La Turchia di Lorenzo Kamel


Io questo Lorenzo Kamel non lo conosco, magari è anche in gamba; però, ha evidentemente parlato con gli interlocutori sbagliati (cita ad esempio l’economista Dani Rodrik, impegnato in una crociata anti-Akp da quando il suocero – generale – è sotto processo per attività eversive): perché il suo articolo “Il ‘modello turco’ tra realtà e gravi limiti“, pubblicato su Aspenia online, racconta una Turchia che nella realtà non esiste. Inizia riconoscendo i meriti dell’Akp in campo economico e la sua volontà riformista legata al percorso di avvicinamento all’Unione europea: fin qui, tutto bene. Poi vira e si avventura a parlare di “regressione democratica”, di “caccia alle streghe”, dei soliti “giornalisti in prigione” (senza ovviamente specificare perché), di “repressione del dissenso”: e qui non ci siamo più! Come cerco di spiegare quasi quotidianamente su questo blog, la Turchia è nel bel mezzo di una transizione politico-istituzionale: da un sistema autoritario gestito dai militari in cui le libertà fondamentali erano sistematicamente (sottolineo: sistematicamente!) negate, a un sistema democratico. Questa transizione non si è ancora compiuta e molto resta ancora da fare (in ogni caso, l’Akp è un partito conservatore e non liberale): ma non si può nascondere ai propri lettori che – negli ultimi due-tre anni – verso le minoranze etniche sono stati fatti passi in avanti giganteschi, che esiste molta più libertà nell’affrontare pubblicamente anche i tabù più scottanti (questione curda, questione armena etc etc), che la società civile è impegnata in un lavoro straordinario di recupero memoriale, che sono stati smantellati centri di potere anti-democratici ed eversivi, che lo stesso governo dell’Akp ha avviato un processo di revisione costituzionale in chiave democratica; altrimenti, il risultato è un articolo come questo: ideologicamente orientato e fuorviante, più vicino alla propaganda che all’analisi.

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22 risposte a La Turchia di Lorenzo Kamel

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  2. marco scrive:

    il pezzo di kamel mi sembra in linea con quanto sostenuto da amnesty e dall unione europea. aggiungo che il partito di erdogan ha le sue radici nella deriva autoritaria innescata dal colpo di stato del settembre 1980. nel suo commento sembra invece che sia uno strumento per opporsi a quelle dittature. parafrasando il leader del chp, che di sicuro per lei non merita attenzione…<let.s not forget that it was the sept. 12 regime that gave way to the emergence of the akp. this is the true. we hold the sept. 12 regime accountable for that
    ho vissuto dieci anni in turchia. mia moglie viene da ankara. adoro il paese, ma non capisco questa frenesia di dover dipingere un governo repressivo come quello al potere alla stregua di un raggio di democrazia verso il progresso

    • il punto e’: ma se questo di governo e’ ‘repressivo’…. quelli degli anni ’80 e ’90 (gente sbattuta in galera e torturata a causa delle proprie idee, negazione totale dei diritti delle minoranze etniche etc etc) che cosa erano?

  3. ho risposto gia’ nell’articolo: in Turchia e’ in corso una transizione da un regime autoritario e anti-democratico a un regime democratico, le riforme di questo decennio lo testimoniano; poi si puo’ anche discutere sulla qualita’ della democrazia in Turchia (ed e’ sempre opportuno farlo), che sicuramente e’ ancora molto imperfetta: ma non si possono esprimere giudizi sensati ignorando il contesto e soffermandosi invece solo su quello che fa comodo per giustificare la propria tesi pre-costituita.

    non si possono proporre analisi degne di questo nome riferendosi solo ed esclusivamente a quanto sostiene l’opposizione e ignorando fatti determinanti, quelli che ho evidenziato nel mio post:

    - che – negli ultimi due-tre anni – verso le minoranze etniche sono stati fatti passi in avanti giganteschi;

