Istanbul, Europa: C’era una volta in Anatolia, Denizli


IMG_9439Il mio viaggio a Pamukkale/Hierapolis, Laodicea e Aphrodisias – di cui vi ho parlato già abbastanza – mi ha permesso di visitare velocissimamente anche la mia prima città autenticamente anatolica, Denizli: ve ne parlo perché è l’ultima tappa di tutti i bus extra-urbani che portano i turisti nella zona delle cascate di travertino, anche se immagino che nessuno trovi il tempo – o il coraggio – per lasciare il terminal e addentrarsi nel centro. In effetti, è priva di attrattive storiche e culturali: è stata fondata non in epoca antica, ma dopo l’arrivo dei turchi; è famosa, invece, per essere una delle “Tigri anatoliche”: quelle città che nell’ultimo decennio hanno consentito – attraverso la produzione industriale orientata all’esportazione – il boom economico della Turchia.

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4 risposte a Istanbul, Europa: C’era una volta in Anatolia, Denizli

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  2. Giuliano Caponi ha detto:

    Denizli non è ancora Anatolia, arriva almeno ad Afyon dove su 20 ragazze in giro 19 sono velate e dove non esiste un bar e poi mi dici. Denizli è una città a disoccupazione zero ma non può essere annoverata tra le tigri anatoliche per il semplice fatto che le attività trainanti (tessile e travertino ma anche il turismo di Pamukkale) erano sviluppatissime già negli anni 80, quando era anche la capitale del cotone. Qualunque businessman italiano della maglieria ti dirà che l’unica città di produzione turca famosa da decenni nel suo settore è Denizli. Inoltre Denizli è storicamente una città nazionalista, col MHP vincente per decenni fino a 5-6 anni fa quando, come successo in molte altre realtà, la borghesia produttiva si è spostata su AKP. Per essere una città di mezzo milione di abitanti cresciuta demograficamente in modo più progressivo di altre resta un posto di uno squallore più unico che raro, con un solo quartiere (Çamlık) costruito con standard vicini a quelli europei e tutto il resto affogato, stretto e inquinato a livelli giusto un po’ più bassi di Pechino (bello produrre senza filtri alle ciminiere…). Ci sono stato magari 30 volte, c’ho pernottato almeno 10 e non c’è stata una volta in cui non mi sia chiesto a cosa serva tutto il denaro del mondo se poi vivi in un ambiente così malsano e piatto. Il paradigma del produci, consuma, crepa. Üret, tüket, öl!

    • Istanbul, Avrupa ha detto:

      ‘Denizli non è ancora Anatolia, arriva almeno ad Afyon dove su 20 ragazze in giro 19 sono velate e dove non esiste un bar e poi mi dici.’

      ti dico… cosa? francamente, non riesco a capire perche’ alcune persone diamo tutte quest’importanza alle fanciulle ‘velate’ o ai bar: io non so neanche se a Denizli i bar ci sono, di sicuro non mi sono messo a cercarli (e mi sono limitato a osservare quello che c’e’, senza pregiudizi di sorta).

      riguardo poi Denizli come ‘tigre anatolica’. sull’argomento una mia cara amica c’ha scritto la tesi di dottorato: ma confesso di non essere ancora riuscito a leggere il libro che ne ha ricavato. poi, si’: di sicuro non e’ ‘un bel posto’, ma in compenso la volonta’ di trasformarlo in qualcosa di piu’ gradevole e meglio organizzato e’ evidente…

  3. mirkhond ha detto:

    “Afyon dove su 20 ragazze in giro 19 sono velate”

    Strafichissimo!
    Peccato che il nostro Giuseppe non vi abiti, che già mi ci sarei fiondato per farmi la famiglia che ho sempre sognato…. 😉

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