Io credo sia uno dei più grandi successi dell’Akp: l’aver cominciato (siamo solo all’inizio di un processo che si annuncia lungo e difficoltoso) a ridar voce e dignità alle minoranze non musulmane della Turchia restaurando e riaprendo chiese al culto, restituendo le proprietà confiscate, finanziando attività culturali, sovvenzionando la stampa delle comunità greco-ortodossa, ebrea, armena – la Turchia polifonica, per l’appunto. Il riconoscimento implicito dell’importanza storica di questa precisa scelta politica è venuta direttamente dal Chp, il partito d’opposizione di origine e linea rigorosamente kemalista: che qualche giorno fa ha organizzato una cena – a cui hanno partecipato il segretario del partito Kemal Kılıçdaroğlu e alcuni altri alti esponenti – con i rappresentanti delle minoranze; un gesto che è arrivato in clamoroso ritardo e che non può riscattare la mancanza di iniziative legislative: ma che è stato sicuramente apprezzato da tutti (almeno da tutti quelli che credono nella democrazia e nel pluralismo).
Istanbul, Avrupa
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gli ebrei furono però trattati benissimo anche sotto il kemalismo più ortodosso…se si eccettua il periodo della Varlik Vergisi, tassa introdotta nel 1942 dal Primo Ministro Saracoğlu
le persecuzioni riguardarono i cristiani “orientali” (greci, armeni, siri ortodossi) e, ça va sans dire, i curdi