Turchia e Germania, l’Europa lontana


Il momento più significativo del vertice di Ankara dello scorso lunedì 25 febbraio è passato inosservato, l’incontro tra il premier turco Recep Tayyip Erdoğan e il cancelliere tedesco Angela Merkel e i leader spirituali delle minoranze non musulmane di Turchia: il patriarca greco-ortodosso Bartolomeo, il patriarca armeno (facente funzioni) Aram Ateşyan, il rabbino capo Isak Haleva, l’arcivescovo siro-ortodosso Samuel Aktaş, il vice patriarca della chiesa cattolica sita Chorepiscopus Yusuf Sağ, il segretario delle chiese protestanti Ümit Şahin; insieme a loro anche il muftì di Ankara, Hakkı Özer. E’ la nuova Turchia, la Turchia polifonica, che sta cercando di recuperare la sua storia e la sua memoria, restituendo alle minoranze dignità, visibilità e proprietà (immobiliari). Nell’incontro si è parlato della riapertura del seminario greco-ortodosso di Halki/Heybeliada, chiuso dal 1971; del monastero siro-ortodosso di Mor Gabriel, oggetto di dispute sulla proprietà dei terreni circostanti; delle indagini sul massacro della casa editrice Zirve, i tre protestanti torturati e uccisi nel 2007. Non sono state trovate soluzioni definitive: ma è di decisiva importanza che si sia parlato di questi problemi in un contesto allargato, europeo.

Il resto del viaggio di due giorni -il terzo, dopo quelli del 2006 e 2010- non ha portato a nulla di particolarmente nuovo: ed è servito soprattutto a rinsaldare la partnership bilaterale, molto solida soprattutto nella sua dimensione economica. Angela Merkel ha visitato le truppe tedesche che si occupano -nel sud-est, a Kahramanmaraş- dei missili patriot, schierati nella zona di confine con la Siria a protezione di eventuali attacchi missilistici; si è trasferita in Cappadocia, ha visitato il giorno successivo il parco nazionale di Göreme: dove è stata accolta dal ministro della cultura e turismo Ömer Çelik e da una parata di mongolfiere. Poi, Ankara: gli incontri col presidente Abdullah Gül e con Erdoğan, la partecipazione a un forum economico turco-tedesco, un’affollata conferenza stampa, l’incontro come detto coi rappresentanti religiosi delle minoranze prima di volare a Berlino.

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