Una settimana di pausa


Istanbul, Avrupa va in vacanza per una settimana, io rimarrò comunque a Istanbul ma non avrò il tempo materiale per scrivere. Se invece volete contribuire voi con qualche post, non esitate a inviarmelo al mio indirizzo di posta elettronica e io provvederò poi a pubblicarlo appena possibile.

About these ads
Questa voce è stata pubblicata in Turchia. Contrassegna il permalink.

14 risposte a Una settimana di pausa

  1. Pingback: Una settimana di pausa - Istanbul Avrupa - Webpedia

  2. mirkhond scrive:

    Mi chiedo se in questi giorni ad Istanbul faccia caldo come qui a Bari…
    Qui è davvero insopportabile….

  3. mirkhond scrive:

    In questi giorni qui a Bari la calura è davvero opprimente…
    Per non pensarci troppo, mi sono visto due film turchi su you tube in lingua originale, e purtroppo non sottotitolati…
    Diciamo che è come guardarsi un film muto degli anni ’10-’20 del XX secolo.
    Ciò che dico quindi è frutto solo di immagini, perché purtroppo il 99% dei dialoghi mi risultano incomprensibili e con una fonetica che ricorda molto il giapponese, soprattutto quando parlano incazzati…
    Per comprendrne un po’ le trame mi sono dunque servito di internet, di siti cinematografici in inglese e delle mie poche conoscenze sull’argomento.
    I film in questione sono Kuruluş, del 1986, incentrato sull’origine dell’Impero Ottomano e sul suo fondatore , l’emiro Osman, negli anni 1280-1326 d.C., l’altro invece è un episodio della saga di Dede Korkut, la grande epopea Oghuz, redatta probabilmente nel XV secolo, ma con una lunga tradizione orale, incentrata sull’epica semileggendaria degli antichi Oghuz sciamanici e su quelli poi divenuti musulmani, ma con ancora il ricco bagaglio delle loro tradizioni preislamiche.
    La saga, o almeno il ciclo di racconti che si raccolgono attorno al bardo Dede Korkut, non sono collocabili in un’epoca storica definibile, e territorialmente spaziano da una vastissima area tra le steppe altaico-centroasiatiche e l’Anatolia selgiuchide (secc. XI-XIII).
    Per cui non sono in grado di stabilire l’esatto grado di aderenza al poema, della serie televisiva turca andata in onda nel 2007, se non sbaglio, e incentrata su diverse saghe che hanno appunto come comun denominatore, il poeta e narratore Dede Korkut e le tribù Oghuz.
    Le mie osservazioni dunque, si limitano a quanto visto nell’episodio chiamato Salur Kazan, episodio per me interessante, in quanto affronta il tema della lotta dei Turchi contro i Rum, i Romei bizantini, esattamente come il film Kuruluş già citato.

  4. mirkhond scrive:

    In Kuruluş, si narra appunto l’origine e la nascita di quello che sarebbe diventato l’Impero Ottomano, e quindi è incentrato sulle vicende di colui che ne viene ritenuto il fondatore e l’eponimo: l’emiro ghazi (combattente per l’Islam) Osman, negli anni 1280-1326.
    Nel film sono frequenti le lotte tra la tribù turcomanna dei Qayi (i futuri Osmanli) e i Romei per il possesso della Bitinia.
    Naturalmente essendo un film turco, si tratta di un’opera autocelebrativa, e dove i Turcomanni appaiono sempre e solo come dei miti e pacifici allevatori, tormentati oppressi dai biekissimi Romei, coi loro raids in cui le vittime sono sempre turcomanne….
    Inoltre, i Romei indossano armature ed equipaggiamenti di epoca giustinianea-eracliana dei secc.VI-VII, mentre nei sec..XIII-XIV, le fogge militari erano più simili a quelle franche, e sugli elmi compare sempre la Croce, cosa che, allo stato attuale delle mie conoscenze, NON mi risulta affatto, almeno osservando le miniature, affreschi, mosaici ed icone bizantine dall’XI secolo in poi…
    Croce che poi compare su scudi, come emblema sulle porte delle mura delle città e dei castelli romei che gli Osmanli prendono uno dopo l’altro…
    Ancora le donne romee cristiane ortodosse, sia nobildonne come Olofira-Elena (la futura Nilufer Hatun, prima moglie di Orkhan, figlio e successore di Osman), che semplici popolane NON hanno mai il capo velato, NEMMENO in Chiesa, il che, per chi ha un minimo di conoscenza del Cristianesimo, e soprattutto di quello Ortodosso e per giunta nel XIII-XIV secolo, la cosa appare alquanto inverosimile….
    Insomma, da quel che si è potuto osservare, se film romei come Smirne 1922 tratto dal dramma autobiografico di Elias Venezis da Ayvalik, presentano una visione parziale e a tratti caricaturale dei Turchi, mi sembra che in Kuruluş, avvenga la stessa cosa in modo simil-contrario, in quanto film di questo tipo, proprio per il carattere autocelebrativo con cui sono stati fatti, ho l’impressione che più che narrare delle vicende di Osman e del suo tempo, parlino piuttosto ai Turchi e per i Turchi di OGGI, per i quali i “Greci” sono gli arcinemici per eccellenza, e da osservare naturalmente nei loro aspetti PEGGIORI, veri o presunti….

