulmani non fuggiti o scacciati, o massacrati con modalità paragenocidarie, non restavano che due alternative, o la conversione al Cristianesimo Ortodosso degli ex sudditi ora dominatori, oppure una vita di durissima marginalizzazione, di ghettizzazione, come effettivamente è capitato ai Musulmani di “Grecia”, Serbia e Bulgaria fino ad epoche recentissime, e la tragedia kosovara del 1999 lo testimonia…
    L’amore per Sava non poteva cambiare questa realtà, a meno di un rinnegamento della priopria fede, della propria fedeltà al Sultano, insomma di rinnegare se stesso, cosa che Osman non volle e potè fare….

  7. mirkhond ha detto:

    errata corrige: della propria fede

    • massimo ha detto:

      molto interessante la novella di Salgari….
      la rivolta bulgara, guidata da Vasil Levski, iniziò il 20/4/1876 a Koprivštica (credo del vecchio calendario, non sono certo…)
      come hai ricordato te, dopo la presa di Pleven, i Russi dilagarono in Tracia fino ad Adrianopoli (Edirne, Odrin) ed oltre, costringendo la Porta alla pace..con il Trattato di San Stefano (Yeşilköy) del 3/3/1878 (n.s) venne creata la Grande Bulgaria, autonoma sotto protezione russa all’interno dell’Impero Ottomano ma come é universalmente noto la reazione britannica (Lord Salisbury) e austro-ungarica (Andrássy, Min Est 1871-1879) obbligò la Russia ad accettare un congresso europeo che si tenne a Berlino, auspice Bismarck, dal 13/6/1878 al 13/7/1878 e in cui la Russia fu umiliata e la Bulgaria smembrata (vi parteciparono il tedesco Bismarck; i britannici Disraeli e Salisbury; l’asburgico Andrássy; l’italiano Luigi Corti scelto personalmente dal nuovo Re Umberto I e imposto al radicalissimo Cairoli che guidò il governo più a sinistra che mai ebbe l’Italia sino al 1901; il russo Gorčakov; il francese Waddington, protestante, autore di studi dotti sulla provincia romana dell’Asia e sulla Siria romana)….
      però temo che Salgari abbia preso una cantonata nello scegliere il nome della bella bulgara…
      in Serbia Sava é un nome maschile (da San Sava, figlio di Stefano Nemanja e fratello di Stefano Primo Coronato, 1° Arcivescovo della Chiesa serba, nei tempestosi giorni dell’Impero romaico di Nicea)…mi stupirei che in Bulgaria sia femminile, ma confesso di non saperlo e dunque non proseguo oltre :D
      ciao !

  8. massimo ha detto:

    P.S:
    la Bulgaria, pur sottomessa in modo più totale delle altre e per più tempo (1393/1396-1878) resta però la Nazione balcanica che ha trattato meglio i musulmani (per quanto ci siano state molte emigrazioni nella vicina Turchia negli anni 1878-1900…molte furono volontarie, però e non indotte..anche se, evidentemente, non malviste dalle autorità sofiote…molti musulmani abituati a dominare non si videro più a loro agio nella Bulgaria cristiana, ancorché sotto alta sovranità del Sultano sino al 5/10/1908 e de iure, 26/2/1909)…paradossalment dure misure contro le minoranze turche (esistono però anche musulmani di lingua bulgara, i pomaki) furono prese solo dal regime comunista di Todor Živkov (1° segr del BKP, 1954-1989; P.M della R.P bulgara 1962-1971; pres. del Consiglio di Stato della medesima, 1971-1989) negli anni ’70 e ancor più ’80….
    il nazionalismo bulgaro nei primi anni della rinascita nazionale si diresse più contro i Greci che all’ombra della Porta avevano acquisito influenza nella Chiesa e nel commercio in tutto il Sud-Est Europa tanto da far dire a Photiades Bey, Ministro ottomano ad Atene nel 1877 e greco fanariota, parlando all’allora giovane Bernhard von Bülow, che fu una follia volere l’indipendenza della Grecia (1821-1830) in quanto i Greci uniti sotto la Porta avrebbero potuto dominare tutto l’Impero !
    la Serbia invece li trattò in modo spaventoso
    la Grecia, se possibile, superò i Serbi
    il Montenegro invece trattò bene i musulmani albanes di Ulcinj (Dulcigno)
    la Romania (che però non é balcanica e fu sempre governata da principi cristiani, tranne la Dobrugia cui faccio riferimento qui) trattò bene i “turchi” di Dobrugia, da lei acquisiti nel 1878..
    ciao

  9. mirkhond ha detto:

    Per Massimo

    Sava però è anche il nome di un grande fiume affluente del Danubio, comunque bisognerebbe chiederlo a Salgari :) da dove avesse preso questo nome…
    Si dice che per scrivere i suoi racconti, passasse intere giornate alla Biblioteca Nazionale di Torino per documentarsi….
    Quanto alle repressioni antimusulmane in Bulgaria, esse iniziarono già prima dell’avvento del comunismo e di Živkov, e già sotto i monarchi Coburgo-Gotha (1887-1946), come documentato dallo studio di Andrea Ferrario i Turchi di Bulgaria, e da uno studio di Ulf Brunnbauer sui Pomaki bulgari…
    ciao!