    - che esiste molta più libertà nell’affrontare pubblicamente anche i tabù più scottanti (questione curda, questione armena etc etc);

    - che la società civile è impegnata in un lavoro straordinario di recupero memoriale;

    - che sono stati smantellati centri di potere anti-democratici ed eversivi;

    - che lo stesso governo dell’Akp ha avviato un processo di revisione costituzionale in chiave democratica.

    in ogni caso, i trend riguardano il lungo periodo e non un anno per un altro: il trend per la Turchia – anche se qualche rapporto puo’ aver assegnato una pagella poco lusinghiera – resta assolutmente positivo…

  4. massimo scrive:

    “il partito di erdogan ha le sue radici nella deriva autoritaria innescata dal colpo di stato del settembre 1980″

    non credo che si possa sostenere in alcun modo che l’AKP sia figlio del “golpe” del 12/9/1980 del gen. Kenan Evren (a meno di voler dire un’altra cosa..che il golpe ha provocato certe condizioni ecc ecc ecc da rendere possibile, molto dopo, il sorgere e l’espansione dell’AKP…ma in tal caso sarebbe meglio riferirsi al golpe post-moderno del febbraio 1997 contro Necmettin Erbakan e non direttamente al 1980)
    infatti i golpisti del 1980 erano ultra-kemalisti, laicissimi e spregiatori delle minoranze…la Turchia di Erdoğan è contro il kemalismo “ortodosso”, è per una Turchia plurale e aperta alle minoranze (come fu il vecchio Impero Ottomano, tranne certi periodi), dunque golpisti del 1980 e AKP sono agli antipodii ! e infatti alcuni golpisti ormai vegliardi sono stati incriminati solo ora, sotto l’AKP…

    • in realta’, il capo dell’opposizione si riferisce alla ‘sintesi turco-islamica’: propugnata dai militari e poi messa in pratica dal Partito della madrepatria di Turgut Özal. cioe’, quello che sostiene Kılıçdaroğlu e’ vero: ma quindi?

  5. Stefano scrive:

    “il risultato è un articolo come questo: ideologicamente orientato e fuorviante, più vicino alla propaganda che all’analisi.”… Ti riferisci al tuo pezzo? Vero! W l’AKP :-)

  6. ho provveduto a eliminare i commenti di ‘pietra’. a me interessa il dialogo, ma con chi ripete mantra senza rispondere alle obiezioni – e con particolare arroganza non c’e’ possibilita’ di dialogo

    • Stefano scrive:

      Complimenti!!! in perfetto stile AKP degli ultimi anni… ma non dobbiamo preoccuparci, questo è un blog in transizione!!! Cmq, permettimi, e poi direi che anche io smetto di romperti i coglioni, tanto a questo punto è chiaro che il blog è TUO e d’altronde sei libero di scriverci le favolette che più ti piacciono, solo per compiacere te e chi la pensa (esattamente) come te… Gli unici mantra e gli unici pezzi autoreferenziali che io leggo continuamente sono i tuoi salmi nei confronti di Erdogan e AKP e chiunque li critica anche solo un po’ è un nemico del popolo che non vede la fulgida verità che per te è così chiara… non c’è più cieco di chi non vuol vedere, non c’è più sordo di chi non vuol sentire! Pietra ha citato Amnesty International (non il CHP) e tu hai risposto dicendo che erano solo opinioni, peraltro ininfluenti… chi è quello parziale??? Chi è quello che non dialoga???

