La Turchia di Marta Ottaviani – richiesta di chiarimenti


(Stavolta io non c’entro: e mi limito a trasformare in post il commento ricevuto – nel blog – da un lettore. Evidentemente si tratta di un nuovo arrivato, chi mi segue da tempo sa bene che l’analisi che mi viene chiesta l’ho già fatta numerose volte (ad esempio, qui ce n’è più di una: https://istanbulavrupa.wordpress.com/2011/12/26/per-chi-cerca-marta-ottaviani ); mi permetto però un consiglio: PROTESTATE! Protestate, direttamente alla fonte: scrivete alla Stampa, fate sapere a chi pubblica gli articoli della collega che i lettori italiani sono stanchi di quest’informazione approssimativa e dalle venature islamofobe…)

Ciao complimenti per il blog, interessante! Sono un normale cittadino italiano disgustato dalla diffamazione che la stampa italiana (ma credo occidentale in genere) riserva ai paesi non allineati, specie se hanno qualcosa a che fare con l’islam. Conosco qualcosa della Turchia come altri paesi asiatici da cui sono molto affascinato ma non ho mai avuto la possibilità di viaggiare e vedere di persona. Ti scrivo perchè in questi giorni ho osservato un intensificarsi delle notizie (ovviamente tutte negative) riguardo la Turchia nell’informazione italiana… C’è già chi, indignato, ha pubblicato su facebook notizie di questo tenore (un paio di esempi):

http://www.lastampa.it/2013/04/16/esteri/picchiare-le-donne-un-modo-per-disciplinarle-235K7Ei41CHubYlC8cLRcP/pagina.html

http://www.lastampa.it/2013/04/15/esteri/tweet-ironici-contro-l-islam-condannato-il-mozart-turco-Wd1jVqAF4tRhPmA17xn9DO/pagina.html

Non è che, naturalmente se hai tempo, potresti farne un’analisi o spiegare il motivo di questo accanimento e se c’è qualcosa di verosimile o meno? Ho già un paio di idee ma vorrei sentire cosa ne pensa uno che sa qual è la realtà turca sul serio…

Questa voce è stata pubblicata in disinformazione, Islam, politica interna, Turchia e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

10 risposte a La Turchia di Marta Ottaviani – richiesta di chiarimenti

  1. Pingback: La Turchia di Marta Ottaviani – richiesta di chiarimenti - Istanbul Avrupa - Webpedia

  2. ricciarmani ha detto:

    Dove sono le venature islamofobiche in questi articoli?

  3. estrella ha detto:

    Mi sono permessa di fare una piccola ricerca… sul sito HABERLER, il 15 aprile, è stata pubblicata la stessa notizia, riportante i dati sulla violenza domestica emersi da una ricerca della Kirikkale universitesi, http://www.haberler.com/ulusal-boyutlu-kadina-yonelik-siddet-arastirmasi-4527128-haberi/.
    E ancora su Radikal http://www.radikal.com.tr/radikal.aspx?atype=radikaldetayv3&articleid=1129699&categoryid=77.
    E ancora su Sabah.com, http://www.sabah.com.tr/Yasam/2013/04/16/erkeklerin-ucte-birine-gore-siddet-gerekli.
    Dovremmo parlare ancora di islamofobia? Io personalmente sono tutto fuorché islamofoba: vivo in questo paese e ho contatti quotidiani con persone di credo differente dal mio.
    Parlo da donna. E dico che qui la posta i gioco è molto più alta: c’è in gioco il rapporto tra un uomo – che spesso, da alcuni contesti culturali tradizionali, porta avanti una visione severa dell’altro sesso- e una donna – che si sta sempre più scardinando da quella prospettiva. Qui, la religione non c’entra nulla. Conosco tante ragazze tra i venti e i trent’anni (non nate a Istanbul in pieno centro, ma immigrate da svariate zone del Paese) che, seppur religiose, si dichiarano lontane, lontanissime, dalle posizioni dei loro “padri”. La violenza è, ahimè, spesso sintomo di una debolezza crescente da parte del “primo sesso”, impaurito e incredulo di fronte a un cambiamento incalzante. E questo non solo in Turchia, ma anche altrove, in paesi europei caratterizzati dallo stesso problema (seppur sommerso).

    Vorrei aggiungere un’ altra cosa: nel mondo occidentale l’islamofobia è un fenomeno innegabile , oramai radicato da anni di dis-informazione e retorica politica avvelenata (in particolare quella sorta dalla discriminazione nei confronti degli immigrati venuti nei nostri paesi europei – si pensi all’Italia, alla Germania dei “german-turks”, alla Francia dei “beurs”). Insomma, io sono d’accordo sul tuo essere sensibile all’attacco islamofobo, ma nello stesso tempo, io non dimentico che, all’interno dei gruppi stigmatizzati e discriminati – vittime di islamofobia – esistono altrettante sottocategorie di vittime, tra queste le donne e le minoranze culturali, le quali spesso sono vittime silenziose.

    • Istanbul, Avrupa ha detto:

      il mio – riguardo alcuni colleghi – e’ un discorso generale: e riguarda – piu’ che la singola notizia – la selezione che delle notizie viene fatta per i lettori italiani, visto che prevalgono smisuratamente tutte quelle che possono mettere in cattiva luce il governo d’ispirazione islamica e la religione islamica…

  4. ricciarmani ha detto:

    E’ inutile, per Giuseppe è in atto un complotto organizzato da tutta la stampa (non solo italiana, ma mondiale, inclusa certa stampa turca) per screditare la Turchia e creare pregiudizi e disinformazione. Tale complotto prevede “la selezione che delle notizie viene fatta per i lettori italiani” sia tale da far prevalere “smisuratamente tutte quelle che possono mettere in cattiva luce il governo d’ispirazione islamica e la religione islamica”.

