La Turchia e i pregiudizi degli italiani (104)


(poteva mancare il gran finale, a questa strepitosa serie?)

Sì, hanno fissato anche me, in tutti i posti dove andavamo, mi fissava anche il tassista fermo a recitare il rosario al suo grandissimo Allah, e m’ero chiesta: “come mai tanta religione e fanatismo e poi incollano gli occhi sulle donne degli altri?”Mia figlia era adolescente e vivevo con la paura che me la rapissero.A parte questi timori, ho trovato tutto molto bello.Ero stata di più nella parte asiatica, in una zona archeologica che sognavo da anni di vedere, infatti entravamo a Istanbul dall’Asia.Ci pensi quanti chilometri mi sono fatta con la mia pandina? Tanti! Eravamo partiti da Ancona per Patrasso… da lì non avevo manco il tempo di bere una goccia d’acqua.Guidavo più io perchè non volevo che mio marito si stancasse per via di un intervento al bacino che aveva subìto 2 anni prima, mi pare.Comunque, è meglio aggregarsi con degli amici: in quei paesi è più prudente.Non si sa mai.

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12 risposte a La Turchia e i pregiudizi degli italiani (104)

  1. enis ilkin ha detto:

    In quei paesi… Che sottovalutazione incredibile…

  2. perche a me non succede mai? uffi!! io aspetto…aspetto…e nulla! E sono anche carina,eh! 🙂 dovrò quindi appendermi qualche “luccichio”! magari funziona! 🙂

  3. Elena ha detto:

    allah allah!

  4. Pingback: La Turchia e i pregiudizi degli italiani (104) - Istanbul Avrupa - Webpedia

  5. Andrea ha detto:

    E’ proprio vero che ognuno sceglie di vedere solo quello che vuole vedere…

  6. Bi. ha detto:

    Ma, giusto per dire: non e’ scorretto riportare quanto scritto da un’altra persona senza manco avvertirla?
    Almeno, se la linki, se ne puo’ accorgere.
    Questo dileggio nascosto non e’ troppo corretto.
    Meglio il confronto aperto.

    • Istanbul, Avrupa ha detto:

      beh, io ho riportato quello che e’ stato scritto pubblicamente su Internet: non ho capito quale sarebbe la scorrettezza…

      • Bi. ha detto:

        Infatti non ho detto che era qualcosa di privato che veniva comunicato a te (si capisce dal contesto che non puo’ esserlo) ma, semplicemente, se fosse stato il contenuto di un post in un blog sarebbe piu’ carino linkarlo. Giusto per un confronto/raffronto aperto.
        Ovvio, non si fanno nomi, quindi in fondo anche questa forma di pubblicazione non e’ gravemente scorretta. Solo che se fosse un excerpt di un mio ipotetico post mi darebbe fastidio venir citata senza il link.

        E comunque: non voglio assolutamente dire che mi trovo d’accordo con la donzella in questione. Pero’ ammettiamolo: se uno come fonti ha solo quello che appare sulla stampa italiana, una domanda del genere e’ lecita. Ci sono interpretazioni faziose di ogni tipo, la Turchia non e’ certo uno stato che viene “protetto” dal fuoco giornalistico. Un povero lettore che puo’ fare? Chiedere e’ lecito, in fondo, finche’ non si passa alle offese.

  7. Andrea ha detto:

    Probabilmente l’autrice di questa perla verrebbe qui a ribadire le sue cialtronerie. Che poi sì, sarebbe anche divertente

    • Bi. ha detto:

      Decisamente, potrebbe essere divertente.
      O potrebbe pure scusarsi e fare mea culpa! 🙂
      Mai porre limiti al possibile! (Pero’ lo ammetto, e’ piuttosto improbabile).

  8. eustakyo manopulo ha detto:

    Gentile signora,laTurchia e’ ormai un paese ultra visitato dal mondo intero,e’ vero,dato il numero enorme di visitatori, statisticamente si osservano casi gravi. Ad esempio giovani donne si allontanano dai luoghi abitati per godersi la prodiga natura in luoghi deserti di notte. Li c’e pericolo, infatti le forze dell’ordine non appena si rendono conto dell’esistenza di simili situazioni,campeggiano pure loro ,vicino alle turiste,per proteggerle. Una turista americana,a notte inoltrata ,per curiosıta’ e’ entrata in una fenditura delle mura di İstanbul a forma di grotta incontrando un barbone,suo agressore. Lo stesso rischio esiste, se una giovane donna, a notte inoltrata esce,a Roma,da una discoteca, e si mette a camminare. Temere che la propria figlia possa essere rapita e’ un’esagerazione

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