      • a me di quello che dice Amnesty International, francamente, interessa poco o nulla. ho altre fonti, ho altri interlocutori, ho un contatto diretto – quasi quotidiano – con la realta’. io ti ho indicato dei FATTI che nell’articolo che ho commentato sono completamente ignorati, cosi’ da falsare ogni possibile analisi: chiunque e’ libero di smentirli, vediamo se ci riuscite…

  7. anello scrive:

    fino a ieri sera ho seguito con interesse questa discussione
    mi ritrovo in quanto scritto su aspen ma non per questo ritenevo meno degni di attenzione i rilievi di avrupa.
    cancellando i commenti dell´utente ´pietra´ – tra l´altro tutti i commenti e non solo 1 – ha pero´falsato la discussione senza apparenti ragioni
    credo che il proprietario del blog debba una spiegazione piu´convincente ai suoi lettori
    eliminare chi la pensa diversamente da noi e´ un brutto segnale
    se vuole non scrivero´ mai piu´neanche io, pero´credo che un blog sia per definizione un luogo dove si ritrovano persone e opinioni diverse. anche molto diverse

    • la spiegazione l’ho gia’ data: questo blog e’ aperto a tutti quelli che vogliono dialogare, mentre ‘pietra’ aveva tutt’altre intenzioni (non sto parlando di questa discussione, ma di alcuni suoi rilievi riguardo il mio luogo d’origine).

      detto questo: puoi spiegarmi come puoi ritrovarti in un pezzo – spacciato per ‘analisi’ – in cui viene sistematicamente ignorato tutto cio’ che va contro il proprio punto di vista preconcetto? un esempio su tutti. in Turchia vige una costituzione anti-democratica imposta manu militari in cui e’ lo Stato a essere protetto dai cittadini (e non viceversa), in cui – come da tradizione kemalista – la cittadinanza e’ su base etnica con discriminazione di tutti gli altri: e l’Akp ha lanciato quest’anno – come promesso nell’ultima campagna elettorale del 2011 – un processo costituente per dar vita a un nuovo testo che ponga al suo centro i cittadini, senza piu’ discriminazioni di carattere etnico e religioso. ma si puo’ ignorare qualcosa del genere? si puo’ parlare di regressione democratica di un paese che sta operando per liberarsi da una costituzione di stampo autoritario e sostituirla con una costituzione di stampo democratico? essu’…

  8. anello scrive:

    rispondo alla sua domanda

    rispondo alla sua domanda. mi ritrovo nelle parole dell’aspen perche’ mi pare un’analisi equilibrata che da una parte spiega la tradizione laica del paese e la solide basi della sua crescita, ma che dall’altra fornisce una prospettiva critica basandosi su rapporti di organizzazioni internazionali e su interviste condotte in loco la sua tesi al contrario, pur catturando il mio interesse, mi sembra che sia basata per lo piu’ su ciò che i politici dicono e non su cosa viene o e´stato fatto. non vedo alcuna analisi critica, ma solo una accettazione completa di cio´che il governo vuole far trasparire. ..
    pur rispettando le sue opinioni ritengo che diano una immagine falsata e di parte di cio’ che sta accadendo. le segnalo tre report/articoli. non spero che scalfiscano le sue mille certezza, ma magari possono aiutare a vedere la realta’ in maniera piu’ critica

    http://www.amnesty.org/en/region/turkey/report-2012

    http://www.newyorker.com/online/blogs/comment/2012/03/turkeys-jailed-journalists.html#ixzz1yWD749GI

    http://bianet.org/english/politics/138381-the-fallacy-of-the-turkish-model

    ps
    quanto alla giustificazione che ha dato sulla cancellazione dei messaggi che non gradiva non posso dire molto. la prossima volta forse potrebbe cancellare il singolo commento che non gradisce. se cancella tutto rischia di falsare la discussione e lascia un cattivo retrogusto a chi come me legge con interesse il blog e i commenti che vengono postati

    • eggia’, un’analisi proprio equilibrata: da una parte, la ‘tradizione laica’ anti-Akp, dall’altra la ‘prospettiva critica’ nei confronti dell’Akp (proveniente da fonti ideologicamente e politicamente orientate) ;-)

      non pensa che per ottenere l’equilibrio sia preferibile dar conto di TUTTI i fatti (come ho scritto, Kamel ne ignora parecchi: GUARDA CASO, tutti quelli contrari alla sua ‘analisi’) e di quanto sostengono studiosi indipendenti e magari anche il governo?

