Fabius, Hollande e il genocidio armeno


Il ministro degli esteri turco, Ahmet Davutoğlu, ha compiuto giovedì scorso un’importante visita a Parigi: ha sì partecipato al vertice sulla Siria, ma l’obiettivo politicamente e mediaticamente più importante era l’incontro col capo della diplomazia francese, il socialista Laurent Fabius. La crisi innescata dalla legge sulla negazione del genocidio armeno voluta da Sarkozy, poi cancellata dal Consiglio costituzionale francese, è sembrata per un paio di giorni superata: Davutoğlu ha annunciato la revoca delle ritorsioni economiche, Fabius ha fatto capire che non c’era lo spazio per ripresentare un provvedimento simile (in più, Hollande aveva già manifestato la disponibilità a rivedere il veto posto su 5 capitoli negoziali nelle trattative di adesione di Ankara all’Ue). Poi, la doccia fredda: una conversazione tra il presidente francese e i rappresentanti della comunità armena di Francia, comunicata alla stampa, per rassicurarli sulla ripresentazione di un provvedimento specifico e dal contenuto analogo (ad eccezione degli elementi che ne hanno provocato la decadenza per incostituzionalità). Ma che giudizio si può avere se non pesantemente negativo di una politica che – anche per decisioni di estrema rilevanza – si fa tenere ostaggio da minoranze e diaspore che continuano a strumentalizzare gli eventi tragici del passato?

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7 risposte a Fabius, Hollande e il genocidio armeno

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  2. mirkhond scrive:

    Il problema è che una volta istituzionalizzata una giornata della memoria, è inevitabile che ne seguano altre, sia per le pressioni di lobby e gruppi politici che possono influenzare la vita politica ed economica di uno stato, e sia per una sorta di senso di giustizia del perché per loro (gli Ebrei) sì, e per tutti gli altri no? (tipo Armeni, esuli giuliano-istriano-dalmati, domani magari anche per le Due Sicilie ecc.)

    • pero’ in questo caso non si parla solamente di giornate della memoria, ma di leggi che penalizzano chi dissente da verita’ imposte…

      • mirkhond scrive:

        Esattamente come per l’Olocausto ebraico…
        Concordo con Sergio Romano sull’allergia per questi nuovi conformismi con le loro nuove sante inquisizioni che stanno dietro a tali “giornate della memoria”…

  3. Lou darboun eud Couàsse scrive:

    Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare… perché mai Hollande dovrebbe nella concretezza dei fatti anteporre una minoranza di forse mezzo milione di persone alle relazioni con la principale potenza del Mediterraneo orientale? Non mi parrebbe una mossa intelligente. Quindi probabilmente le parole di rassicurazione verso gli armeni saranno solo parole.. =)

  4. blackhorse scrive:

    Con tutto il rispetto per i turchi:il genocidio degli armeni è Storia.Non stiamo parlando di ipotesi,ricostruzioni più o meno verosimili,più o meno probabili,ma di eventi realmente accaduti e comprovati.E’ una vergogna che ancor oggi,nel 2012,il governo turco non ammetta ciò che tutti i turchi sanno essere accaduto.I tedeschi ammettono apertamente lo sterminio da loro compiuto a danno degli ebrei:come può la Turchia considerarsi degna di entrare nella comunità europea se puntualmente sminuisce le responsabilità di allora,nega l’evidenza e zittisce,entro i propri stessi confini,chi osa contrapporsi a questa fasulla “verità di Stato” imposta dall’alto?Si può discutere sull’opportunità di istituire nuove giornate della memoria,e ancor più sulla sensatezza di punire col carcere o con sanzioni pecuniarie i revisionismi d’ogni tipo,ma quando il revisionismo è praticato non da pseudostorici razzisti ma da 1governo in carica è normale e conseguente che la questione si ponga anche su di un piano politico,al di là dell’effettiva esistenza di lobby e possibili strumentalizzazioni.

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