    Non si capisce chi sia il grande regista di questo disegno e soprattutto quale sia lo scopo di tutto ciò. Ma soprattutto, non si capisce allora perchè i giornali spesso parlino bene della Turchia, citandone le virtù di crescita economica, di modernizzazione e portandola come esempio per molti altri paesi.

    • Istanbul, Avrupa ha detto:

      gombloddo, si dice gombloddo.

      comunque, no: nessun complotto. solo scarsa preparazione e scarsa professionalita’ da parte di molti colleghi, con in testa ovviamente quelli italiani (tranne qualche rara eccezione, tipo Ansaldo di Repubblica). le ‘prove’ sono a disposizione di tutti…

    • flv ha detto:

      In qualità di motivatore di questo post cercherò di risponderti. Sarò sincero a costo di sembrare ridicolo ma spero di spingere ad una riflessione… Non si tratta di complotto nel senso in cui tu lo intendi! Avviene a livelli molto più profondi. E’ in atto nel mondo una guerra spirituale fra chi crede e chi crede di poterne fare a meno. Come puoi vedere, essendo noi tutti credenti, si tratta di una stupida guerra civile. Io sono un fisico teorico e vivo quotidianamente proprio fra quelli che “credono di poterne fare a meno”. Conosco bene gli scienziati (espressione spirituale dell’Occidente) e sò che sono in buona fede, ciononostante riescono talvolta, al di fuori dell’ambito scientifico, ad essere più ignoranti di chiunque altro… Tutti i valori che oggi tutti sostengono con animo, provengono sostanzialmente dall’illuminismo e dalla cultura scientifica. Sono tanto radicati da essere ormai una nuova religione con l’arroganza però di negare la propria stessa natura religiosa. Queste persone, spesso scienziati ma ormai gente qualunque, sente come missione personale quella di sradicare dal mondo le religioni e tutto ciò che è in constrasto con i sani principi sacri della scienza e della cultura occidentale. L’arma che usano è la diffamazione, ma lo fanno in buona fede, ripeto, ci credono sul serio (negando però che sia una credenza ma invece una verità universale). Naturalmente non tutti, conosco altri colleghi credenti per esempio, ma fidati sono tanti questi intolleranti materialisti (e con questo non voglio dare un giudizio morale poichè, come ho detto, sono in buona fede). Probabile che le notizie siano vere ma perchè pubblicarle in Italia? Non ci sono in Italia processi assurdi? E la colpa di questi processi assurdi è automaticamente del governo in carica? Poi le statistiche da sole non rendono mai l’idea della realtà. Per esempio gli intervistati con quale tono hanno risposto? Scherzando magari anche io avrei risposto così 🙂 Poi la ricerca è stata finanziata da una ong che si occupa proprio di quei temi quindi non è onesta intellettualmente (seppur in buona fede). Queste ricerche spesso trovano proprio quello che vogliono trovare e quale modo migliore per ottenere finanziamenti se non quello di denunciare un fenomeno sociale tramite una ricerca? Certo, non pretendo che tutti i giornalisti siano filosofi e capiscano tutte le situazioni sociali, culturali ecc, però sento anche il bisogno di mettere in guardia da questo tipo di tendenze che, a mio avviso, si basano sulla non conoscenza reale di altre culture… E non basta vivere in Turchia per comprenderla. Conosco gente con pregiudizi riguardo a determinati paesi , è andata là, e ha visto proprio quello che credeva; altri invece hanno trovato tutto bello… Il condizionamento mentale a volte è fortissimo per questo non mi sento cmq di prendermela con le persone, ma con la tendenza generale si!

  5. ricciarmani ha detto:

    Fammi fare questo ragionamento, poi non ti rompo più le scatole 🙂

    In un ambiente competitivo, come di fatto anche quello dove lavori tu, ci sono due modi per “emergere”. Uno è convincendo l’interlocutore (che per un’azienda è il mercato, per un negozio è il cliente e per te sono i lettori) che te le cose le fai bene (in questo caso, che racconti i fatti attenendoti alla realtà); l’altro è invece cercare di convincere l’interlocutore di cui sopra che gli altri – i tuoi colleghi – non capiscono nulla. Io credo che sia più efficace e costruttivo cercare di perseguire la prima strada, e di conquistarti giorno per giorno una fetta di lettori che, al termine di un tuo post, esclamano “cavoli, Giuseppe ha ragione” e non “cavoli, gli altri hanno torto”.

    Se te, che in virtù del tuo lavoro hai una grande responsabilità, ci racconti i fatti argomentandoli in maniera completa (come a onor del vero a volte fai, intendiamoci, e sono ben contento di riconoscertelo) non hai bisogno di dover poi “demolire” e “screditare” i tuoi colleghi: noi, i tuoi lettori, abbiamo un cervello per capire chi dice cose giuste e chi scrive delle cavolate, Altrimenti il rischio è di trasformare un serio e costruttivo dibattito, in una caciara da stadio di calcio.

    • Istanbul, Avrupa ha detto:

      detto in modo molto diretto e sincero: TU non solo hai un cervello, ma vivendo qui hai a disposizione anche tutti i FATTI che ti consentono di formarti un’opinione informata (al di la’ di quale essa sia); molti altri in Italia – tra i quali direttori e capiredattori vari – a causa del bombardamento delle notiziole e dei fattarelli di cui si fanno quotidianamente carico Ansa e Tmnews questa possibilita’ non ce l’hanno…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...