      e le ripeto la domanda chiave, vediamo se stavolta ha voglia di rispondere o fara’ un’altra volta finta di niente:

      si puo’ parlare di regressione democratica di un paese che sta operando per liberarsi da una costituzione di stampo autoritario e sostituirla con una costituzione di stampo democratico? o comunque: si puo’ analizzare quanto sta succedendo nel paese X ‘dimenticando’ che e’ in corso un processo di revisione costituzionale, aperto e partecipato (con contributi della societa’ civile, delle minoranze etniche e religiose etc etc)?

      poi, ovviamente, se l’obiettivo non e’ quello di capire e spiegare, ma quello di mettere in cattiva luce qualcuno…

      • anello scrive:

        lei mi aveva fatto una domanda e io ho semplicemente risposto.
        parlare di un paese stabile in forte crescita e di una nazione laica in cui NON si intravede il rischio di una deriva islamista non mi pare un attacco all´ÁKP. detto cio´, non ci sarebbe nulla di male ad attaccare lákp…denunciare una tendenza critica, peraltro rilevata da tutte le maggiori organizzazioni internazionali, non e´certo un attacco islamofobico alla turchia e alla sua gente.

        quali sono gli studiosi indipendenti ai quali fa riferimento? tutti le maggiori organizzazioni internazionali sono concordi nel delineare il quadro prospettato da amnesty. perche´una eventuale piccola minoranza di singole voci contrarie dovrebbero in qualche modo risultare piu´ autorevoli della corte dei diritti umani, di amnesty, di reporter without borders ect etc etc?
        queste organizzazioni parlano di fatti. lei invece parla di intenzioni tutte da verificare. é´in corso´…íl governo si sta dando da fare affinche´…sono frasi che mostrano grandi aspettative ma non vedo alcuna concretezza.

        qualsiasi governo al mondo puo´dichiarare di ambire a costruire una superdemocrazia, gheddafi ci ha martellato per anni con la sua solida democrazia del popolo e con la transizione e il modello che voleva costruire. ma sotto non céra nulla. amnesty parla di fatti. lei parla di buone intenzioni. magari un giorno avra´ ragione lei. per ora non mi pare, e tutte le organizzazioni internazionali sono concordi su questo punto. forse cio´varra´ piu´del mio e del suo punto di vista. non crede?
        a me sembra che lei in molti casi non faccia analisi critiche ma riporti delle versioni un po´modificate dei comunicati governativi. non che a me non interessino. al contrario, li ritengo importanti. ma il giornalismo e´tenuto a fare le pulci al potere, non a genuflettersi alle sue dichiarazioni. io comunque mi fermo qui. buona fortuna con la sua professione. continuero´a leggere il blog da spettatore, con il solito interesse

        app giornalismo per me deve fare le pulci al potere costituito e non genuflettersi ad esso.
        mi dispiace se

        • vedo che continua a ripetere il mantra ‘Amnesty sostiene che’ etc etc

          io invece torno a ripeterle che il problema che ho sollevato e’ il seguente: il testo di Kamel, basato solo ed esclusivamente su fonti di opposizione (sottolineo: SOLO ED ESCLUSIVAMENTE), NON tiene conto del fatto che – e mi autocito – negli ultimi due-tre anni verso le minoranze etniche sono stati fatti passi in avanti giganteschi [FATTI], che esiste molta pi libert nellaffrontare pubblicamente anche i tab pi scottanti (questione curda, questione armena etc etc) [FATTI], che la societ civile impegnata in un lavoro straordinario di recupero memoriale [FATTI], che sono stati smantellati centri di potere anti-democratici ed eversivi [FATTI], che lo stesso governo dellAkp ha avviato un processo di revisione costituzionale in chiave democratica [FATTI].

          poi, se lei e’ contento di quello che sostiene truffaldinamente Kamel e non le piace quello che scrivo perche’ tengo conto ANCHE delle posizioni del governo (che e’ stato votato dal 50% dei turchi), io non posso farci niente…

          • marco scrive:

            perche continua a definire la corte internazionale dei diritti dell uomo, amnesty e reporters without borders “fonti di opposizione”? mi sembra fuori luogo, spero se ne renda conto.
            ci cita qualche fonte internazionale autorevole per documentare i suoi FATTI, oppure dobbiamo prenderle come dichiarazione ex cathedra perche provenienti dalla sua tastiera?

