Mi hanno segnalato qualche difficoltà all’ufficio visti dell’ambasciata italiana ad Ankara: che essendo strapieno di richieste in questo periodo, ha delegato gli uffici IDATA per seguire le pratiche.
Mi scrivono:
“Il problema nasce quando il mio ragazzo si presenta alle 6.00 (di mattina!) davanti a questo ufficio, perchè aveva sentito che anche qui c’era molta coda. Bene, ancora in orario di chiusura, prende il numero 45 e aspetta pazientemente 3 ore per l’apertura dell’ufficio. Ore 9.00, l’ufficio apre e comunica ai poveretti che avrebbe ricevuto per quel giorno appena 20 persone, perchè così voleva l’Ambasciata. E cosa si viene a scoprire? Che la gente, munita di coperte e cuscini, era in attesa dalle 21.00 della sera prima per rientrare in quei 20 posti, semplicemente per farsi una vacanza in Italia!!! Lascio immaginare le lamentele, oltre al fatto che, così facendo, l’Italia ha perso definitivamente molti turisti turchi.”
Purtroppo sono in partenza, cercherò di chiedere informazioni direttamente all’ambasciata una volta tornato a Istanbul; se avete delle esperienze analoghe, segnalatele nel frattempo nei commenti.

Confermo, ahimè, ogni volta che devo far venire qualcuno, gruppi (musicali in prevalenza) o singoli, devo telefonare e chiedere udienza agli uffici che abbastanza gentilmente mi aiutano. Altrimenti è un vero casino, mi risulta. Ciao
Il turismo italiano perde ogni anno milioni di potenziali visitatori da tutto il mondo.
Gli Stati Uniti invece danno visti turistici validi 10 anni. 10 anni. Multipla entrata.
A mia moglie, ed io sono cittadino italiano e siamo sposati da oltre 5 anni, l’ultima volta che siamo andati in consolato, italiano, volevano graziosamente concedere un visto a singola entrata, e volevano la prenotazione aerea perché la validità doveva andare dal primo giorno all’ultimo giorno dell’eventuale viaggio nel Bel Paese. Dopo una mattinata di battaglia con 4 impiegati dell’ufficio visto, siamo riusciti ad ottenere un visto di 1 anno, a multipla entrata, ma siamo prima dovuti andare a pagare €50 ad un’agenzia di viaggi per farci 2 prenotazioni aeree con date distanti, altrimenti niente multipla entrata. Ed aggiungo che il visto, come anche le volte precedenti, a mia moglie l’hanno fatto pagare, in spregio alla legge italiana (ed a quello che dice il loro Ministero: http://www.esteri.it/visti/costi.asp), ma onestamente quei €60 a botta sono l’ultimo dei problemi. Ed ovviamente abbiamo pure dovuto ringraziare per il favore graziosamente concessoci.
Aggiungo che quanto sopra non è accaduto ad Ankara, con la cui Ambasciata non ho mai avuto molto a che fare, ma che per come ho visto “funzioni” la burocrazia consolare, non credo ci sia molto da meravigliarsi per storie simili a quella che hai riportato, o anche molto peggiori.
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non sarebbe forse ora che i paesi Schengen (non solo l’Italia, ormai non siamo più sovrani
) decidano di abolire il visto per i cittadini turchi ?
)
nel 2010 il visto é stato abolito per gli albanesi; da allora il visto, in Europa, é richiesto solo più per i kosovari per ragioni soprattutto di “alta politica” (infatti se scelgono di utilizzare un passaporto serbo non hanno bisogno del visto);
il visto rimane solo per i cittadini dei 12 paesi dell’ex-URSS (escluso ovviamente il Baltico che é Europa)…
mi pare sia anche un po’ offensivo per la Turchia metterla nella stessa categoria di quei paesi (con tutto il rispetto, ci mancherebbe
anche giapponesi, sud-coreani, israeliani, nord-americani e, incredibile dictu, pure brasiliani, guatemaltechi, nicaraguensi e venezuelani possono entrare nello spazio Schengen senza visto (i colombiani no…ho letto che il presidente Santos in occasione di una sua visita in Turchia lo scorso novembre ha firmato un accordo turco-colombiano di reciproca abolizione dei visti)
non sarebbe male, credo, sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema in vista di un’abolizione che, date le condizioni di rapida crescita economica della Turchia, non potrà che tradursi in un aumento considerevole del turismo e quindi di ricavi economici..e, almeno noi in Italia, ne abbiamo bisogno !
I cittadini turchi non erano erano sottoposti a visto dal 1951 al 1990, quarant’anni di libertà di movimento italo-turca che non hanno certo causato un’emigrazione di massa di turchi in Italia, dato che ancora oggi ci sono meno di 20 mila cittadini turchi residenti in tutto il paese.
La cosa ridicola di tutta questa storia poi è che il governo italiano a parole sostiene l’abolizione dei visti per i cittadini turchi, in sede europea, però a casa non fa i suoi compiti, dato che per esempio non sono mai state implementate le conseguenze della sentenza Soysal (C-228/06), che implicherebbe che la Repubblica Italiana rispettasse le condizioni in essere nel 1973, quindi niente necessità di visto per i turisti turchi, o per qualunque cittadino turco si recasse nel Bel Paese per brevi periodi per fornire o ricevere servizi.
Ad ogni modo, qui l’ultima interrogazione parlamentare di cui sono a conoscenza sull’argomento, dei Senatori Amato (PdL), Izzo (PdL) e Perduca (PD, ma radicale), a cui l’allora governo, per bocca del sottosegretaria Mantica (PdL), rispose a mio avviso più o meno nascondendosi dietro la foglia di fico dell’Unione Europea:
http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=26773&stile=6&highLight=1