Erdoğan, l’aborto e le strumentalizzazioni


Mi è stato chiesto, da un commentatore, perché non ho parlato della presa di posizione di Erdoğan sull’aborto: non mi sottraggo di certo al confronto e lo faccio subito, anche se penso che non si tratti di un tema – al di là dell’enfasi mediatica e delle strumentalizzazioni politiche – particolarmente interessante. In buona sostanza, il premier e leader dell’Akp ha definito l’aborto un omicidio: nulla di strano o di inusuale per un partito conservatore; il punto è infatti un altro: questa posizione si tradurrà in un divieto bello e buono, oppure in politiche – il ministro della famiglia Fatma Şahin ha anche lei contestato l’aborto come pratica contraccettiva ex post (fatti ovviamente salvi i casi terapeutici) – che hanno l’obiettivo di scoraggiarlo? In questa secondo caso, io non ci troverei nulla di particolarmente bizzarro: e sicuramente non sarebbe la prova – una di quelle immaginate dai kemal-leghisti – di una “islamizzazione” della Turchia (che ancora non sono riuscito a capire in concreto cos’è).

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13 risposte a Erdoğan, l’aborto e le strumentalizzazioni

  1. Fro scrive:

    Vorrei fare un commento e un’aggiunta.
    Il commento è che mi pare sinceramente islamofobo definire una restrizione sull’aborto “islamizzazione” quando siamo abituati, noi italiani, da anni a vedere gli attacchi cattolici su questi temi. Il Papa sarebbe un imam travestito dunque?
    L’aggiunta, secondo me importante, è che il premier Erdogan, in un suo infelice intervento, definendo l’aborto un assassinio, ha paragonato tale pratica al massacro di Uludere. La frase in turco suona così: “Her kurtaj bir Uludere’dir”, ovvero “ogni aborto è una Uludere”. Una svista? Un lapsus? Paragonare la scelta difficile di una madre all’ “erroneo” massacro di 36 civili innocenti ad opera dei jet di uno stato, forse imbeccati dai droni USA, secondo me sarebbe da dimissioni. Per altro nell’aborto si sa benissimo chi sia il “presunto” assassino, mentre sull’eccidio di Uludere non è ancora stata fatta luce. La sottile retorica che pervade buona parte dei media turchi, è volta a sminuire il valore dei cittadini curdi della Turchia. Sono parole che sembrano dette alla leggera, ma hanno un peso enorme. Erdogan ha ripetuto che il “il problema curdo è finito, risolto. Esistono i problemi dei cittadini curdi che noi ci impegnamo a risolvere. Il problema del Pkk è una cosa, il problema curdo un’altra”. Altro esempio di una realtà falsata dalla retorica. Fra i “problemi dei cittadini curdi” ci sono la mancanza di diritti civili, la pressione militare sui territori da loro abitati, le sviste dell’esercito che mietono vittime. Il pkk è una forza di resistenza contro l’occupazione e l’assimilazione. Staccare le due cose è sbagliato. Ma Erdogan ha la fortuna di avere anche i media occidentali a sostegno di tali interpretazioni. Vedi in Italia La Repubblica: http://istanbulavrupa.wordpress.com/2012/05/28/lettera-a-repubblica-di-alessandro-tronconi/

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  3. Fro scrive:

    A me non sembra affatto così pacifica Giuseppe. E per fortuna buona parte della stampa ieri ha criticato per bene queste parole. Perchè non dire allora che ogni aborto è un olocausto, ogni aborto una seconda guerra mondiale, ogni aborto una Hiroshima? No, c’è qualcos’altro sotto quel paragone. Uludere e un aborto non sono la stessa cosa, non sono accostabili, non possono esserlo neanche dal punto di vista di un conservatore.

  4. Niccolò_Fattori scrive:

    Io aspetto ancora un commento su l’ “hayirli olsun” detto quando il processo di Sivas andò in prescrizione.

  5. Stefano scrive:

    E’ bene parlarne. E’ verissimo che abbiamo anche noi in Italia (e in altri posti nel mondo) misogeni ed antiabortisti (vedi papa, politici vari, etc.). Ma non si può dire che RTE è legittimato a dire tutto quello che vuole perchè qualcun’altro in occidente lo dice… Perchè a forza di piccoli passi (non dimentichiamo proposta legalizzazione poligamia, poi ritirata) la società Turca viene alterata e un giorno la gente si sveglierà e capirà dov’è la tanto sbandierata democrazia dell’AKP… un tram che si prende, e si scende quando conviene (cit.)
    Ps. non si comincia mai dicendo che si vuole togliere una legge come quella sull’aborto; prima si parte con le dichiarazioni ad effetto come quelle di RTE, poi una volta preparato il retroterra, si propone di restringere, e poi di abolire…

  6. massimo scrive:

