Dan Bilefsky e l’economia turca


Dan Bilefsky è un giornalista del New York Times: vive a Parigi, scrive di questioni europee e di Turchia; è l’autore, soprattutto, di un vergognoso articolo – qualche mese fa – sul movimento di Fethullah Gülen: basato su informazioni provenienti da fonti politicamente orientate e in nessun caso verificate. E’ tornato alla carica qualche giorno fa, su di un terreno apparentemente meno scivoloso: quello dell’economia, in cui regnano le cifre e non le illazioni – o almeno dovrebbero. Cos’ha fatto il buon Bilefsky? Ha elogiato l’andamento strepitoso dell’economia turca nell’ultimo decennio, ha paventato scenari tragici a causa del surriscaldamento da troppa crescita (soprattutto in termini di inflazione e di disavanzo delle partite correnti). Certo, il rischio di surriscaldamento e’ concreto: ma perché Bilefsky non ha aggiunto che le autorità governative e monetarie turche lo sanno benissimo, che sono state prese delle contromisure, che queste contromisure stanno almeno parzialmente funzionando (l’inflazione e il disavanzo delle partite correnti sono in calo; le entrate fiscali sono però calate in modo preoccupante, così da richiedere forse tasse supplementari)? Ma è informazione, questa? Eppure basterebbe riportare tutti i fatti e non solo quelli che fanno comodo per mettere in cattiva luce il governo dell’Akp; eppure basterebbe attenersi ai fatti e non avventurarsi in fantasiose e diffamatorie interpretazioni. I fatti, in effetti, parlano di stime di crescita per il 2012 tra il 3 e il 4%: che per gli altri paesi occidentali è comunque un miraggio.

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6 risposte a Dan Bilefsky e l’economia turca

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  2. massimo scrive:

    beh, che Dan Bilefsky non ami la Turchia di Erdoğan é comprensibile, in quanto il cognome e il giornale su cui lavora ci dicono che molto probabilmente é legato affettivamente ad un certo Stato del Vicino Oriente, alias chiamato “unica democrazia del Medio Oriente”, con cui i governi tardo-kemalisti andavano d’amore e accordo mentre Erdoğan ha, come é noto, adottato un’altra politica (pur senza cessare i rapporti)

  3. Stefano scrive:

    Ma farà mai qualcosa di sbagliato questo fantastico AKP che tutto il mondo invidia ai turchi??? Ps. noterei, che se un paese passa da una crescita quasi a 2 cifre ad una del 3% o 4%, qualche problema si può presentare… non si possono paragonare paesi che hanno basato il proprio successo su una crescita alta con economie consolidate a tassi di crescita tradizionalmente bassi crescita (see Italy)

    • il problema di fondo e’ che una crescita come quella del 2010 e del 2011 e’ insostenibile per la Turchia: esplode l’inflazione, esplode il disavanzo delle partite correnti a causa di problemi strutturali dell’economia turca. il punto e’ che chi in Turchia e’ proposto a prendere delle decisioni ha preso delle contromisure, sia per il breve (squilibri contingenti) sia per il lungo periodo (problemi strutturali): e un giornalista serio – che fa il giornalista e non il propagandista – mi deve commentare i DATI sugli effetti di queste contromisure, che sono oggettivamente buoni. perche’ Bilefky non l’ha fatto?

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