Presentazioni

Ho pensato di creare una pagina liberamente dedicata a chi vuole presentarsi, a chi vuole raccontare il proprio legame con la Turchia, a chi vuole muovere critiche e offrire suggerimenti. Ogni giorno qualcuno infatti legge la pagina “chi sono” (io), mi piacerebbe scoprire qualcosa su chi siete (voi): oltre che su cosa pensate di questo blog.

Per chi preferisce invece contattarmi in privato, l’email è sempre la stessa: giuse.mancini@gmail.com

21 risposte a Presentazioni

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  2. raffaele morani scrive:

    quindi ci dobbiamo presentare qui?

  3. mirkhond scrive:

    Presentarci in che senso?

  4. mirkhond scrive:

    Riguardo al sottoscritto, penso che i suoi frequenti scarabocchi, fin dalla nascita di questo blog, dicano già qualcosina del soggetto e del suo rapporto, purtroppo solo virtuale con la Turchia….
    ciao

  5. mirkhond scrive:

    Se non sono tedioso, comincio vlentieri…

    Chi mi legge, Giuseppe in primis, credo che abbia compreso come sia affascinato da questo, singolare, meraviglioso e a tratti inquietante paese che è la Turchia.
    Tale amore, purtroppo solo virtuale, come riferito sopra, mi nasce dall’infanzia, dall’osservare sulla carta geografica e sugli atlanti, quel “rettangolo” peninsulare tra Europa ed Asia, l’Anatolia.
    L’osservare le immagini delle chiese rupestri della Cappadocia come la famosa Valle di Goreme, e fantasticare fin da 11-12 anni, su come potessero vivere intere comunità monastiche e relativi fedeli con famiglie, in quei secoli medievali, quando soprattutto erano soggetti a scorrerie arabe, e poi all’invasione e dominazione turca musulmana.
    Da qui prende avvio una caccia al tesoro, uno studio che risale a più di 25 anni fa, e che continua tutt’ora, seppur con maggior fatica per delle tragedie familiari che mi hanno spossato e tolto molta energia, un pò meno l’entusiasmo….
    Ricerche fatte in solitudine, lontano dai mass-media che ignoravano o demonizzavano queste terre, ricerche che partite da Bisanzio, si sono estese all’Iliade e al fondo storico di Troia, ai popoli pregreci dell’Anatolia profonda, caucasici, ittiti-luviti, frigi, ecc.
    Ricerca che ha toccato anche l’Armenia e gli Armeni con le loro storie complesse, tormentate, articolate da un puno di vista religioso e politico, ma comunque sempre affascinanti e mai banali, e lontane dall’idea del monolite cristiano armeno apostolico sempiterno sofferente per amore di Cristo e saliente cristiano dell’Occidente, nella barbarie oscurantista mediorientale, come ci vuol far credere la diaspora armena, soprattutto francese.
    Ricerca che si estesa infine anche ai Turchi e all’Islam, anzi AGLI Islam anatolici, Sunnita e Alevi/Shiita, il cui tormentato rapporto si inserisce sull’antico solco bizantino della tormentata e sanguinosa dialettica tra potere centrale ortodosso costantinopolitano-anatolico centroccidentale e periferia anatolico-orientale-armena di eresia e rivendicazione della propria alterità.
    Ricerca che tocca anche l’affascinante area di confine tra le attuali Turchia e Siria, il sudest anatolico, l’Alta Mesopotamia, terra in cui il mondo semitico entra a contatto con quello anatolico-armeno-curdo, la patria mitica del mitico Abramo e del Monoteismo, forse addirittura nucleo storico del mito dell’Eden biblico, con l’affascinante e ancora incompleta scoperta del sito preistorico di Gobekli Tepe tra Urfa e Diyarbakir, ma anche luogo di origine e storia delle due grandi Chiese semitiche aramaiche, Giacobita e Nestoriana che risalgono direttamente agli Apostoli di Nostro Signore….
    Penso ancora al grande teologo Nestorio (380c-451 d.C.) e all’imperatore Leone III detto l’Isaurico (685c.-741), entrambi di Germanicia/Kahramanmarash, per secoli sede più settentrionale della lingua aramaica e della Chiesa Giacobita….
    E infine, al dolore per terre non più a maggioranza cristiana, ma unito alla gioia di vedere, alla faccia del kemalismo, una bella presenza femminile in hijab/turban che mi induce a riflettere su come Islam e certa modernità non siano sempre incompatibili, mentre mi chiedo cosa ne sarebbe stato di queste terre se oggi fossero rimaste a maggioranza cristiana, osservando l’occidente, i paesi ex sovietici e le stesse cristianità mediorientali, soprattutto le loro classi più elevate e più sensibili all’occidente, anche ai suoi aspetti peggiori….
    Spero in questo sconclusionato post di aver spiegato almeno parte dell’attrazione naturale che provo per la Turchia e i motivi per cui inondo questo blog con i miei scarabocchi….

