Qualche giorno fa, 16 ministri degli esteri di stati membri dell’Eu hanno inviato una lettera alla stampa internazionale – io l’ho letta sull’ottimo EUobserver, pubblicazione online che tratta questioni europee – per ribadire il proprio sostegno, alla vigilia della difficile fase rappresentata dalla presidenza cipriota, ai negoziati per l’adesione della Turchia all’Unione europea. Il titolo dice già tutto: “L’Ue e la Turchia: più forti insieme”; e l’Ue e la Turchia sarebbero più forti insieme per ragioni economiche, politiche, strategiche e di sicurezza: nulla di particolarmente originale, insomma.
Mi ha invece negativamente colpito la risposta pubblica di Faruk Loğoğlu, responsabile per la politica estera del partito di opposizione kemalista Chp: che ha contestato i riferimenti in gran parte positivi alla Turchia dell’Akp nella lettera dei 16 e ha invece presentato una Turchia in cui è in atto una trasformazione in senso autoritario del sistema politico con contorno di islamizzazione strisciante, in cui l’opposizione è imbavagliata e chi critica il governo viene sbattuto in galera. Mi chiedo: non sarebbe meglio contribuire a migliorare concretamente il sistema politico del proprio paese, invece di demonizzare in modo così sguaiato – e poco rispondente alla realtà – i propri avversari politici per giunta dando in pasto il proprio paese a chi si nutre di pregiudizi?

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Quelli del Chp mi ricordano tanto quello che per fare dispetto alla moglie se lo tagliò…
Faruk Loğoğlu contribuisce in tal modo a discreditare il proprio Paese che pure, si pensa, dovrebbe “idolatrare” da buon nazionalista e kemalista ! purtroppo spesso i pregiudizi annebbiano altre facoltà, come abbiamo visto più volte in Italia, specialmente all’epoca del precedente governo (e anche in precedenza)