Eurovisione 2012 a Baku


Ieri sera ero già stato accolto dalle braccia di Morfeo, quando a casa mi hanno invitato – con argomenti saldamente convincenti – a vedere in tv le votazioni finali della serata conclusiva dell’Eurovisione 2012, in diretta da Baku: dopotutto da queste parti la manifestazione è molto seguita e motivo di orgoglio nazionale, poi conosciamo personalmente il rappresentante turco – Can Bonomo (turco-siculo-ebreo, probabilmente) – perche’ la sua manager è una nostra amica. Bonomo si è piazzato sesto o settimo, un paio posizioni meglio dell’Italia: ma non c’è stata rivalità domestica, la cantante italiana che ha partecipato – tale Nina Zilli, al secolo Maria Chiara Fraschetta – non so neanche che faccia o che voce abbia e francamente le sue sorti mi erano del tutto indifferenti; ha vinto una svedese, la cui canzone – l’unica che abbiamo sentito, in omaggio alla prima classificata – mi è sembrata musicalmente sgangherata e nel complesso particolarmente inutile. Ho invece apprezzato la performance dei commentatori turchi, sistematicamente pronti a irridere il risultato delle votazioni nei singoli paesi: in Azerbaigian si vota per la Turchia, in Grecia per Cipro, a Cipro per la Grecia, in Turchia per l’Azerbaigian, in Serbia per la Macedonia Fyrom, in Portogallo per la Spagna, a Malta per l’Italia (non a San Marino, però: chissà perché) – in base a criteri che poco hanno a che vedere con la musica: quasi peggio di Sanremo e degli Amici di Maria De Filippi. Per me l’anno prossimo ha già vinto Morfeo.

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11 risposte a Eurovisione 2012 a Baku

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  2. mirkhond ha detto:

    Nina Zilli, al secolo Maria Chiara Fraschetta ha una bellissima voce, ma a mio giudizio è una mazza di scopa :)
    Se ho ben capito era a Baku? In diretta?

  3. mirkhond ha detto:

    Can Bonomo ha cantato la canzone della Nuova Compagnia del Manicomio di Ankara? ;)

  4. copyman ha detto:

    Certi carrozzoni sono materia da antropologia culturale: salvo rarissime eccezioni la musica è totalmente irrilevante, meno che rumore di fondo. La Zilli, ad esempio, è stata messa alla graticola più per il suo look alla “Amy Winehouse de noartri” che per ciò che di poco memorabile – bene o male – ha cantato. Piuttosto, mi hanno passato un video della cantante albanese: porca paletta, un’ugola come non se ne vedeva da un pezzo.

  5. Francesco ha detto:

    Anche l’anno scorso fu così. L’Eurofestival, oltre a essere il tempio del trash più sublime, è interessante proprio per la geopolitica delle votazioni finali.

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