(da domani spero di poter riprendere a scrivere con costanza sul blog, per adesso riprendo la mia rubrica favorita..)
Lettera a Italians, il blog di Severgnini: Il vero motivo per cui la Turchia è lontana dall’Europa
Il problema è invece che questo paese ha una storia travagliata. Da Ataturk che salva la Turchia, con riforme grandiose e moderne, attraverso il Kemalismo malato, con un esercito minaccioso e prevaricante, ma ora annientato e decapitato dal nuovo “sultano” Erdoğan col suo partito, che sta trascinando il Paese verso una progressiva e costante deriva religiosa, anti laica e antidemocratica. 100 giornalisti in galera e gli altri imbavagliati, la famigerata “operazione Ergenekon”, degenerata in vera epurazione fascista, terreno di vendetta. Il teorema oppositore=terrorista (ora non piú golpista)=galera. Non c’è giorno che a decine non finiscono in prigione. Ma perché, Severgnini, i giornali ignorano queste cose? É questo il vero motivo per cui la Turchia è lontana dall’Europa. Il Sultano, imam (ha studiato da imam) Erdoğan va verso il mondo arabo come ha sempre sognato lui. Ha messo di mezzo l’Europa quando gli ha fatto comodo, come del resto abbiamo fatto anche noi. Un Paese sconosciuto.
Mah, secondo me invece il problema è proprio quello che scrivono – secondo una precisa agenda politica, o per incompetenza – certi giornalisti: e i lettori finiscono coll’avere quest’immagine fortemente distorta della realtà…

Pingback: La Turchia e i pregiudizi degli italiani (25) | Istanbul, Avrupa
Pingback: La Turchia e i pregiudizi degli italiani (24) - Istanbul Avrupa - Webpedia
Meno male che poi sul Corriere c’è il vecchio Romano che ogni tanto dice la sua almeno da esperto di politica estera..
si’, per fortuna c’e’ Romano. il problema sono pero’ un paio di corrispondenti che combinano quotidianamente guai (bellissima quella di Erdogan che fa un passo indietro sulla Siria, quando la Turchia non ha MAI pensato a un intervento armato in queste circostanze…)…
ne sono sempre stato convinto anch’io però ammetterai che qualche affermazione bellicosa era stata fatta (del tipo “qualcuno dovrà pagare!” che in senso politico non è proprio solo una richiesta di un indennizzo).
si’, le affermazioni sono state fatte: pero’ chi ha la responsabilita’ di raccontare e spiagare a un bel po’ di persone cosa accade nel mondo deve saper distinguere tra la retorica e i fatti (altrimenti si farebbe meglio a cambiar mestiere). tra l’altro, NESSUN analista degno di questo nome – neanche l’australiano intervistato dalla Ottaviani – ha mai considerato possibile un intervento armato in queste condizioni…
Ovvio, comunque sarebbe stata opportuna un po’ di enfasi in meno in certi atteggiamenti degli alti papaveri del governo, specie se poi salta fuori che l’aereo è stato colpito mentre era nello spazio aereo siriano. Oggi su HDN, il pro-AK Aykol dice che non si deve escludere a priori un’azione militare anche se solo come minaccia. Le balle! Se la minaccia deve essere credibile ci deve essere l’intenzione e la capacità (cioè volontà politica, disponibilità di una potenza superiore a quella nemica e dislocazione delle forze nel possibile teatro di guerra) di portarla a compimento davvero e “l’avversario” deve averlo ben chiaro! Se l’AK pensa di fare questo poi basta una scintilla….se invece non lo pensa allora sono minacce inutili e controproducenti.
uhm, il problema di fondo (ma pare che alcuni colleghi delle agenzie – soprattutto quelli che, non si sa per quale ragione, scrivono contemporaneamente anche per quotidiani, riviste e quant’altro – non ci facciano troppo caso) e’ che una qualunque frase va interpretata nel suo contesto: in primo luogo, nell’ambito del discorso (e il discorso di Erdogan e stato complessivamente improntato alla cautela); in secondo luogo, nell’ambito delle azioni concrete effettivamente messe in campo.
