Le libertà in Turchia: questione di metodo


Freedom House, prestigioso think tank americano, ha da poco pubblicato il suo annuale rapporto sulle “libertà nel mondo”. Ho dato un’occhiata a quanto dice sulla Turchia, classificata “parzialmente libera” con voti più mediocri che medi: un giudizio che tutto sommato ci può anche stare, nonostante i significativi miglioramenti degli ultimi anni. Poi, però, mi accorgo di qualcosa di strano: che il voto sulle “civil liberties” rispetto al 2012 è peggiorato. Perché? Questa la spiegazione sinteticamente fornita: “Turkey’s civil liberties rating declined from 3 to 4 due to the pretrial detention of thousands of individuals—including Kurdish activists, journalists, union leaders, students, and military officers—in campaigns that many believe to be politically motivated“.

Come? “Campagne che molti ritengono politicamente motivate”? Molti? Molti chi? E quanti sono, questi molti? Ma stiamo parlando di sondaggi, quindi? Della percezione che questi non meglio identificati “molti” hanno? Già: mica contano condanne, tonnellate di documenti, registrazioni, confessioni (almeno per quanto riguarda i tentativi di golpe); no, conta quello che “molti credono”. Complimenti per il metodo utilizzato, davvero!

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in disinformazione, politica interna, Turchia e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Le libertà in Turchia: questione di metodo

  1. Pingback: Le libertà in Turchia: questione di metodo - Istanbul Avrupa - Webpedia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...