  6. Andrea scrive:

    Salve a tutti, sono Andrea, e studio relazioni internazionali a Pisa. Da settembre mi trovo per l’Erasmus a Istanbul, una meta che per me ha un importante significato dato che un mio particolare campo di interesse è la politica estera della Turchia. Possiamo dire che il mio interesse per questo paese è nato negli ultimi due anni e si è costantemente accresciuto, portandomi anche a scrivere la mia tesi sulla geopolitica turca degli ultimi dieci anni: così, quando ho intravisto la possibilità di vivere per quasi un anno a Istanbul non ci ho pensato due volte. La città è magnifica, e inoltre ho avuto la fortuna di incontrare qui persone altrettanto splendide.
    Apprezzo molto, nonostante le inevitabili contraddizioni in cui talvolta cade in un paese dove tanto la questione religiosa quanto quella della stabilità regionale sono molto delicate, il primo ministro Erdogan e l’azione del suo governo specialmente in politica estera, anche se devo constatare con un certo fastidio che ai giovani di Istanbul – credo sia una particolarità di Istanbul non estendibile a tutto il territorio turco – sia stata inculcata l’idea che l’attuale primo ministro sia una sorta di despota intriso di fondamentalismo catapultato in una realtà che prima di lui non aveva conosciuto altro che pace e democrazia. In realtà chiunque conosca anche solo superficialmente la storia della Turchia repubblicana sa che il reato d’opinione e l’arresto facile non li ha certo introdotti Erdogan né è stato quello che ne ha maggiormente abusato. Spesso questi giovani sembrano dimenticare il colpo di stato militare di poco più di trent’anni fa e le decine di migliaia di torture, arresti ed esecuzioni sommarie che ne seguirono, o il “golpe bianco” del ’97, tanto per citare due esempi nei quali i garanti della laicità si dimostrarono poco inclini al compromesso, per usare un dolce eufemismo.. E invece sembra che Erdogan (la cui moglie Emine è entrata velata nel palazzo presidenziale, sacrilegio!) sia un tiranno che nega la libertà di parola in un paese che si era sempre distinto per liberalismo. Che dire, a parte queste incomprensioni con alcune persone, amo moltissimo questo paese che vedo proiettato verso il futuro proprio nel momento in cui sembra riscoprire le sue radici ottomane, e credo proprio che questo non sia un caso.

    • ‘anche se devo constatare con un certo fastidio che ai giovani di Istanbul – credo sia una particolarità di Istanbul non estendibile a tutto il territorio turco – sia stata inculcata l’idea che l’attuale primo ministro sia una sorta di despota intriso di fondamentalismo catapultato in una realtà che prima di lui non aveva conosciuto altro che pace e democrazia’

      vedi, io non ci trovo nulla di particolarmente strano: ogni cittadino turco ha il diritto ad avere le opinioni piu’ bizzarre, anche totalmente in contrasto con una valutazione oggettiva e onesta dei fatti. il vero problema e’ la trasformazione della propaganda politica – da parte di molti colleghi ‘occidentali’ – in realta’ (un po’ perche’ ci credono anche loro, un po’ a causa dei loro pregiudizi anti-islamici, un po’ perche’ non dispongono degli strumenti intellettuali necessari a distinguere la realta’ dalla propaganda).

      • Andrea scrive:

        Del resto non più tardi di qualche mese fa un articolo del Sole 24 Ore descriveva con dovizia di particolari una Beyoglu triste e desolata per la stretta moralizzatrice di Erdogan…

        • ho letto quell’articolo: non l’ho commentato solo perche’ non posso metermi a litigare praticamente con tutti ;-)

          resta il fatto che si e’ parlato della liberazione dai tavolini ABUSIVI E SELVAGGI che impedivano il passaggio nelle stradine di Beyoglu come l prova di chissa’ quale volonta’ ‘islamizzatrice’, trasformando in notizia una voce da bar magari messa in giro ad arte (e’ stato Erdogan a chiederlo, perche’ un giorno si e’ trovato bloccato con la macchina)

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  8. brunomugnai scrive:

    Salve a tutti, mi chiamo Bruno Mugnai e il mio interesse per la Turchia è nato da quando, circa 30 anni fa, mi sono interessato alla storia dell’Europa centrale e in particolare allo studio degli eserciti e degli equipaggiamenti da guerra nei secoli XVII e XVIII. In quei secoli l’Impero Ottomano era il ‘nemico ereditario’ di italiani, austriaci, ungheresi e di tutte quelle popolazioni sulle quali avevo da tempo catalizzato il mio interesse. Ho viaggiato per la Turchia in due occasioni, ma questo l’ho già raccontato in un post di gennaio. Dopo aver studiato il tedesco, l’ungherese e il polacco, da febbraio ho iniziato a studiare il turco, ma a cinquanta anni (anzi quarantanove e mezzo!) si fa più fatica ad apprendere cose nuove.

