Dalla rivista ‘Il Mulino’: La Società operaia di Istanbul


“Chi ama la patria la onori con le opere”. È il motto della Società operaia di mutuo soccorso di Istanbul, fondata il 17 maggio 1863 da 41 operai, con Garibaldi primo presidente effettivo e Mazzini presidente onorario, presto aperta alla partecipazione della comunità italo-levantina nella sua prospera totalità, ancora oggi attiva con circa 40 membri e in attesa di festeggiare il 150° anniversario. Un anniversario speciale. Speciale perché la sede, dopo decenni di abbandono, sta finalmente vivendo una fase di restauro e di rinascita. Me ne ha parlato Sedat Bornovalı, lo storico dell’arte – ex studente del liceo italiano e membro della Società operaia – che coordina il progetto. Si trova proprio nel cuore di Istanbul, in un vicoletto sull’Istiklal Caddesi, già Grande rue de Péra: fuori sventola il tricolore, al piano terra fino all’anno scorso c’era il ristorante Garibaldi. L’edificio, di circa 200 metri quadrati su quattro piani, è stato costruito attorno al 1880 e ha subito un intervento architettonico correttivo già negli anni 1908-1910 per migliorarne la stabilità; il suo teatro ha ospitato per molto tempo spettacoli e balli dell’alta società, e fino al 2011 proiezioni di documentari.

All’interno busti risorgimentali e reali, lapidi che segnano le tappe decisive nella storia della Società e quella che identificava l’abitazione di Garibaldi (a Istanbul tra il 1828 e il 1831), una piccola biblioteca e un archivio che custodisce le minute delle assemblee e i registri dei soci, ampi saloni. Grazie a un mecenate, il presidente dell’Associazione delle agenzie di viaggi turche (Türsab) Başaran Ulusoy, verranno realizzati in tempi brevi degli indispensabili interventi di consolidamento statico e di recupero delle decorazioni dal costo complessivo superiore a mezzo milione di euro. Ma i restauri sono solo la parte preliminare di un più vasto progetto: trasformare la sede della Società operaia di mutuo soccorso in un centro culturale italo-turco. Verrà creato un piccolo museo di documenti e cimeli, uno spazio espositivo verrà aperto ad artisti italiani e turchi, il teatro verrà attrezzato anche per ospitare conferenze.

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(per continuare a leggere, il sito della rivista Il Mulino)

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