            • le fonti di opposizione sono quelle citate da Kamel nel suo articolo, amnesty international e reporters without borders hanno una percezione del mondo molto ristretta e ideologicamente orientata (e hanno la tendenza a ingigantire – magari dietro imbeccata – tutto cio’ che non e’ allineato)

              per il resto, visto che vivo in Turchia cerco di utilizzare fonti dirette e non ‘internazionali’: perche’, come ho piu’ volte fatto presente su questo blog, spesso le fonti internazionali autorevoli prendono delle cantonate micidiali. insomma, la fonte sono io e sono io che documento i FATTI: che e’ liberissimo di smentire punto per punto, ovviamente… ma perche’ non lo fa?

              • anello scrive:

                ringrazio marco per le domande e mi scuso se le mie parole hanno in qualche modo infastidito avrupa. non era mia intenzione.
                tuttavia le confesso che anche io non avevo mai sentito nessuno definire amnesty, reporters without borders e la corte internazionale dei diritti umani come fonti dell´opposizione “che hanno una percezione del mondo molto limitata´. sono fonti molto autorevoli e in piu´tutte convergono sulle stesse conclusioni.

                dire che sono tutte ideologicamente orientate e che lei rappresenti la verita´mi suonerebbe incredibile. spero di aver capito male le sue parole.

                non sono io o marco o altri utenti a dover smentire cio´che lei scrive ma e´lei che ci deve portare 1 – ripeto 1 – fonte riconosciuta nel mondo come autorevole a sostegno delle sue tesi. scrivere la ´fonte sono io´ mi ricorda i dittatori sudamericani. spero non si offenda, ma se non ci fornisce alcuna fonte a sostegno di cio´che scrive le sue rimangono solo parole al vento. ci dice UNA sua fonte?

                vada sul sito dell´ocse o su quello di FREEDOM HOUSE: sono tutti concordi nel denunciare e testimoniare cio´che sta accadendo. sono tutti matti? lo crede davvero?

        • ‘ il giornalismo e´tenuto a fare le pulci al potere, non a genuflettersi alle sue dichiarazioni’

          in ogni caso, al di la’ della questione Amnesty-Kamel, le faccio presente che – visto che sono un giornalista e non un abusivo (altri colleghi qui in Turchia sono invece professionisti del copia-incolla) – ho colloqui pressoche’ quotidiani con politici appartenenti a ogni schieramento (direttamente, o tramite i loro uffici stampa), che ho colloqui quotidiani – diretti o via web – con colleghi giornalisti di ogni posizione (quasi esclusivamente turchi), che ho colloqui con intellettuali e attivisti, che ho colloqui con rappresentanti delle minoranze non musulmani, che ho colloqui con esponenti del mondo artistico e culturale di ogni estrazione sociale e politica, che leggo tutto quello che riesco a leggere (quotidiani, riviste accademici, libri: in italiano, in francese e in inglese… in turco solo con l’aiuto della mia fidanzata), che partecipo a conferenze (di carattere politico e accademico: spesso sono il solo giornalista ‘occidentale’ presente), conferenze-stampa, presentazioni di libri, inaugurazioni di mostre e quant’altro.

          che io basi i miei articoli su ‘dichiarazioni del governo’ e’ una sua illazione, che trovo francamente del tutto fuori luogo…

  9. Pingback: La scuola turca e i principi di Atatürk | Istanbul, Avrupa

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