    Saygilar!

    P.S. a fine maggio 2012 sarò nuovamente in Turchia, dalle parti di Bodrum o Marmaris, nell’equipaggio di una barca a vela, esperienza che mi sono regalato per festeggiare (…) il mezzo secolo di vita.

  9. Francesca Azra scrive:

    Salve a tutti, sono Francesca (Azra e´ il nome turco che ho deciso di adottare un po´ per facilitare la mia famiglia adottiva e un po´ perche´ ormai la Turchia e´ ormai la mia seconda patria e mi piaceva l´ıdea di avere un nome turco). Sinceramente prima di conoscere il mio ragazzo (ovvimente lui e´ turco) non conoscevo assolutamente nulla della Turchia se non dalle cartine geografiche o dalla storia o da qualche notizia o citazione durante i telegiornali italiani…poi per forza di cose ho dovuto approfondire la conoscenza e informarmi e devo ammettere che questa e´ stata una delle occasioni migliori di tutta la mia vita. Sono totalmente innamorata di questo Paese. della sua cultura, delle sue tradizioni, delle sue contraddizioni e si potrebbe andare avanti all` infinito. Per ora l´universita´ mi blocca in Italia ma appena finisco ho intenzione di trasferirmi la´… ( lavoro a parte in cui vedo grandissime opportunita´ essendo questo Paese in piena espansione) anche perche´ nella Turchia ci vedo un´ Italia (o quasi…ma in ogni caso ci sono tante similarita´) ancora piena di valori, persone predisposte all´ accoglienza e non ancora troppo diffidenti e spaventate dalle dıversita´…se qualcuno pensa sia un´ idea totalmente sbagliata me lo dica..mi piacerebbe parlarne. E Giuseppe…si..in sintesi la mia idea della Turchia e´ quella di un Paese in espansione..pieno dı risorse e di novita´ ma allo stesso tempo fortemente legato al passato, alle tradizioni e alla religione e questo tutto e il contrario di tutto mi trasmette un gran senso di liberta´e questo credo che sia veramente affascinante…e d´altronde Istanbul ne e´ il simbolo e non a caso tutti ne sono attratti :)

  10. Corrado Risso scrive:

    Ciao a tutti, sono Corrado, neolaureato in Relazioni Internazionali. Il mio interesse per la Turchia sboccia nel Settembre 2007 quando inizia il mio Erasmus ad Antalya. Dopo questo soggiorno di sei mesi, avrò l’opportunità di tornare in Turchia in altre due occasioni: un progetto UE Youth in action di una settimana a Silifke e il Servizio Volontario Europeo sempre ad Antalya, di due mesi. Purtroppo è da allora, quasi tre anni, che non vado in Turchia e mi manca molto. Essendomi laureato da poco, cerco un’occupazione che mi consenta di mantenere un legame con la Turchia, legame che mi spiacerebbe scindere. Cerco così di unire l’utile al dilettevole.Durante i sei mesi di Erasmus ho avuto modo di imparare la lingua e immergermi nella realtà complessa di questo affascinante Paese. Ho sempre cercato di integrarmi, infatti, con la popolazione e ho avuto modo di viaggiare molto. Non dimenticherò mai, ad esempio, un viaggio che ho fatto in solitaria da Antalya, passando per Beysehir, Egirdir, Pamukkale, Selcuk e la mitica Valle delle Farfalle, vicino a Fethiye. Mi sono sempre trovato in grande sintonia con i Turchi, ammirandone l’ospitalità e il calore. In Turchia ho conosciute persone splendide e ho avuto questa impressione fin dai primi contatti. Mi ricorderò sempre il mio stupore nell’essere invitati a casa di estranei a bere il cay durante il primo fine settimana in Turchia, esattamente a Bozova, paese nelle zone limitrofe di Antalya. Della Turchia amo l’atmosfera di grande rilassatezza, cosa di cui sento molto la mancanza nel Nord Italia. Questo atteggiamento non stride però con un settore privato molto dinamico, se diamo un’occhiata al contesto economico turco. La Turchia è, a parer mio, patria di mille contraddizioni e incontro tra estremi. E questa contraddizione, che ritroviamo in molti ambiti, mi attira molto, mi ci ritrovo in essa, in un senso. Una contraddizione che trovo molto stridente è rappresentata dal Ministero degli Affari Religiosi. Come può un Paese che si dichiara laico avanzare pretese di controllo o di vigilanza sulla religione? Questi aspetti, unitamente alla forte crescita economica mi interessano molto. Credo infatti che la Turchia rappresenti una terra di opportunità per coloro i quali hanno il coraggio di rischiare.