poi, ci si puo’ divertire a parlare di ‘venti di guerra’: ma in questo modo si disinforma il lettore (ancor peggio e’ parlare di passi indietro invece di ammettere l’errore: perche’ i venti di guerra, a detta di TUTTI gli analisti, non hanno MAI spirato)
..però ribadisco che non credo si possa imputare troppe colpe ai corrispondenti se note firme filogovernative fanno affermazioni tipo quella di Aykol. Erdogan ha sicuramente fatto un passo indietro per quanto riguarda il tono delle sue dichiarazioni ( dal “qualcuno pagherà” al “vediamo dove stava l’aereo”) e inoltre mi sembra che nessuno abbia scritto “la Turchia sull’orlo della guerra”..giusto?
Akyol – musulmano liberale – non puo’ essere definito ‘filogovernativo’: e’ un intellettuale libero, che non ha pregiudizi ma esprime apprezzamenti e critiche (pero’ non e’ un esporto di politica internazionale e ancor meno di temi strategici). riguardo ai corrispondenti d’agenzia, qualcuno ha parlato di ‘venti di guerra’: e invece di ammettere la cantonata, ha sostenuto che e’ Erdogan ad aver cambiato idea…
E parte i toni esagerati, non mi pare che questo articolo dica solo baggianate, anzi. Peraltro, si potrebbe leggerlo tutto http://italians.corriere.it/2012/06/28/il-vero-motivo-per-cui-la-turchia-e-lontana-dalleuropa/.
il link all’intervento completo in effetti gia’ c’era. poi, nei fatti (che non sono solo i casi funzionali alla propria tesi precostituita), la parte che ho riportato e’ praticamente il mondo alla rovescia: si imputano all’Akp le distorsioni del sistema politico turco proprie della fase autoritaria kemalista che l’Akp sta invece cercando di neutralizzare…
Si, però questa storiella dell’Erdogan innocente perchè le leggi illiberali le hanno fatte gli altri non regge… Primo, governa da 10 anni con maggioranze ben salde, quindi se voleva poteva cambiarle (cosa che ha fatto solo in minima parte e solo quando gli è convenuto). Secondo, sappiamo tutti che polizia e magistratura sono controllati in buona parte da Gulen. Non è un caso che solo negli ultimi mesi, col crescente clash tra setta e partito la cosa diventi evidenente anche a scapito dello stesso AKP (vedi scandalo capo del MIT o corti speciali). In sostanza l’AKP, si sta giovando alla grande di un legislazione fatta in gran parte da altri (vecchia elite), molto più degli altri… Putin sembra molto vicino!
posso chiederti di fare un esempio – me ne basta uno – di paese ex comunista dell’Europa orientale in cui e’ avvenuta una transizione rapida, indolore e definitiva dall’autoritarismo alla democrazia? o di un qualsiasi paese ovunque nel mondo, in qualsiasi periodo storico, in cui cio’ sia avvenuto?
un solo esempio…
Certo, Repubblica Ceca o paesi Baltici… Li la transizione mi sembra sia stata molto smooth. Se vuoi te ne faccio altri di esempi.
Btw, la situazione della Turchia quando l’AKP ha preso il potere non era neanche lontanamente paragonabile a quella di un paese ex-comunista all’indomani del crollo del muro di Berlino. Semi di tradizione democratica e democrazia (quanto meno) elettorale erano già presenti. Peraltro non hai risposto al mio punto…
accetto la repubblica ceca (magari i paesi baltici qualche GROSSO problema con le minoranze russofone ce l’hanno).
non ti sembra che la situazione della Turchia – Pkk, Ergenekon, tentativi in serie di colpi di stato etc etc – sia un po’ piu’ complicata di quella della repubblica ceca? altro che ‘democrazia’…
La questione del rapporto tra Turchia ed Europa, e i pregiudizi relativi, sono però più vecchi dell’ascesa dell’Akp, e sono legati alla turcofobia, presente da SECOLI in Europa, perché sinonimo di BARBARIE+ISLAM.
