La Turchia e i pregiudizi degli italiani (14)


Ormai mi arrivano delle segnalazioni: ma è proprio questo il bello dei blog “partecipati” (come dovrebbero essere tutti, del resto: per i proclami ci sono altri mezzi di comunicazione). Da una lettera ricevuta e pubblicata da Severgnini, i cui titolo è tutto un programma: La Turchia nell’Unione Europea: perché non il Giappone?

Dato il suo alto peso specifico, sempre più alto in prospettiva, anche perché la popolazione del resto d’Europa è numericamente in caduta libera, sarebbe forse più sensato ribattezzare l’Unione come Turcoeuropea, e sostituire l’acronimo UE con UTE. Una scelta di questa portata da parte degli euroburocrati può essere sottratta al giudizio dei cittadini?

Alcune cose poi andrebbero spiegate. Mentre per altri Paesi annessi all’Unione sussistono criteri di contiguità territoriale e di vicinanza culturale, questi stessi criteri non sembrano sussistere per la Turchia.

Ci sono forse maggiori affinità tra Unione Europea e Turchia di quante ce ne siano, per esempio, con la Russia o con l’Algeria? Magari è perché l’economia turca è più florida o promette maggiori sviluppi, diciamo, di quella cinese? Visti i buoni rapporti con il Sol Levante, perché allora non prendere in considerazione il Giappone?

Ma anche nei commenti si pesca bene:

Innanzitutto la Turchia, geograficamente, non fa parte dell’Europa, tranne una piccolissima sua sezione, la Tracia.

la turchia geograficamente non ha mai fatto parte dell’europa, eccetto la parte di istanbul al diqua del bosforo. oggi x un motivo veramente inspiegabile la si vuol far diventare europea ad ogni costo, come del resto da anni si fa per il calcio, il basket etc

E ripeto: chi sbandiera queste idee o nozioni appartiene alla fascia socio-elevata della popolazione italiana, che legge, si informa, partecipa al dibattito politico; figuriamoci gli altri cosa possono pensare.

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16 risposte a La Turchia e i pregiudizi degli italiani (14)

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  2. mirkhond ha detto:

    E’ paura, solo tanta, tanta, tanta PAURA che i Turchi suscitano ancora in molti Italiani, anche colti, come una mia alunna toscana che un paio d’anni fa rabbrividiva al solo pensiero della Turchia in Europa…
    Non sono solo i leghisti e le persone di destra a considerare la Turchia qualcosa di estraneo…
    Per molti in occidente la Turchia è sinonimo di BARBARIE e OSKURANTISMO ISLAMICO….
    Giuseppe la tua nobile battaglia è destinata a restare una voce nel deserto, una barca che rema controcorrente, ed io che in Turchia purtoppo non ci sono mai andato, so per esperienza come sia impossibile smuovere i pregiudizi, nonostante la storia, la riflessione, il cercare di far comprendere che bene e male sono dappertutto, anche nella nostra bella civiltà…
    Niente, è come se parlassi al muro o al vento, RESTANO nei loro pregiudizi e tu sei considerato nel migliore dei casi, un povero ingenuo…
    Turcofobia fa rima con islamofobia e i Franchi hanno paura, TANTA paura…

    • massimo ha detto:

      io però se fossi turco, te lo dico sinceramente Giuseppe, ringrazierei di cuore i Severgnini vari…:D infatti impediscono al nobile popolo turco di cadere nelle grinfie degli eurocrati che presto regalerebbeeo alla Turchia direttive incomprensibili e cervellotiche, povertà e degrado generale :D
      avessimo avuto noi un Severgnini belga o tedesco o francese che si fosse opposto con determinazione non al nostro ingresso in Europa (di cui siamo fra i 6 membri fondatori, fin dai Trattati di Roma del lontano 25/3/1957) ma almeno al nostro ingresso nell’Euro :D
      oggi gli italiani dedicherebbero a costui delle statue per riconoscenza….:D
      ciao

  3. mirkhond ha detto:

    Effettivamente mi chiedo anch’io del perché di questa ostinazione turca a voler entrare nello zollverein monetario europeo, quando con la propria potenza militare e il suo prestigio “neoottomano” potrebbe svolgere un ruolo molto più proficuo in Medio Oriente, senza per questo interrompere i rapporti di amicizia e collaborazione coi paesi europei….