  10. mirkhond ha detto:

    Quanto alla Russia, se non fossero intervenute Francia e Inghilterra, avrebbero fatto già a pezzi l’Impero Ottomano, già nel 1877-78, se non già ai tempi di Nicola I (1825-1855)….

  11. mirkhond ha detto:

    errata corrige: avrebbe

  12. mirkhond ha detto:

    Photiades Bey, Ministro ottomano ad Atene nel 1877 e greco fanariota, parlando all’allora giovane Bernhard von Bülow, che fu una follia volere l’indipendenza della Grecia (1821-1830) in quanto i Greci uniti sotto la Porta avrebbero potuto dominare tutto l’Impero!

    Sacrosante e condivisibilissime parole, se pensiamo al ruolo dei Fanarioti nella Chiesa Ortodossa, nell’economia, nella politica estera e nel governo dei principati feudatari cristiani di Moldavia e Valacchia nel XVIII secolo e fino alla rivoluzione del 1821!
    Rivoluzione da cui, a prezzo sanguinossimo, ne uscì un nanerottolo nazionalista fanatico, sotto PESANTE tutela britannica, il quale ingranditosi a poco a poco, sempre a prezzo sanguinoso e sotto tutela britannica, avrebbe concluso tragicamente col disastro del 1919-1922, una delle guerre più “coglione” (per utilizzare un termine di Massimo Fini) della storia, e che portò al DISASTRO della scomparsa dell’Anatolia multietnica e multireligiosa ottomana, e al sorgere del nuovo monolite nazionalista LAICO kemalista, ma in cui per i Cristiani non c’era più posto…
    Le tragedie narrate nella Masseria delle Allodole e in Numero 31328 di Venezis col relativo film 1922, sono la conseguenza di ciò che Salgari narrò col suo Un Soldato della Mezzaluna…
    Un Soldato della Mezzaluna, ambientato nel 1877-1878, ma scritto nel 1910, quindi con una visuale che già poteva constatare COSA stava accadendo nei Balcani Ottomani ed ex ottomani…
    ciao!

  13. mirkhond ha detto:

    molti musulmani abituati a dominare non si videro più a loro agio nella Bulgaria cristiana,

    Anche questo è vero, e quando si prende in considerazione questo periodo storico e le dinamiche che portarono se non alla scomparsa, sicuramente alla forte diminuzione della presenza musulmana balcanica, bisogna ammettere proprio l’aspetto psicologico, il dramma di chi per secoli e generazioni era il DOMINANTE e ora si vedeva a sua volta diventare un suddito di serie B, da parte degli ex DOMINATI cristiani….
    Una situazione umiliante e che molti sicuramente non potevano sopportare….
    Questo del resto accadde anche in Bosnia, dopo l’occupazione austriaca del 1878, e negli anni successivi, almeno 100000 Musulmani si sarebbero rifugiati nei territori rimasti ottomani, soprattutto in Anatolia e nell’attuale Giordania!
    E gli Austriaci furono i dominatori cristiani MIGLIORI e più rispettosi nei confronti dei loro nuovi sudditi bosniaci musulmani…..

  14. Ali Beg ha detto:

    se fosse possibile, anchio sarei interessato su una coppia pdf del’ libro di isa blumi,
    complimenti per il sito

  15. Eugenio ha detto:

    Mi unisco alla richiesta di una copia del libro di Blumi, ho scoperto solo oggi questo sito ma ci rimarrò a lungo credo, grazie per questo blog! (Uno storico nascosto dietro le Relazioni Internazionali)

  16. Aristina Badea ha detto:

    Dear Sir,
    I am trying to obtain the book you mention in your commentary (Isa Blumi, Reinstating the Ottomans: Alternative Balkan Modernities, 1800-1912), as I need it for my Master Thesis (Albanians in Romania – A Modern History) I am preparing at the History Department of Constanta University. Unfortunately, Amazon.com is not shipping used books to Romania, and the price of a new copy is almost one third of my monthly salary (I am teachting history at a highschool in Tulcea, a city close to Delta of Danube, South-Eastern part of Romania). Would you be so kid to send me the pdf copy of the book by mail? God bless you, and thank you very much in advance.

  17. Xexo Georges ha detto:

    Salut,
    Je suis très intéressé d’avoir une copie du livre de Blumi “Reinstating….” Je vis à Toulouse (France) et j’écris (en albanais) sur mon site.
    Thanks for your sending.

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