Il kemalismo, in 80 anni di governo NON è riuscito davvero a scalzare tale pregiudizio, nonostante il suo laicismo, il nazionalismo mutuato proprio dall’Europa, in quanto ha comunque dato l’impressione che, tale laicismo fosse solo una PATINA legata alle classi dirigenti e ai ceti colti e medio-alti, senza scalfire di fatto la gran massa della popolazione RIMASTA musulmana, anche negli stili di vita e nell’abbigliamento femminile…
Non dimentichiamo che i negoziati per l’ingresso della Turchia in Europa risalgono al 1987….
Erdogan e l’Akp dal 2002, hanno solo contribuito a mantenere “provvidenzialmente” tale pregiudizio, che poi è quello che i vertici europei vogliono.
Non si ha presente infatti che i vertici europei colla Turchia vogliono un rapporto di tipo MAFIOSO, e cioè fare il LAVORO SPORCO, che noi civilissimi, liberalissimi e democraticissimi europei non possiamo fare direttamente, e cioè creare un SOLIDO ANTEMURALE anti-iraniano, antirusso e anti-fondamentalista islamico che ci pari il culo.
E in questo la Turchia bisogna riconoscerlo, ha svolto un ottimo lavoro, solo però che il “mafioso” in cambio delle sue prestazioni, pretende di sedere al tavolo dei suddetti raffinatissimi, presentabilissimi e rispettabilissimi di Bruxelles, e addirittura ricevere la mano della figlia…
E allora i rispetabilissimi, RISTABILISCONO LE DOVUTE DISTANZE, ricordando al “mafioso” che la legge è legge, è lui è appunto un mafioso…
Questo voleva l’Europa nel 1987-2002, e questo VUOLE l’Europa DOPO il 2002, col “provvidenziale” ritorno all’Islam dell’Akp…
I leghisti nella loro rozzezza razzista-identitaria lo dicono espilicitamente, Ratzinger lo dichiarò nel 2004, all’epoca del libercolo scritto con l’amicone Pera, ma i POTERI FORTI che contano DAVVERO tra Berlino e Parigi, in linguaggio, forbito, peloso e ipocrita, non lo dicono, ma fanno in modo che si faccia come chiedono i più rozzi&impresentabili di prima….
Anche la politica “neoottomana” può essere tollerata nella misura sempre del cordone sanitario sunnita antiirano-russo, e le tensioni di confine con la Siria vanno in quella direzione, politica a cui l’Akp può essere più utile rispetto al troppo screditato nazionalismo panturanista kemalista…
errata corrige: e lui è appunto ecc.
Anche i Basileus bizantini davano le loro figlie in spose ai capi turchi per averne gli arcieri a cavallo al loro fianco in battaglia e poi, dai e dai, il trono di Costantino è diventato quello di Osman.. è a questo che alludevi Mikhond? ;^)
Per Luigi
In un certo senso si.
Osserviamo i rapporti turco-romei nei secoli XI-XIV.
Già sotto Alessio I Comneno (1081-1118) gli imperatori romei cominciano a fare ricorso a mercenari turcomanni, appena insediatisi in Anatolia, per salvare lo stato romano da altri invasori come i Normanni di Puglia nel 1081-1083.
Lo stesso sotto i suoi successori, penso al figlio Giovanni II (1118-1143) nelle sue campagne contro gli Armeni di Cilicia nel 1137-1138 e contro il principato franco di Antiochia sempre nello stesso periodo e nel 1142-1143.
Penso ancora a Manuele I (1143-1180), che, con la diplomazia tenta di arruffianarsi il sultano di Rum, Kiliğ Arslan II (1155-1192), prima invitandolo a Costantinopoli nel 1162, e poi, dopo il disastro di Miricefalo (1176), provocato dalle campagne megalomani dello stesso Manuele nei Balcani nel 1160-1167, che avevano permesso a Kiliğ Arslan di rafforzarsi, annettendosi il regno dei Danishmend e unificando così l’Anatolia turca (1175), Manuele dicevo, nel 1180, poco prima di morire, tenta di forzare la Chiesa Ortodossa a cancellare dal Catechismo, l’anatema contro Allah, cui erano tenuti i musulmani che si convertivano al Cristianesimo!