    • ciao Corrado, benvenuto. se qualche volta ti viene voglia di raccontarci in dettaglio della tua esperienza Erasmus o di parlarci di qualche tema di rilevanza politica, il blog e’ aperto al contributo di tutti (anche a chi ha idee diverse dalle mie)…

  11. G&B scrive:

    Che dire…bello avere altri connazionali in Turchia, filo-turchi :-)
    Bravo Giuseppe
    Via inizio…scopro la Turchia nel 1997 (15 anni fa???aiutoooo), conoscendo a Bologna mia moglie Basak!
    Storia lunga
    Scherzi a parte giro la Turchia da 15 anni, e insieme a mia moglie abbiamo fatto una scelta di vita: mollato tutto in Italia, comprato una barca a vela e trasferiti definitivamente in Turchia dove per circa 7 mesi l’anno scopriamo la costa turca e greca…semplicemente affascinante.
    Qualche mese in inverno abitiamo a Istanbul a casa dei suoi genitori, dove io porto avanti il mio lavoro di “artista fotografo” e un libro sulla nostra storia che mi hanno chiesto di scrivere (tanto non ne verrò mai a capo…)
    Inutile dire che chi avesse voglia di info in generale, mi vede a disposizione nel portare quella che penso sia un’esperienza decisamente diretta e aimè ormai lunga ;-)
    Ok parliamo di Istanbul, dato che qui va per la maggiore
    Istanbul è cambiata negli ultimi anni, non migliora anzi peggiora; ma questo è dovuto essenzialmente al richiamo consumistico a cui i turchi si vedono a rispondere, come l’abbiamo fatto noi prima
    Spesso i peggioramenti sono dovuti anche a scelte politiche per avvicinarsi ad un format europeo di integrazione, che poi in sostanza resta uno specchietto per le allodole
    Dico sempre che, sperando come credo ciò non accada, il giorno in cui la Turchia dovesse entrare in europa quello sarà il giorno in cui noi probabilmente abbandoneremo questa splendida terra
    Detto ciò, Istanbul è inspiegabile. Nonostante tutto resta la vera capitale di questa eterna e unica contraddizione vivente che è la Turchia
    Istanbul da un’energia infinita, che rasenta la droga
    Nulla a che vedere con Roma ad esempio, dove torno ogni tanto dalla mia famiglia e dove dopo una settimana, perdo tutta l’energia vitale conquistata in Turchia…
    A Istanbul puoi trovare apertura mentale e artistica, a Istanbul puoi…
    Bon ho scritto troppo ma è un omaggio che volevo dare alla mia vera casa
    Ah, sto scrivendo dalla barca, in rada davanti a Marmaris dove stiamo aspettando che mi cambino un pezzo del nostro vecchio motorino d’avviamento…e si perchè vi sembrerà strano, ma noi non siamo ricchi, e la scelta di vita che abbiamo fatto ci vede ogni giorno a far conto con una vita frugale, dove con i pannelli solari produciamo l’acqua che beviamo, dove il barbecue ci aiuta a cucinare il pesce pescato, senza entrare mai nei porti, sempre in rada, all’ancora…soggetti al vento alle burrasche e tante di quelle difficoltà che vi annoieremmo a raccontare…ma qui ancora si puo’ fare, vivere con poco e scendere, sbarcare ogni tanto anche a godersi un bel çay, magari in un belediye çay bahçesi spendendo 30 cent di euro, e perchè no guardando il mare (splendida Datca)
    Insomma ciò che qualcun’altro potrebbe percepire come disagio, per noi è oggi una virtù, abbiamo scelto la pillola rossa ed è un prezzo che paghiamo volentieri per ottenere il premio più bello, la libertà
    Giampaolo e Basak
    se serve gp.gentili@gmail.com
    ps. persone piacevolissime e in gamba gli amici Gianluca e Ozke di scoprire Istanbul, conosciuti a simit saray quest’inverno

    • ciao, grazie mille per la tua/vostra testimonianza. e se ti/vi viene voglia di continuare a parlare della vostra storia o dei posti dpve attraccate, questo spazio e’ aperto a tutti…

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