Due “prima volta”: avvocati “velate” e difesa in curdo


Continuo imperterrito a martellarvi coi segni del cambiamento: che non sono “buone notizie” come a dare l’impressione di eventi estemporanei, ma passi più o meno rilevanti in un lungo percorso di transizione della Turchia dall’autoritarismo alla democrazia liberale, avviato ormai da un decennio; un percorso difficile perché ostacolato dall’ancien régime e per le difficoltà oggettive che comporta: e anche perché il partito che l’ha promosso – l’Akp conservatore e d’ispirazione islamica – per non perdere consensi a volte prende sentieri popolari ma che portano lontano dalla strada maestra.

Sì, so benissimo che ci sono moltissime cose che ancora non vanno: ma per l’appunto, per quanto riguarda sia la pertinenza analitica sia la rilevanza giornalistica è delle novità epocali che ha molto più senso occuparsi e parlare!

Le novità degli ultimi giorni: è stata approvata la legge che consente – con molte restrizioni, però (chi conosce il turco, l’interprete deve pagarselo di tasca propria: la cosa a me comunque sembra anche abbastanza logica!) – di parlare in curdo agli imputati, facoltà di cui si è avvalso l’ex sindaco di Batman Nejdet Atalay – e ancor prima della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale! – nel processo contro il Kck; è stato stabilito dal Consiglio di Stato che sono del tutto arbitrari – perché non previsti da nessuna legge – i divieti di indossare il “velo” nelle aule di giustizia: anche in questo caso, c’è chi ne ha approfittato subito come l’avvocato Şule Dağlı qui a Istanbul.

CORREZIONE Sono stato frettoloso e superficiale (il post l’ho scritto appena sveglio), avrei dovuto rendermene conto: ma se la legge che consente di difendersi in tribunale nella propria “lingua madre”, com’è possibile che qualcuno lo abbia fatto prima ancora che entrasse in vigore (cioè, prima della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale)? Semplice: a quanto pare, non c’era nessun divieto esplicito ma la decisione spettava alla discrezionalità del giudice, la legge ha esplicitato un diritto che spesso veniva negato (anche in virtù della sua politicizzazione da parte del movimento curdo).

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in politica interna, Turchia e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

7 risposte a Due “prima volta”: avvocati “velate” e difesa in curdo

  1. Pingback: Due “prima volta”: avvocati “velate” e difesa in curdo - Istanbul Avrupa - Webpedia

  2. mirkhond ha detto:

    Questa bella signora della foto, sarebbe l’avvocato Dağlı?

  3. mirkhond ha detto:

    Non conosco l’Osmanico purtroppo…
    E poi è una signora sposata….
    ciao!

  4. mirkhond ha detto:

    Però guardandola nella foto su facebook, debbo dire che la signora (di Eskisehir) non è bella, è BELLISSIMAAAAAA!!!!!

  5. Pingback: La Turchia e i pregiudizi degli italiani (70) | Istanbul, Avrupa

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...