  5. mirkhond scrive:

    Come per Kuruluş, anche nell’episodio Salur Kazan della serie tv turca dedicata a Dede Korkut, e più recente (2007 circa), possiamo osservare lo stesso topos sui Rum Ortodossi, visti sempre come dei biekissimi oppressori di mitissime e pacifiche tribù turcomanne dedite solo alla pastorizia e alla caccia…..
    Sempre stando alle immagini, si possono rilevare delle stranezze nell’equpaggiamento militare romeo, tipo stendardi col Giglio, che, a quel che mi risulta, era l’emblema della Francia Occidentale Capetingia (l’attuale Francia) e di dinastie franche ad essa collegate tipo gli Angiò di Napoli e d’Ungheria nel XIII-XV secolo.
    Come già in Kuruluş, non compare MAI l’Acquila Bicipite, emblema imperiale romeo, documentato per la prima volta proprio in Anatolia, col golpe di Isacco I Comneno a Castamone (Kastamonu) nel giugno del 1057, e poi diventato, accanto alla Croce e alle Immagini di Cristo e della Madonna e di alcuni Santi Militari come San Michele, San Giorgio e San Teodoro Stratelate, l’emblema ufficiale della Romània in epoca paleologa (1259-1460).
    Nel combattimento poi, i Romei sembrano avere la superiorità militare col largo uso di cavalleria e arcieri, mentre i mitissimi e ingenui turcomanni combattono a piedi, e spesso limitandosi allo scagliare grossi massi contro i Romei suddetti. Cosa assurda se pensiamo che questi figli delle steppe, erano i migliori cavalieri e arcieri dell’epoca, e proprio le loro tecniche di combattimento li portarono ai successi che conosciamo, e, quando possibile, ad arruolarli come mercenari proprio da parte della stessa Romània, a partire dal regno di Alessio I Comneno (1081-1118).
    Infine i tratti somatici di coloro che, a giudicare dal contesto storico di questa fiction televisiva, dovrebbero essere appena insediatisi in Anatolia (secc.XI-XII), tratti somatici di questi “turcomanni” sono praticamente quelli dei Turchi di oggi, tra cui NON vi sono tratti mongolici-altaici, come invece dovettero esservi tra le tribù giudate dai Selgiuchidi a quei tempi…
    Insomma, anche in questo caso, si tratta dell’ennesimo polpettone autocelebrativo ad uso e consumo dei Turchi di OGGI, alla luce di più RECENTI e drammatiche vicende, su cui è stata costruita l’identità turca moderna, e sul bisogno di questa identità MODERNA di rielaborare il “proprio” lontano passato…..
    Bellissimi invece i paesaggi della Cappadocia, Nevşehir, Avanos, Ürgüp, Mustafapaşa dove è stata girata questa fiction….
    Per Kuruluş, penso che, se non in Bitinia, sarà stato girato presumibilmente sulla costa pontica…

  6. mirkhond scrive:

    errata corrige: aquila bicipite

  7. mirkhond scrive:

    errata corrige 2: guidate dai Selgiuchidi ecc.

  8. luigi scrive:

    ehehe mi sembra che siamo sul tono dei filmacci storici di Hollywood e Cinecittà coi Romani buoni e i Barbari cattivi o gli Ebrei buoni e gli Egiziani cattivi etc etc..

  9. mirkhond scrive:

    Penso proprio di si, con l’aggiunta dell’autocelebrazione nazionalistica, in Turchia, come in “Grecia” davvero molto sentite….
    ciao!

  10. luigi scrive:

    ah già dimenticavo i “300″ di recente produzione, in cui il buon Serse era un pervertito al comando di milioni di uomini altrettanto pervertiti mentre i Greci (quelli i cui sedicenti eredi imbrogliavano sui conti della UE) erano una prefezione di moralità e coraggio…ora, visto che anche Omero diceva “timeo Danaos….” direi che non avevano un gran buona nomea neanche allora eppure ci sono stati e ci vengono venduti come una Nazione Eletta..che palle!

  11. luigi scrive:

    ovviamente era “perfezione”

  12. mirkhond scrive:

    Luigi, 300 è l’ennesima mistificazione cinematografico-identitaria, che vede nei Greci antichi, diciamo in Sparta e Leonida, l’occidente franco di OGGI a guida USA nella lotta contro l’Oriente Islamico (l’Iran degli Ayatollah, non certo quello di Serse…), non solo iranico, ma musulmano fondamentalista in genere…
    Del resto la frase finale di quella cagata a stelle e striscie, detta dal comandante dei Greci, dice, che i Greci (l’Occidente a guida usa) combatte “Contro il MISTICISMO e la TIRANNIA”, dove la forte fede in DIO viene associata alla TIRANNIDE…..
    Poi lo sappiamo quanto i “Greci” di OGGI siano i discendenti di quelli antichi, con cui hanno POCO o NULLA a che spartire, come chiunque abbia studiato un po’ di storia bizantino-ottomana, sa….
    ciao!

  13. mirkhond scrive:

    errata corrige: che i greci…combattono ecc.

  14. luigi scrive:

    e appunto..chiunque abbia studiato un po’ di Storia (non scendiamo poi nel “bizantino-ottomana”) è già una categoria che in Italia e anche altrove non è tanto facile da reperire :^) !
    Se poi parliamo dei popoli che si ritengono e/o riescono a farsi ritenere “eletti” ecco che l’ignoranza della Storia fa danni irreparabili anche a livello di scelte governative. E così il povero Serse rimane sempre fregato :^):^)

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...