Ma, se in epoca comnena, il trono e il prestigio romei erano ancora abbastanza forti, e i Turchi MUSULMANI, erano solo una componente del variegato esercito mercenario romano, con l’avvento dei Paleologhi (1259-1460), che i Turchi anatolici divengono sempre più preponderanti.
Se Michele VIII inizia la riconquista della Morea servendosi di 5000 mercenari selgiuchidi nel 1261-1263, con i regni di Andronico III (1328-1341) e quelli di Giovanni V (1341-1391) e quelli di Giovanni VI Cantacuzeno (1347-1354) e la guerra civile del 1341-1347 che distrusse ciò che restava della superstite forza romea, vediamo il MASSICCIO impiego di mercanari turchi a servizio di ENTRAMBI i contendenti al brandello di trono romeo, turchi dell’emirato di Aydin sotto Onur nel 1342-1345 e gli stessi Osmanli di Orkhan nel 1346!
Aydin e gli Osmanli erano solo i due emirati turcomanni più famosi, formatisi coll’invasione di ciò che restava dell’Anatolia romana nicena nel 1261-1300 circa, grazie ai sogni megalomani neo-universalistici di Michele VIII (1259-1282)!
Osmanli che, impadronitisi della Bitinia nel 1280-1337 rosicchiandola pezzo per pezzo, avrebbero poi dato vita al grande impero Ottomano!
Una volta entrati nel gioco delle folli guerre civili romane del 1341-1347 e 1352-1353, gli Ottomani non potettero PIU’ essere ricacciati in Anatolia, e i “picciotti” chiamati a compiere il lavoro sporco da parte dei pretendenti romei CRISTIANI al trono di Costantinopoli, finiranno per dventare i PADRONI della Romània balcanica che da allora sarebbe stata chiamata RUMELI!
Guerre civili sempre più assurde e che CONTINUARONO anche DOPO che Murad I (1362-1389), figlio e successore di Orkhan, aveva stabilito la sua residenza più importante ad Adrianopoli/Edirne (1365). Penso alle guerre civili del 1376-1379 e 1385, tra Giovanni V e Andronico IV, e quella del 1390, sempre tra lo stesso Giovanni V e Giovanni VII, figlio di Andronico IV!
Ma il colmo fu, che l’ERRORE di servirsi degli Ottomani, sempre per i soliti giochetti mafiosi di potere, “contagiò” anche gli altri principi cristiani balcanici, penso ai Topia, albanesi CATTOLICI che, nel 1385 chiamarono gli Ottomani contro i Balsha di Scutari, anch’essi albanesi e CATTOLICI e che negli anni 1360-1385, stavano unificando le terre albanesi centro-settentrionali sotto il proprio dominio. Balsha II (1379-1385) fu ucciso in battaglia dagli Ottomani in APPOGGIO a Carlo Topia! Dal 1387 nei documenti ottomani, diversi principati albanesi appaiono sempre più soggetti al Sultano, cosa che nemmeno le numerose rivolte, tra cui quella più lunga, famosa ed eroica di Giorgio Castriota Skanderbeg, ex ufficiale ottomano e musulmano negli anni 1430-1443, tra il 1443 e 1468, potettero davvero eliminare….
Idem tra i principi serbi, e penso alla famosa battaglia del Kosovo del 15 giugno 1389, in cui nel campo ottomano militavano l’imperatore romeo Giovanni VII Paleologo (1385-1408) e altri principi CRISTIANI, così come la prima scorreria ottomana in Bosnia nel 1388, fu FAVORITA da Giorgio II Balsha (1385-1403), in contrasto col re serbo Lazzaro ealtri principi serbi del futuro Sangiaccato!
Lo stesso Skanderbeg, venne ostacolato da Vuk Brankovic’ (1427-1456), sovrano serbo in combutta con il sultano Murad II (1421-1451) e Mehmet II (1451-1481) negli anni 1444-1456, cosa che non impedì allo stesso Mehmet II di fagocitare la Serbia nel 1455-1459!
Insomma i contrasti di potere tra i principi cristiani tra Anatolia e Balcani, avrebbero CONTRIBUITO all’arrivo degli Ottomani sotto le mura di Vienna, e sempre con la cieca illusione, di servirsi degli stessi Ottomani per regolare i conti tra loro, senza capire che il conto lo avrebbero pagato al picciotto divenuto lui il PADRONE!
