Mille e una Istanbul – Da Kadıköy a Moda


K2Da un blog di viaggio:

Decidiamo di prendere un traghetto per Kadikoy e di respirare un po’ d’aria dell’Istanbul asiatica. Dal lungo molo di Eminonu partono i traghetti della IDO che si dirigono in diverse parti della città, ogni destinazione ha il suo punto di attracco, più o meno ne parte uno ogni 10 minuti a seconda di dove è diretto. Il viaggio è piacevole, il mezzo è comodo e anche abbastanza affollato, molti pendolari, pochissimi turisti. Una decina di minuti in mare per vedere Istanbul da un’altra prospettiva. Se da un lato ci si trova di fronte una città con i tipici standard europei, nell’altra parte si riesce ancora a scorgere un’atmosfera antica e conservatrice di quello che è stata la città di Costantinopoli. Scesi dal traghetto rimaniamo in zona camminando lungo gran parte del molo di Kadikoy, osserviamo i pescatori che tornano dal mare portando a terra le reti ricche di pesce appena pescato a bordo di piccole imbarcazioni. Ci concediamo una piccola sosta all’interno di un bar in riva al mare, fuori fa freddo ed è davvero molto umido, un buon cay è proprio quello che ci vuole. Fattasi ormai ora di pranzo riprendiamo il traghetto per Eminonu

Come? Sono venuti a Kadıköy, hanno passeggiato lungo il molto, hanno preso un çay e se ne sono andati? Beh, di cose da fare in effetti ce ne sarebbero molte di più:

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Arrivati, il clima è più dolce – meno umido d’estate – e l’atmosfera più calma e silenziosa: niente schiamazzi e niente orde, solo ristorazione rapida e donne gitane che vendono i loro fiori. Camminate verso l’interno e con le spalle al mare, dopo un centinaio di metri o poco più vi troverete nel mercato di Kadıköy: banchi del pesce, frutta e verdura, salumi e formaggi, frutta secca e spezie, prelibatezze da ogni parte della Turchia. La zona è mediamente ricca, troverete prodotti di grande qualità: a prezzi normali, senza rincari per turisti.

Da non mancare, la piazzetta con la chiesa greco-ortodossa di Sant’Eufemia; dove si svolse il celebre Concilio di Calcedonia del 451; Kadıköy è infatti l’antica Calchedon, colonia greca: anche se, da quello che ho capito, il primo insediamento era non qui ma poco distante, su di una collinetta. Dentro il complesso, ricostruito più volte, una chiesa però accessibile solo durante le funzioni e l’immancabile ayazma. Proprio sulla piazzetta di Sant’Eufemia, il panificio Beyaz (non solo pane, ma anche dolci di ogni tipo e simit farciti): con tavolini all’aperto per far colazione bevendo un çay, quando c’è il sole è una meraviglia; lì a fianco Cafer Erol, una delle migliori pasticcerie di Istanbul e quindi del mondo (io vado matto per il loro confetti coi pistacchi al posto delle mandorle): ma poco lontano anche Baylan (per la limonata d’estate, sotto il pergolato) e Hacı Bekir (dove comprare lokum da portarsi a casa), l’una di fronte all’altra in una via attigua. Girate, assaggiate, acquistate: per i prodotti alimentari, questo è il posto giusto. E per pranzo – anche se la scelta è immensa – un solo nome: Çiya

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(per il resto dell’itinerario fino a moda, cliccate qui)

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