  4. Simone Favaro ha detto:

    La Turchia è storicamente legata all’Europa, non solo per i rapporti commerciali che si hanno dai tempi dell’impero bizantino (e forse anche prima), ma nei tempi più recenti per la passione di Ataturk verso gli stili di vita occidentali. Questa forma di “kemalismo” è molto presente in Turchia e l’Europa è frequentemente per parte dei Turchi la realizzazione del progetto di Ataturk. Comunque da qualche anno si è raffreddato questo entusiasmo. Alcuni dicono per i troppi vincoli posti dall’Unione Europea all’ingresso del paese, altri sostengono che con il governo siano cambiati anche le priorità politiche… Io penso, semplicemente, che il popolo stia creando e definendo la propria identità e non si senta più l’europeo mancato. Questo non toglie che nella Federazione Euroasiatica che seguirà il crollo dell’unione, questo paese occuperà un ruolo molto importante…

    • Istanbul, Avrupa ha detto:

      io sinceramente non ho riscontri concerti del fatto che l’entusiasmo per l’Europa, in Turchia, si e’ raffreddato: anzi, al ministero competente stanno lavorando come pazzi coinvolgendo le altre istituzioni centrali, le istituzioni locali, societa’ civile, imprenditori, scuole (se poi parliamo di sondaggi, io francamente non gl’ho mai dato una grande importanza…)…

  5. Simone Favaro ha detto:

    Giuseppe, lo sai meglio di me. Un discorso è la posizione di relazioni internazionale, un altro è il sentimento interno. Parlando con imprenditori, alcuni (non tutti certo) mi dicono che rispetto a qualche anno fa non sono più così attratti dall’Europa. In questo ha giocato molto anche il ruolo di Sarkozy. Comunque sono quasi sicuro che non entrerà in questa Europa, molto più probabilmente nella nuova Federazione che si inizierà a costruire non appena la Grecia andrà in default e l’Italia cambierà governo, seguendo i passi dei fratelli ellenici. Nella formazione di questa nuova Europa, come ho detto, la Turchia giocherà sicuramente un ruolo chiave. Forse proprio per questo motivo al ministero li vedi così laboriosi :)

  6. Andrea ha detto:

    Anch’io credo che la volontà di entrare in Europa, da parte di molti turchi, negli ultimi 10 anni sia un po’ venuta meno. Del resto entrare in QUESTA Europa sarebbe per la Turchia un suicidio geopolitico ed economico: le smisurate potenzialità geostrategiche di un paese con una posizione geografica senza eguali verrebbero oltremodo compresse ed imbrigliate nei meccanismi e negli obblighi derivanti dal fare parte dell’UE, senza peraltro riceverne in cambio sostanziali vantaggi, anzi. Io credo comunque che il governo Erdogan, nel 2002, fosse partito con l’idea di imprimere un’accelerazione al processo di adesione, che si è poi arenato tanto nella crisi d’identità dell’UE stessa quanto nella strenua opposizione islamofoba francese.
    Decenni dopo aver presentato la prima domanda di adesione, pare che molti turchi si siano resi conto che in fondo la proiezione neo-ottomana di Davutoglu pare rispecchiare l’identità geopolitica turca molto meglio di quanto non potrebbe fare l’adesione ad un’UE in piena involuzione. E la politica si adegua: ora come ora, per Ankara l’ingresso nell’UE non è più LA priorità.

  7. Andrea ha detto:

    p.s.: vado un po’ off-topic ma neanche troppo: ieri, in un pub a Gulhane dove seguivo Juventus-Atalanta, io e la mia ragazza incontriamo un trio di bergamaschi, uno dei quali, sentendo parlare di Corno d’Oro, ci chiede: “ma il Corno d’Oro è un monumento?” :D

    • Istanbul, Avrupa ha detto:

      perche’ non scrivi un post come si deve, magari spiegando un po’ cos’e’ questo pub di Gulhane e perche’ ci si ritrovano a volte perfino juventini e atalantini :-) ?

      • Andrea ha detto:

        E’ stato proprio una bella scoperta: il pub si chiama The North Shield, e ce n’è uno a Gulhane e uno a Sishane (un po’ più piccolo, ma che credo funzioni allo stesso modo). Se ci passi davanti vedrai che attaccati alla facciata ci sono decine e decine di fogli A4 con scritte le partite di qualsiasi campionato che loro hanno la possibilità di farti vedere nella settimana corrente: se io domenica avessi voluto vedere per esempio Chievo – Lecce non ci sarebbe stato nessun problema! Basta pagare una consumazione (un po’ più cara del normale per Istanbul, data la posizione e il posto elegante, ma allineata ai prezzi di un qualsiasi baretto italiano) e puoi guardare la partita che richiedi. Per vedere Juve – Atalanta ci hanno spostato in una saletta contigua dove ci hanno acceso uno schermo di pc, perché gli schermi nella sala principale (tutta in stile pub britannico, bellissima) erano tutti occupati dalle partite del campionato inglese, con almeno una trentina di chiassosi tifosi anglofoni che seguivano le imprese del Manchester City e dello United. La sala al piano di sotto era invece appannaggio di tifosi russi che seguivano CSKA Mosca – Rubin Kazan. Ecco spiegato perché se ci capiti un sabato o una domenica durante il campionato hai buone possibilità di incontrare dei connazionali che seguono la squadra del cuore. Un’atmosfera di convivialità calcistica molto piacevole, e posso solo immaginare come sarà durante gli europei!

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