L’insegnamento della lingua curda


Una delle novità politiche degli ultimi giorni è l’annuncio da parte del premier Erdoğan dell’attivazione, a partire dal prossimo anno, di corsi facoltativi di curdo nelle scuole medie pubbliche (il secondo ciclo del 4 + 4 + 4). Il cambiamento introdotto è epocale, tuttavia – almeno in relazione alle richieste degli attivisti curdi – sembra abbastanza timido e può essere ritenuto positivo solo se considerato un primo passo, una prima apertura a cui seguirà ben altro: come ho spiegato in questo mio articolo dell’anno scorso, la richiesta infatti è non l’insegnamento del curdo alla stregua di una lingua straniera ma l’insegnamento in curdo di tutte le discipline; certo, poi bisognerà anche vedere se questa richiesta degli attivisti (impegnati in un lavoro immane di standardizzazione della lingua e nella preparazione dei manuali scolastici) verrebbe seguita da un numero sufficientemente elevato di famiglie e studenti, magari maggiormente interessati ad apprendere l’inglese, il russo o altre lingue meglio spendibili sul mercato del lavoro.

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16 risposte a L’insegnamento della lingua curda

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  2. anna serrano scrive:

    C’è chi dice che la misura di erdogan sia solo un “contentino” per fare vedere che lui è bravo con i curdi mentre che in realtà il problema è di portata ben profonda e il “contentino” gli permetterebbe in realtà di portare avanti la solita politica applicata ai curdi fino adesso. se il curdo si insegnasse come si insegna il catalano in catalonia, i bambini potrebbero anche imparare l’inglese o altre lingue. una cosa non dovrebbe escludere l’altra. vedremo come procede il tutto.

  3. anna serrano scrive:

    volevo scrivere catalogna al posto di catalonia

    • mirkhond scrive:

      Anna, i miei complimenti per il tuo bellissimo sito fotografico, in particolare per gli splendidi scorci e persone di Istanbul e del Maghreb (Tunisia, Marocco?)
      ciao!

      • anna serrano scrive:

        grazie mille! le foto del maghreb sono state scattate in marocco, tangeri. poi ce ne sono altre al cairo.
        mancano ancora tantissime foto della turchia, fra poco verrà aggiornato il sito

        • anna serrano scrive:

          la normalizzazione di una lingua vuol dire proprio che venga usata come una lingua normale e con normalità. in spagna ci sono quattro lingue ufficiali: spagnolo, catalano, euskera (basco) e galiziano. la spagna è divisa in comunità autonome, ognuna di esse con un proprio parlamento (che poi dovrebbero avere più autonomia è un’altro paio di maniche e che i loro statuti siano stati motivi di rissa politica ancora un’altro). il catalano è usato nelle istituzioni e dalle istituzioni in catalogna. c’è anche un corpo di polizia catalano, els mossos d’esquadra, che è tenuto a conoscere ed essere capace di parlare il catalano (anche se poi parlano pure quello che vogliono). la scuola è in catalano, mentre che il castigliano (detto anche spagnolo) viene insegnato come seconda lingua. in ogni caso la presenza del castigliano è talmente forte sia in televisione che sulla stampa che per la quantità di gente di fuori che la usa, che non vi è ragazzo che non la parli perfettamente a livello di lingua madre.
          la scuola è in catalano, i libri di scuola in catalano, le istituzioni sono in catalano, i documenti in catalano e spagnolo, la pubblicità per lo più in catalano, nei negozi si è serviti in catalano se vi si rivolge in catalano, l’università in catalano. chi desidera puo’ fare gli esami in spagnolo.
          insomma, una lingua normale, vissuta con normalità, tutto quello che ho elencato precedentemente non dovrebbe avere nulla di strano. non dovrebbe stupire a nessuno che una popolazione parli la propria lingua.
          non tutto sono tarallucci e vino. la lingua catalana è a rischio, come tutte le lingue di quei popoli che hanno poco potere o che comunque sono sotto il mantello di stati forti.
          la differenza fra la condizione del catalano e del kurdo è che in catalogna parlare in catalano è ritenuta una cosa ottima, segno di cultura, e di aver studiato. parlare in kurdo spesso viene ritenuto come segno di chi appartiene a un popolo che non ha studiato.
          inoltre, fra quelli che hanno fatto di tutto per normalizzare la lingua catalana sono un settore della borghesia. la situazione e il marco è diverso, nonostante le simpatie fra ambedue i popoli tanta.

          • grazie mille! e mi sembra molto importante il punto che hai giustamente messo in evidenza sull’esistenza – in Spagna – di forme avanzate di autonomia: il problema di fondo della Turchia e’ proprio una centralizzazione eccessiva di piu’ o meno tutto…

  4. onur güvercin scrive:

    ma cosa stiamo parlando? é una vergogna…

  5. Aletronc scrive:

    La lingua d’insegnamento è il catalano, il castigliano viene insegnato solo come “seconda lingua” se non erro. L’importante è che alla fine del percorso scolastico i ragazzi sappiano correttamente le due lingue!

  6. Fro scrive:

    Per chi volesse approfondire qui c’è un articolo interessante del KurdishGlobe: http://kurdishglobe.net/display-article.html?id=6ECEA43D2E378BACC3A4356A4DCABDBB

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