    io sono avverso all’aborto e dunque condivido la posizione di Erdoğan (mi rendo perfettamente conto, però, che la rivoluzione anticulturale degli anni Sessanta-Settanta é stata, in tutto l’Occidente, vittoriosa a tal punto da rendere questa posizione ormai del tutto “eretica” e minoritaria :D tranne, forse negli USA interni, qualcosa di buono c’é pure là :D )
    condivido peraltro che ciò NON c’entra assolutamente nulla con l’islamizzazione in quanto l’ostilità all’aborto é comune alla Chiesa cattolica, a quella ortodossa e a quelle sette protestanti che hanno mantenuto un po’ di Fede in Cristo, anche se magari interpretato in modo aberrante, si pensi all’estremismo “evangelical” nordamericano !
    del resto sino al 1945, anzi sino al 1960, la cultura laica occidentale non avrebbe mai osato teorizzare il presunto “diritto” all’aborto…
    non dimentichiamoci mai che l’aborto fu legalizzato per la prima volta nello Stato (allora) anti-cristiano, anti-europeo e anti-occidentale per eccellenza cioé la Russia bolscevica di Ul’janov (Lenin), Bronštejn (Trockij), Apfelbaum (Zinov’ev), Rosenfeld (Kamenev), Soblesohn (Radek)…
    in Europa, anche nei progressisti e “liberal” paesi del Nord l’aborto iniziò a essere legalizzato solo dopo la II GM, nella Francia radical-massonica solo negli anni ’60 (lessi su un giornale dell’epoca di Vichy, quando però era ancora in vigore il codice penale della laicissima III Repubblica, che una donna fu ghigliottinata per aborto, forse era anche una procuratrice…normalmente le pene erano un po’ meno dure) e negli USA, in modo un po’ “furbetto” (via Corte suprema, all’epoca “liberal”, sentenza Roe vs Wade…mai il Congresso avrebbe osato legalizzarlo..se escludiamo l’Est e la California, i Congressmen REP ma anche DEM che avessero votato per l’aborto sarebbero stati fatti fuori come tordi dai loro infuriati elettori “true Americans”), solo nei “rivoluzionari” anni ’70….
    dubito molto, ma se Erdoğan rappresenta un’inversione di tendenza ben venga !

  7. manuela scrive:

    E’ a dir poco stridente una discussione sull’aborto tenuta da membri del sesso maschile, che neanche lontanamente hanno idea di cosa significhi per una donna abortire o -essere costretta- a portare avanti una gravidanza indesiderata.
    Ma vorrei commentare le parole di giuseppe: cosa sono secondo te politiche giuste che mirano a “scoraggiare” l’aborto??? Condannare socialmente ed etichettare una donna come omicida con la conseguenza di costringerla a non abortire? O emarginarla nel caso decidesse comunque di farlo??
    Che l’aborto non sia un metodo aniconcezionale è chiaro anche nei paesi scandinavi e in germania dove nessuno si prendere la briga di mettere questo diritto in discussione. E in questi paesi per prima cosa si insegna alla donna a vivere liberamente la propria sessualità utilizzando una miriade di metodi anticoncezionali in circolazione. E nel caso una donna incinta decida di voler abortire, le si assicura sostegno psicologico mirato non solo a farle superare il trauma ma anche a valutare la convenienza o meno di un gesto così estremo, a capire quali possano essere eventualmente le alternative possibili.
    Uomini: perfavore, un pò più di delicatezza e sensibilità quando trattate argomenti così lontani da voi.

    • ciao, grazie per il tuo commento. io pero’ non ho parlato di aborto in quanto tale (e per l’appunto preferisco non farlo), ho semplicemente fatto notare che c’e’ una bella differenza tra vietare e persuadere/incentivare/scoraggiare lasciando pero’ la decisione finale ai diretti interessati (come ho scritto, lacritica di fondo del ministro della famiglia – una donna – e’ sull’uso dell’aborto come sistema anti-concezionale ex post: e su questo mi sento di essere d’accordo, se poi verranno messe in atto campagne informative sui sistemi anti-concezionali…)

  8. Simone Favaro scrive:

    Giuseppe, sono d’accordo con Manuela. Personalmente, e come credo gran parte dell’opinione pubblica, non perdonerei e non perdono certe esternazioni nemmeno se venissero da un politico italiano. Ok, sei un partito conservatore. Ma la democrazia è un’altra cosa: il concedere la libertà di scelta. E la strada indicata da Manuela dovrebbe essere la regola. Tanto chi per fede, motivazioni personali o altro decide di non abortire continuerà a farlo. Ma se qualcuna decide sempre per motivi personali di compiere questa difficile scelta, deve avere tutto il sostegno possibile. Questa è una società civile.

    Troppo spesso mi vedo confondere le “ideologie politiche” con le necessità della società e le conseguenti scelte politiche. Spesso vedo classi dirigenti che si arrogano la visione corretta del mondo, quando una classe politica dovrebbe essere super-posizione e super-partes rispetto alle proprie “radici” e gestire in nome delle reali esigenze della società.

    Non condivido questo accettare indistintamente tutte le esternazioni in nome di un pseudo liberismo. Le cazzate dı Erdoğan vanno condannate tanto quanto le cazzate che si dicono contro di lui (quando sono cazzate acclarate). E questa di Erdoğan, è una cazzata. E non si può tacere.

    • sinceramente, non ho capito quale sarebbe la cazzata… che l’aborto e’ un omicidio? pero’ i partiti politici sono per definizione di parte: e mi sembra abbastanza ovvio che cerchino di proporre i loro valori (proporre, non imporre).

      io ad esempio sono anti-proibizionista in ogni settore: sono contro i divieti, sono pero’ a favore di campagne informative e di misure di qualsiasi tipo volte a scoraggiare alcuni fenomeni che producono effetti oggettivamente negativi sulle persone.

      arrivo alle estreme conseguenze: perche’ l’aborto si’ e l’infanticidio (subito dopo il parto) no?

  9. Stefano scrive:

    beh, francamente l’ultima parte del commento mi pare parecchio infelice. Per di più, più il tempo passa e più si parla di legge per vietare l’aborto o per renderlo praticamente impossibile (tipo lasciare solo 4 settimane per praticarlo)… alla faccia di azioni svolte a ridurre/disincentivare! Totalmente d’accordo con Simone e Manuela… Poi se posso contribuire al dibattito, suggerirei un interessante pezzo http://www.hurriyetdailynews.com/abortion-in-islam.aspx?pageID=238&nID=22195&NewsCatID=396

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