Questo atteggiamento per me resta davvero inspiegabile, se non alla luce della più cieca e avida follia di potere….
ciao!
errata corrige: Đurađ Brankovic’ (1427-1456) fu sovrano serbo nemico di Skanderbeg e filo-ottomano, mentre Vuk era suo padre.
De resto, la potenza ottomana nei secoli XV-XVIII fu favorita proprio dalle coalizioni trasversali tra potentati cristiani e musulmani contro altri potentati cristiani e musulmani.
La Francia dei re cristianissimi, nei secoli XVI-XVII, ai tempi della minaccia ottomana alle porte di Vienna, stava col Sultano, mentre gli Asburgo, Venezia e il Papato erano ALLEATI dei Safawidi dell’Iran (1502-1736), anch’essi turcomanni iranizzati come gli Ottomani, ma shiiti Alevi e poi Imamiti (sotto Shah Abbas I 1587-1629).
Alleanza asburgico-veneto-papalina con l’Iran, impedì agli Ottomani di dilagare in Germania e nel resto d’Europa, come quella franco-ottomana, tenne inchiodati gli Asburgo sulla difensiva, e vide il Mediterraneo soggetto ad un’agguerrita politica piratesca barbaresca, a cui corrispose una pirateria cristiana dei Cavalieri di Malta (1530-1798) e dei Cavalieri di Santo Stefano, con le rispettive galee piene di tanta povera carne cristiana e musulmana come schiava (anche se, per i cristiani che abbracciavano l’Islam, e dotati di grande intelligenza, ambizione e mancanza di scrupoli religiosi, morali e sessuali, potevano aprirsi brillanti carriere fino ai vertici della marina, dell’esercito, dell’amministrazione e del governo ottomani, dato il carattere MERITOCRATICO dell’Islam, cosa impossibile o difficilissima nella controparte cristiana, chiusa in un rigido classismo)!
In sostanza continuava la politica EUROPEA e CRISTIANA di servirsi degli Ottomani per i soliti lavoretti sporchi contro i rivali CRISTIANI, ma alla luce del sole continuando a DISPREZZARE gli stessi Ottomani perché MUSULMANI, nemici della Cristianità (sì, ma solo quando e come faceva comodo…), e perché considerati pervertiti sessuali capaci delle peggiori turpitudini (da qui COSE TURCHE, per indicare una sessualità disinibita moralmente…)
Su quest’ultimo aspetto, si può consigliare la lettura dell’interessante romanzo Il Mio Nome è Rosso, di Orkhan Pamuk, ambientato proprio nella Istanbul del 1591, sotto il regno di Murad III (1574-1595).
..continua pure con Francesco I Valois che usa i Turchi contro Carlo V, Andrea Doria che fugge lasciando i Veneziani soli a Preveza e Filippo II che aspetta di sostenere Venezia nella Guerra di Cipro quando l’isola è irrimediabilmente persa in modo da indobolire la Repubblica, unico stato autonomo che le si oppone in Italia..ecco che il gioco prosegue anche nei secoli successivi!
..e poi dicono che i Turchi non fanno parte della storia Europea ;^D!!!
beh, questa e’ una bestialita’…
Infatti, ma nel ruolo ingrato di picciotti, perché poi, ohè Turco noi siamo i Cristianissimi, gli Umanissimi, i Liberalissimi, i Democraticissimi, quelli che le donne non le si tocca manco con lo stelo di un fiore, mentre tu sei un biekiSSimo oskurantista muSSulmano, maskilista, perverito e tirannico e noi alla nostra “rispettabilissima” tavola immacolata non ti vogliamo perché sei inferiore a noi e la mano di nostra figlia (l’ingresso nella Comunità Europea) non te la daremo MAI…
Caspita Mirkhond abbiamo postato contemporaneamente le stesse cose! ..ma non è che (Pamukkianamente, vedi il Castello Bianco) tu e io siamo la stessa persona ;^)????
non facciamo scherzi…